Gaio Giulio Cesare: biografia e storia
Gaio Giulio Cesare: biografia e storia

Gaio Giulio Cesare: biografia e storia. Nascita e prime esperienze; le tappe del cursus honorum; il Primo Triumvirato; la conquista della Gallia; la rottura con Pompeo e la guerra civile; Giulio Cesare padrone di Roma; le Idi di Marzo. Riassunto semplice e completo.

Nascita e prime esperienze

Gaio Giulio Cesare nacque a Roma il 13 luglio del 100 a.C. dalla nobilissima gens Iulia, una famiglia patrizia che vantava una mitica discendenza da Iulo, figlio dell’eroe troiano Enea, e perciò da Venere.

Cesare, nipote di Gaio Mario, sposò, giovanissimo, Cornelia, figlia di Lucio Cornelio Cinna uno dei leader del partito mariano. Questo suo legame con una famiglia notoriamente schierata con i popolari, oltre alla parentela con Gaio Mario, gli attirò l’avversione dell’oligarchia senatoria e di Silla. Dovette quindi allontanarsi da Roma, ma vi rientrò dopo la morte di Silla (78 a.C.) e incominciò la carriera forense e politica percorrendo le diverse tappe del cursus honorum.

Le tappe del cursus honorum di Giulio Cesare

Fu questore in Spagna nel 68 a.C.; edile nel 65 a.C.; pontefice massimo nel 63 a.C.; pretore nel 62 a.C.; propretore nella Spagna Ulteriore nel 61 a.C.

Il Primo Triumvirato

Nel 60 a.C. Giulio Cesare stipulò con Pompeo e Crasso l’accordo segreto cosiddetto del Primo Triumvirato, in vista della spartizione del potere (per un approfondimento leggi Primo Triumvirato: Cesare, Pompeo e Crasso).

Divenuto console nel 59 a.C. in seguito a questo patto, Giulio Cesare fece approvare, oltre a due leggi agrarie in favore dei veterani di Pompeo, anche un’altra legge che ne riconosceva l’operato in Asia (e ciò in aperto contrasto con il Senato).

Nel 58 a.C., a sua volta, appoggiato da Pompeo e Crasso, Giulio Cesare ottenne per la durata di cinque anni, il proconsolato della Gallia Cisalpina e dell’Illirico, cui fu aggiunto, poco dopo, anche il governo della Gallia Narbonese.

Giulio Cesare conquista la Gallia

Giulio Cesare compì dal 58 al 52 a.C. la mirabile opera di conquista di tutta la Gallia. Sottomise il popolo celtico presentando questa sua azione come un’operazione soprattutto difensiva e preventiva (Per un approfondimento leggi Cesare alla conquista della Gallia).

Prese infatti a pretesto alcuni sconfinamenti degli Elvezi e di altre tribù germaniche e impegnò le sue truppe in una guerra che durò ben sette anni e che portò nelle mani di Roma un territorio molto vasto, ricco di materie prime e schiavi.

Cesare rivelò in questa guerra le sue eccezionali doti militari e seppe fare della conquista della Gallia la base del suo potere politico a Roma, procurandosi un forte e devoto esercito e una gloria superiore a quella di Pompeo.

Rottura con Pompeo

Pompeo comprese che il nuovo prestigio di Cesare rappresentava per lui un pericolo: per questa ragione si schierò con i senatori. Così, appigliandosi a cavilli giuridici, Pompeo e il Senato negarono a Cesare il consolato e mentre Cesare si apprestava a tornare a Roma per reclamare la carica, gli intimarono di sciogliere il suo esercito.

La guerra civile

Cesare, per tutta risposta, il 10 gennaio del 49 a.C. attraversò la linea sacra del pomerio, che Silla aveva tracciato presso il fiume Rubicone (vicino a Rimini). Mentre Cesare calpestava questa linea invalicabile con il suo esercito, pronunciò una celebre frase destinata a passare alla storia: alea iacta est (il «dado è tratto»).

Nel frattempo a Roma era stato proclamato lo stato d’assedio. Era la guerra civile. (Per un approfondimento leggi Guerra civile del 49-45 a.C. Cesare contro Pompeo).

Nell’agosto del 48 Giulio Cesare sconfisse a Farsalo, in Tessaglia, l’esercito senatorio guidato da Pompeo; successivamente soffocò altri focolai di resistenza pompeiana in Africa (battaglia di Tapso, 46 a.C.) e in Spagna (battaglia di Munda, 45 a.C.).

Giulio Cesare padrone di Roma

Console e dittatore durante gli anni della guerra civile, dittatore a vita dal 45 a.C., Cesare assunse le massime cariche dello Stato.

Contemporaneamente limitò il potere del Senato e vi immise molti membri di ogni ceto; frenò le ingerenze e le speculazioni dei cavalieri; aiutò il popolo con sovvenzioni, i bisognosi e gli inabili al lavoro, anche con possibilità di occupazione e di sistemazione in colonie.

Si preoccupò di assicurare la giustizia amministrativa nelle province e ne migliorò la condizione giuridico-politica, concedendo la cittadinanza latina (come agli abitanti della Sicilia) o romana (come ai Galli Cisalpini).

Ma il suo programma di equilibrio e di giustizia sociale aveva imposto rinunce alle varie classi e leso interessi disparati.

Le idi di marzo: l’assassinio di Giulio Cesare

Così il 15 marzo del 44 a.C., poco dopo la sua proclamazione a dittatore a vita, Cesare venne assassinato da un gruppo di aristocratici di salda fede repubblicana, preoccupati per le tendenze autocratiche e le inclinazioni alla regalità che andava dimostrando. (Per un approfondimento leggi Le Idi di Marzo).