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Segmento della Tabula Peutingeriana, oggi conservata a Vienna, è uno splendido esempio di "carta stradale" dell'antichità. Si tratta di una lunga pergamena di 6,5 metri realizzata nel XII-XIII secolo da un originale del IV secolo; il suo nome risale all'antichista Konrad Peuntinger che la studiò nel XVI secolo

Il Turismo romano: svago e cultura

In epoca imperiale si cominciò a viaggiare anche per conoscere meglio il resto dell’impero e si diffuse il gusto di spostarsi per diletto, come semplici turisti. Il turismo romano era principalmente culturale e all’inizio si rivolse alla Grecia e alla scoperta dei luoghi e dei monumenti che ne avevano caratterizzato la civiltà.

L’interesse di questi turisti dell’antichità si concentrò poi anche su località della penisola italica che avevano legami con la storia e con le leggende antiche e i miti legati alla nascita di Roma. Al Circeo, per esempio, non lontano dalla capitale, si poteva ammirare il boccale che, secondo la tradizione, era stato usato da Ulisse durante il suo soggiorno presso la maga Circe. A Roma, ancora nel VI secolo d.C., veniva conservata quella che era ritenuta la nave con cui l’eroe troiano Enea, antenato dei Romani, era giunto sulle coste del Lazio (per un approfondimento leggi Il viaggio di Enea, le tappe: da Troia alla foce del Tevere clicca qui).

Nell’epoca d’oro dell’impero, poi, la stessa Roma divenne meta del turismo aristocratico che dalle province si recava nella capitale per ammirare i suoi fasti e i suoi monumenti, come l’Ara Pacis, la Colonna traiana, il Pantheon e il Colosseo. Nello stesso tempo si intensificarono anche i viaggi alla scoperta delle piramidi e delle vestigia della civiltà egizia, oppure delle grandi città ellenistiche della Siria e dell’Asia Minore.

Turismo e villeggiatura

Nacque il concetto di “villeggiatura” e le località di villeggiatura erano numerose, dai laghi del Nord Italia fino alla Sicilia. Alcune tra le più apprezzate per la loro bellezza si trovavano sulla costa napoletana, amalfitana e sorrentina: i Campi Flegrei, Pozzuoli, la collina di Posillipo, Baia, capo Miseno, l’isola di Capri. Qui l’imperatore Tiberio si trasferì nel 16 d.C., facendo dell’isola una sontuosa residenza imperiale e costruendovi ben dodici ville, ognuna intitolata a una divinità: tra esse Villa Jovis, la più sontuosa delle ville di Tiberio.

La località di Baia, che godeva di un clima mite tutto l’anno e offriva sorgenti di acqua calda sulfurea dalle proprietà benefiche, divenne una rinomata stazione balneare, con imponenti terme, ville lussuose, a picco sulla scogliera o sulla riva del mare, una vivacissima vita mondana. Qui possedettero una villa personaggi famosi come Cesare, Pompeo, Crasso, Cicerone, Seneca, Caligola e Nerone.

Altro luogo di villeggiatura dei Romani ricchi e di membri della famiglia imperiale era Ercolano: la tremenda eruzione che nel 79 d.C. seppellì la città, pietrificandola, la rese tuttavia (come Pompei) immortale nella storia, consentendo agli archeologi e agli studiosi di ricostruire con estrema precisione tutti gli aspetti della vita di una città italica del I secolo d.C.

Turismo religioso

Nel IV secolo la libertà di culto per il cristianesimo e il suo affermarsi come religione di stato (per un approfondimento leggi Editto di Tessalonica di Teodoro I il Grande clicca qui) fece nascere un nuovo tipo di turismo: quello “religioso” diretto verso i luoghi santi della religione cristiana come Gerusalemme e le località dove si erano svolte le vicende della vita di Gesù (per esempio, Betlemme, o il monte Calvario).

Questi viaggi presero le caratteristiche di pellegrinaggi doverosi per ogni buon cristiano e si intensificarono dalla fine del IV secolo.
Parallelamente aumentarono altri viaggi di tipo religioso, quelli alla ricerca di reliquie legate alla storia del cristianesimo: frammenti della croce di Cristo, ossa degli evangelisti oppure di santi e martiri. Era una caccia senza esclusioni di colpi che movimentò il bacino del Mediterraneo per diversi secoli.

Turismo romano: guide e itinerari

Anche in epoca romana esistevano guide che descrivevano i luoghi da visitare e offrivano notizie di tipo storico, folkloristico e mitologico.
Solitamente queste guide venivano studiate prima di partire perché nell’antichità non esistevano libri tascabili facili da trasportare!

Durante il viaggio si faceva riferimento agli itinerari (itineraria) per avere informazioni sul tragitto da compiere, sulle distanze da percorrere e sulla presenza di luoghi di ristoro. In origine si trattava di semplici elenchi delle città lungo la strada, che in seguito divennero più complessi e ricchi di informazioni. Nacquero gli itineraria picta, carte stradali disegnate. Questi itinerari presentavano solitamente le strade dell’impero, con le relative distanze. Le città erano segnate con lettere di diversa dimensione a seconda della loro importanza, mentre con disegnini colorati erano indicate le locande con le loro caratteristiche e i servizi offerti.