Canale di Panama

Il Canale di Panama è un canale artificiale costruito agli inizi del 1900. Taglia in due l’istmo di Panama, che unisce America del Nord e America del Sud, permettendo così di passare dall’Oceano Atlantico all’Oceano Pacifico senza dover circumnavigare l’America Meridionale.

È lungo 81 km, largo da 90 a 300 metri (le navi transitano contemporaneamente nei due sensi) e percorribile in 8 ore circa.

Lungo il suo corso si trovano tre gruppi di chiuse: Miraflores, Pedro Miguel e Gatun. Esse permettono alle navi – circa 14 000 all’anno – di superare i vari dislivelli (il punto più elevato si trova a 26 metri sul livello del mare).

Nel canale di Panama scorre acqua dolce. Questo evita che le acque dell’Oceano Pacifico si mischino con le acque dell’Oceano Atlantico.

Le tariffe del pedaggio sono articolate in base al peso della nave e alle tonnellate del carico. Per le prime 100 tonnellate il costo è di 135 dollari; per le successive 500, invece, il pedaggio è di 0,75 dollari per ogni tonnellata; infine, per le ulteriori 400 la tariffa scende a 0,45 dollari per tonnellata.

Nel giugno 2016 sono giunti a termine i lavori di ampliamento del canale iniziati nel settembre 2007. Grazie a essi si è realizzata una terza corsia navigabile, raddoppiando la capacità del canale.

La storia del canale di Panama

L’imperatore Carlo V nel 1534 ordina i progetti per la costruzione di un canale che consenta il passaggio rapido dall’Oceano Atlantico all’Oceano Pacifico. I tecnici e gli scienziati dell’epoca però decretano che tale passaggio è impossibile.

Nel 1869 si riprendono gli studi su ordine del presidente degli Stati Uniti Ulisse Grant. Questi invia allora una spedizione a Panama per il rilevamento topografico della regione. Tra le ipotesi statunitensi vince quella di scavare il canale nel territorio del Nicaragua, usando parte delle acque del lago di Nicaragua per attraversare l’istmo.

Anche i francesi studiano il progetto. Nel 1876 la Società geografica di Parigi promuove un comitato di cooperazione internazionale volto a realizzare il passaggio tra l’Oceano Atlantico e l’Oceano Pacifico. Nel 1878 il comitato stringe un patto con la Colombia (di cui allora Panama è provincia) per ottenere il diritto alla costruzione del canale, a patto però che dopo 99 anni esso ritorni in possesso della Colombia. Poi si imbandisce un concorso internazionale per stabilire quale sia il miglior progetto e vince quello di scavare un canale al livello del mare. Ma durante il lunghissimo periodo di scavi, i tecnici decidono che la cosa migliore è costruire un canale con chiuse in modo da permettere all’imbarcazione di sollevarsi, entrare in un lago artificiale al centro dell’istmo, e scendere, con le chiuse della seconda parte del canale, fino al Pacifico.

Questa soluzione limita l’entità degli scavi necessari e contribuisce a fronteggiare il problema di piogge e inondazioni che possono modificare il livello delle acque interne.

Nel 1899, tuttavia, finiscono i soldi dei finanziamenti internazionali e i francesi devono vendere agli Stati Uniti progetto e lavoro svolto.

Gli Stati Uniti  devono ora ritrattare il problema della concessione con la Colombia, che pone condizioni troppo esigenti. Il presidente Roosevelt decide allora di appoggiare, anche militarmente, le nascenti pressioni indipendentiste di Panama. Questa ottiene l’indipendenza nel 1903 e apre la strada al progetto statunitense.

Il 7 gennaio 1914 la prima nave attraversa il canale di Panama; il 15 agosto 1914 si svolge la cerimonia di inaugurazione.

Gli Stati Uniti gestiscono il canale fino al 31 dicembre 1999, quando lo Stato di Panama ne acquisisce la completa sovranità.