Teatro elisabettiano: caratteristiche, struttura, autori

Il teatro elisabettiano conobbe durante il lungo regno di Elisabetta I d’Inghilterra (1533-1603) un periodo di grande splendore. Nacquero i primi e veri edifici teatrali.

Il primo edificio appositamente costruito per le pubbliche rappresentazioni fu il Theatre (1576), collocato fuori dal centro storico di Londra. Nell’Inghilterra elisabettiana, infatti, i teatri venivano a malapena tollerati dalla borghesia puritana (nel 1642 il Parlamento puritano ordinò la chiusura dei teatri, in quanto considerati fonte di immoralità). Alle donne era ancora vietato recitare e le parti femminili erano affidate a ragazzi giovani che con il loro aspetto e la loro voce potevano più facilmente travestirsi da donna.

Al Theatre ne seguirono molti altri, tra i quali il Globe Theatre (1599, distrutto da un incendio nel 1613, è stato ricostruito tre secoli dopo, poco distante dal sito del teatro originario e inaugurato nel 1996), gestito dalla compagnia di cui faceva parte lo stesso Shakespeare, i Lord Chamberlain’s Men.

Tra gli autori teatrali del teatro elisabettiano, William Shakespeare è considerato il più grande e più conosciuto al mondo.

Teatro elisabettiano: caratteristiche

Il teatro di William Shakespeare o teatro elisabettiano si differenzia da quello di epoca classica per molti aspetti:

  • argomento prediletto delle tragedie non è più il mito, bensì la storia, la lotta per il potere, il conflitto politico;
  • il teatro elisabettiano è il primo a non rispettare la regola delle unità aristoteliche. Nei testi di quest’epoca infatti le vicende narrate ricoprono un lungo arco di tempo e si svolgono in vari luoghi;
  • il teatro elisabettiano mescola spesso elementi tragici ed elementi comici, per esempio inserendo scene “da commedia” in una vicenda tragica e viceversa;
  • il teatro elisabettiano inizia a unire vicende verosimili e vicende fantastiche, affiancando giovani innamorati ed elfi buoni, generali vittoriosi e streghe, principi e fantasmi.

Teatro elisabettiano: struttura

Teatro elisabettiano: caratteri e struttura

L’edificio era costruito in legno. Al lato del palcoscenico si aprivano i palchetti dove sedevano gli spettatori più ricchi. Tra questi, alcuni andavano a sedersi addirittura sul palcoscenico, a destra e a sinistra degli attori che recitavano. Gli spettatori che pagavano un biglietto d’ingresso più economico si affollavano intorno al palcoscenico e assistevano in piedi, per cui molti potevano vedere gli attori solo di fianco o di spalle.

La parte posteriore del palcoscenico era divisa in due piani: nel piano inferiore venivano rappresentate le scene «in interno» (una sala, una tomba, una prigione, una taverna…), in quello superiore si apriva una galleria praticabile, che poteva essere utilizzata per gli usi più svariati, come terrazza su cui si affacciava un personaggio, come mura di un castello e così via.

La scenografia era ridotta al minimo perché la maggior parte degli spettatori, stando intorno al palcoscenico, non poteva vedere lo spettacolo di fronte. Il pubblico doveva immaginarsi l’ambiente scenico aiutato da semplici cartelli indicatori, oppure guidato dalle parole degli attori che nominavano e descrivevano i luoghi degli avvenimenti.

Teatro elisabettiano: autori

Tra i molti scrittori di teatro che contesero a Shakespeare la scena londinese vanno ricordati Christopher Marlowe (1564-93), personalità irrequieta di letterato, morto in una rissa in giovane età. Di lui si ricordano Tamerlano il Grande (1587-88), sulle gesta di Tamerlano, crudele conquistatore dei grandi regni dell’Asia, piegato e sconfitto solo dalla morte; e la tragedia Dottor Faust (1588-93).

Attivi durante il regno di Giacomo I furono poi:

  • Ben Jonson (1572-1637), poeta, letterato e drammaturgo dalla forte vena satirica;
  • George Chapman (1559-1634), autore anch’egli di drammi satirici, dove centrale è la messa in ridicolo dell’eroismo e della classicità.