I 14 punti di Wilson è il nome dato al programma di pace enunciato al Congresso degli Stati Uniti dal presidente americano Thomas Woodrow Wilson l’8 gennaio 1918, per la costruzione di un ordine mondiale pacifico duraturo, basato su democrazia e cooperazione, all’indomani della Prima guerra mondiale.
I 14 punti toccavano tutte le questioni poste dalla Grande Guerra (diplomazia segreta, nazionalismo, protezionismo) oltre alle questioni territoriali e politiche preesistenti alla guerra stessa. Cardine del programma di Wilson era il rispetto delle nazionalità e il diritto dei popoli all’autodeterminazione: in virtù di essi, bisognava lasciare a tutti i popoli il diritto di scegliere il proprio sistema di governo e di costituire liberi Stati nazionali.
Tuttavia, la loro applicazione pratica durante la Conferenza di Pace di Parigi del 1919 si scontrò con gli interessi nazionalisti delle potenze europee.
Cosa prevedevano i 14 punti di Wilson
Qui di seguito riportiamo in sintesi i 14 punti redatti dal presidente degli Stati Uniti Wilson:
1. Pubblici trattati di pace, conclusi apertamente, dopo i quali non vi saranno più accordi internazionali segreti.
2. Libertà assoluta di navigazione nei mari.
3. Eliminazione, nei limiti del possibile, di tutte le barriere economiche.
4. Garanzie che gli armamenti nazionali saranno ridotti al minimo compatibile con la sicurezza interna del Paese.
5. Imparziale soluzione delle controversie coloniali, nel rispetto delle popolazioni interessate.
6. Sgombero dei territori russi, per consentire a questa nazione di fissare, senza ostacoli né imbarazzi, in piena indipendenza, il suo sviluppo politico e nazionale; per assicurarle una sincera accoglienza nella società delle nazioni libere sotto il governo che essa stessa avrà scelto.
7. Ritorno alla piena sovranità del Belgio.
8. Liberazione di tutto il territorio francese e restituzione dell’Alsazia e della Lorena da parte della Germania.
9. Una rettifica delle frontiere italiane dovrà essere effettuata secondo le linee di nazionalità chiaramente riconoscibili.
10. Riconoscimento dell’autonomia nazionale per i popoli sottoposti alla dominazione dell’Austria-Ungheria.
11. Ritorno alla piena sovranità per la Romania, la Serbia e il Montenegro.
12. Riconoscimento dell’autonomia nazionale per i popoli sottoposti alla dominazione turca. I Dardanelli saranno aperti in permanenza per le navi e il commercio di tutte le nazioni.
13. Costituzione di uno Stato polacco indipendente, con un libero accesso al mare.
14. Costituzione di una Società Generale delle Nazioni in grado di fornire garanzie d’indipendenza politica e territoriale ai grandi come ai piccoli Stati.
I Quattordici punti di Wilson – conseguenze
I 14 punti di Wilson portarono alla fine degli Imperi centrali (Impero Austro-Ungarico, Impero tedesco, Impero Ottomano), alla nascita di nuovi Stati nazionali (Polonia, Cecoslovacchia, Jugoslavia, Ungheria, Austria, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Turchia) e all’istituzione della Società delle Nazioni, per prevenire futuri conflitti.
Tuttavia, la loro applicazione alla Conferenza di Pace apertasi il 18 gennaio 1919 a Versailles pose problemi non previsti:
- creò tensioni etniche. Per esempio, nei nuovi Stati della Polonia, della Cecoslovacchia e dell’Ungheria esistevano comunità di lingua tedesca, mentre in Romania viveva una minoranza ungherese. Anche queste «nuove» minoranze si sentirono oppresse nei nuovi Stati. Nel regno di Iugoslavia, poi, si trovavano popoli che erano vissuti a lungo all’interno di imperi multietnici e che erano stati in conflitto tra loro.
- In Italia creò il mito della «vittoria mutilata», dovuto al mancato rispetto delle promesse territoriali basate sul Patto di Londra (1915), alimentando nazionalismo e fascismo.

