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Calendario Giuliano, il calendario di Giulio Cesare

Il calendario giuliano fu promulgato da Giulio Cesare nel 46 a.C., nel ruolo di Pontefice massimo. Si tratta di un calendario solare, cioè basato sul ciclo delle stagioni, ideato dall’astronomo greco Sosigene di Alessandria. Il calendario giuliano fu sostituito solo nel 1582 dal calendario gregoriano.

Prima del calendario giuliano…

Il calendario di Romolo

Secondo la tradizione il calendario romano fu istituito da Romolo, fondatore di Roma e primo re, nel 753 a.C. Si trattava di un calendario lunare, composto da 10 mesi, da marzo a dicembre. Di questi, sei erano di 30 giorni ciascuno e quattro di 31 giorni, per un totale di 304 giorni. Mancavano quindi circa 61 giorni del periodo invernale per completare il ciclo di un anno solare. Essi non venivano contati, né assegnati a un mese, perché era il periodo in cui i campi non venivano lavorati.

Il calendario di Numa Pompilio

Per far coincidere maggiormente l’anno lunare a quello solare, il secondo re di Roma, Numa Pompilio, modificò il calendario nel 713 a.C., aggiungendo i mesi gennaio (ianuarius) e febbraio (februarius), ovvero aggiunse 51 giorni ai 304 del calendario di Romolo, mantenendo marzo come primo mese. Nel calendario di Numa, quindi, l’anno durava 355 giorni, dieci giorni in meno rispetto al corso annuale del Sole. Per compensare questa differenza si ricorreva all’aggiunta di un mese (Mercedonio) ogni due anni, alternativamente di 22 o 23 giorni. Si ottenevano così anni di 377 o 378 giorni.

Il calendario giuliano di Giulio Cesare

Al tempo di Giulio Cesare si arrivò a uno sfasamento di circa tre mesi rispetto alle stagioni: l’estate era slittata a ottobre e novembre, mesi che al tempo di Numa Pompilio erano autunnali. Era perciò necessario mettere a punto un nuovo modo di contare gli anni.

Cesare allora, al tempo in cui era Pontefice massimo, chiamò a Roma un astronomo, Sosigene di Alessandria d’Egitto. Dopo accurati studi, nel 46 a.C., Sosigene mise a punto un calendario basato sull’anno solare, cioè sull’avvicendarsi delle stagioni (inverno, primavera, estate, autunno). Venne eliminato il mese di mercedonio, l’anno divenne di 365 giorni e si stabilì che ogni quattro anni si sarebbe dovuto aggiungere un giorno al mese di febbraio. L’anno di 366 giorni fu chiamato anno bisestile.

L’anno 46 a.C. fu definito ultimus annus confusionis, cioè l’ultimo anno della confusione, ed ebbe la durata di 445 giorni, che furono necessari aggiungere per correggere gli enormi sfasamenti del vecchio calendario romano.

Il calendario giuliano fu sostituito solo nel 1582 dal calendario gregoriano.

 

 

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