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"Spartaco" di Vincenzo Vela, scolpito nel 1850: il gladiatore ribelle ha spezzato le catene della schiavitù e con piglio deciso avanza battagliero con un pugnale in mano.

La rivolta di Spartaco: riassunto schematico e completo

Molti schiavi romani vivevano in condizioni di vita durissime che portavano talvolta a tentativi di ribellione.

Si ricordano tre grandi rivolte di massa che si verificarono in periodi di forti tensioni sociali. Le prime due avvennero in Sicilia: una fra il 136 e il 132 a.C. (finita con migliaia di schiavi crocefissi nelle campagne attorno Enna) e l’altra fra il 104 e il 100 a.C.. La terza sollevazione, guidata dal gladiatore Spartaco, nel 73 a.C. gettò l’intera penisola nello scompiglio.

Spartaco era nato libero in Tracia. Dotato di un fisico eccezionale e di un coraggio straordinario, si era arruolato nell’esercito romano, ma durante un’azione militare in Tracia, si rifiutò di uccidere i propri compatrioti. Arrestato per insubordinazione, fu ridotto in schiavitù.
Condotto in Italia, finì in una scuola per gladiatori a Capua, dove con due compagni iniziò nel 73 a.C. una ribellione uccidendo le guardie e coinvolgendo nella fuga altri gladiatori, cui poi si unirono alcune migliaia di schiavi fuggiaschi. Il numero di ribelli raggiunse presto le centocinquantamila unità. In un primo momento il senato sottovalutò l’entità della sommossa, e questo causò gravi perdite agli eserciti romani. Il progetto sostenuto da Spartaco era quello di fuggire dall’Italia e di trasferirsi in quella parte della Gallia non ancora soggetta al dominio romano.

Come primo rifugio i ribelli scelsero il Vesuvio e qui Roma mandò 3000 soldati al comando di Clodio Glabro, che li assediò. Ma gli schiavi fecero strage dei soldati, si sparsero per tutta la Campania, saccheggiarono fattorie e villaggi, devastarono Nola e Nocera, Turi e Metaponto.

Attaccati anche gli eserciti consolari sull’Appennino, i ribelli sbaragliarono quello di Lentulo e, presso Modena, spazzarono via il campo di Gaio Crasso. Nonostante queste vittorie, Spartaco decise di non attaccare Roma, ben sapendo che gli schiavi urbani facevano una vita accettabile e non si sarebbero mai uniti alla sua rivolta: usò quindi sempre la tattica della guerriglia, consapevole che in campo aperto l’esercito regolare romano sarebbe stato invincibile.

Alla fine del 71 a.C. Marco Licinio Crasso riuscì a respingere gli schiavi in Calabria. Dopo aver tentato di fuggire in Sicilia, i ribelli affrontarono la battaglia. Con Spartaco morirono circa 60 000 schiavi; 6000 schiavi superstiti vennero fatti prigionieri e crocifissi lungo la via Appia.

Altri 5000, datisi alla fuga verso nord, poco tempo dopo si imbatterono nelle truppe di Pompeo reduci dalla Spagna e vennero massacrati.

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Un’immagine del film “Spartacus”, 1960, diretto da Stanley Kubrick. Il ruolo di Spartaco è interpretato da Kirk Douglas

La rivolta degli schiavi del 73 a.C. è il tema di questo film diretto da Stanley Kubrich. Il ruolo di Spartaco è interpretato da Kirk Douglas.