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Marco Licinio Crasso, l’uomo più ricco di Roma

Marco Licinio Crasso nacque nel 115-114 a.C. a Roma nell’età repubblicana, da ricca e nobile famiglia senatoria. Fu un influente uomo politico, generale romano e l’uomo più ricco del suo tempo grazie alla fortuna accumulata con l’acquisto dei beni di coloro che facevano parte delle liste di proscrizione di Silla. Morì nel 53 a.C. nella battaglia di Carre.

Ascesa al potere di Crasso

Alleanza con Silla

Marco Licinio Crasso iniziò la sua carriera pubblica servendo come comandante militare sotto Lucio Cornelio Silla, durante la guerra civile (88-82 a.C.), contribuendo in modo decisivo al trionfo della battaglia di Porta Collina (82 a.C.). In seguito si arricchì in modo significativo grazie all’acquisto dei beni confiscati ai proscritti.

Vittoria contro Spartaco

Nel 71 a.C. represse la rivolta degli schiavi guidata da Spartaco. Spartaco rimase ucciso nello scontro, insieme con migliaia di suoi compagni. Crasso fece crocifiggere 6000 schiavi catturati vivi sulla via Appia, la strada che collegava Roma a Capua, come monito per qualsiasi altro tentativo di insurrezione.

Il consolato

Nel 70 a.C. Crasso fu associato a Gneo Pompeo Magno nel consolato, anche se nessuno dei due aveva i requisiti previsti dalla legge sulla carriera politica. Per guadagnarsi il consenso della plebe e dei nobili moderati, i due consoli smantellarono le riforme di Silla, restituendo ai tribuni della plebe il diritto di veto e la possibilità di accedere alle più alte magistrature, riducendo così i privilegi del Senato.

La congiura di Catilina

Crasso, sostenitore della candidatura di Catilina nel 64 a.C., nel 63 a.C. fu sospettato di aver partecipato alla congiura di Catilina per impadronirsi del potere, ma non ci furono conseguenze a suo carico.

Il Primo Triumvirato tra Crasso, Pompeo e Cesare

Nel 60 a.C. Marco Licinio Crasso diede vita a un accordo passato alla storia col nome di Primo Triumvirato assieme a Gneo Pompeo Magno e Gaio Giulio Cesare. L’accordo fu confermato nel 56 a.C. in un incontro dei tre a Lucca (Accordi di Lucca) e valse a Marco Licinio Crasso il secondo consolato assieme a Pompeo per il 55 a.C. Dopo il consolato, Crasso avrebbe ottenuto il governo della Siria, Pompeo quelle delle province iberiche e Cesare la proroga dei poteri militari nelle Gallie.

Crasso e la guerra contro i Parti

Ottenuto il governo della Siria, Crasso pensò di utilizzare la carica di governatore per rafforzare il suo prestigio di condottiero, che non poteva assolutamente competere con quello di Pompeo e Cesare.

Decise quindi di intraprendere una spedizione contro il regno dei Parti, con il quale Roma aveva da qualche tempo rapporti difficili. Questo regno aveva avuto origine verso il 250 a.C., quando alcune tribù provenienti dall’Asia centrale si erano insediate nella Partia, una regione settentrionale dell’altopiano persiano. Approfittando della debolezza del regno seleucidico, queste genti (che presero il nome di Parti da quello del Paese da loro occupato) dilagarono in tutta la Persia, spingendosi fino alle rive del fiume Eufrate.

La morte di Crasso nella battaglia di Carre

Crasso sottovalutò la reale forza dei Parti (la superiorità dei catafratti¹ e degli arcieri a cavallo) e la campagna militare, preparata e condotta in modo molto approssimativo, si concluse con la terribile disfatta della battaglia di Carre (53 a.C.).

Lo stesso generale Crasso vi perse la vita (12 giugno del 53 a.C.) ucciso da un Parto di nome Exatre, che gli tagliò il capo e la mano destra, poi consegnati al re dei Parti, Orode. Quest’ultimo, racconta la leggenda, fece colare nella bocca di Crasso dell’oro fuso, per sottolineare l’ingordigia che aveva caratterizzato la vita di quest’uomo e che era stata anche causa della sua morte.

¹Catafratti: cavalieri equipaggiati con armamento pesante che combattevano armati di lancia.

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