Il Primo triumvirato: Cesare, Crasso e Pompeo

Il Primo triumvirato (60 a.C.) fu un accordo privato, non istituzionale, per un certo tempo segreto, tra Gaio Giulio Cesare, Marco Licinio Crasso e Gneo Pompeo Magno, per ripartirsi le cariche dello Stato e opporsi all’oligarchia senatoria.

I risultati non si fecero attendere. Cesare, eletto console per l’anno 59 a.C., propose immediatamente una legge per la concessione di terre ai veterani di Pompeo e fece anche ratificare le conquiste di Pompeo nell’Oriente, mentre a favore di Crasso e dei cavalieri fu ridotto il canone di appalto pagato dai publicani allo Stato.
Per se stesso, Cesare ottenne, allo scadere del consolato, l’assegnazione del proconsolato della Gallia Cisalpina e della Gallia Narbonese dove allargò il dominio di Roma, sottomettendo tribù ostili e diventando immensamente ricco (per un approfondimento leggi Cesare alla conquista della Gallia).

Questa situazione preoccupava Crasso così come Pompeo. Cesare capì che occorreva rinnovare gli accordi triumvirali. L’accordo fu confermato in un incontro dei tre a Lucca (56 a.C.). Cesare ottenne il comando in Gallia per un altro quinquennio, mentre Pompeo e Crasso ebbero nuovamente il consolato.

Nel 53 a.C. Crasso morì nella battaglia di Carre, contro i Parti. Il Primo triumvirato ridotto a soli due protagonisti era finito e presto si sarebbe verificato lo scontro tra Cesare e Pompeo, nella guerra civile del 49-45 a.C.