pompei antica

Pompei antica: le origini, la storia, il terremoto del 62 d.C., l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., la città.

Pompei antica: origini e storia

Pompei ha origini antiche quanto quelle di Roma. I primi insediamenti stabili, infatti, risalgono all’VIII secolo a.C. quando gli Osci, uno dei primi popoli italici, costruirono le proprie abitazioni, dando origine al primo nucleo della città, sulla piattaforma di lava solidificata fuoriuscita nei secoli precedenti dal vicino vulcano Vesuvio.

Luogo di passaggio obbligato tra il Nord e il Sud, tra il mare e le interne ricche vallate, ben presto Pompei divenne importante nodo viario e portuale e, pertanto, ambita preda per i potenti stati confinanti. Primi a sottomettere Pompei furono i Greci: nel VI secolo a.C. essa divenne una colonia greca e un florido centro di commerci. I Greci iniziarono un nuovo Foro, cioè il Foro triangolare, e continuarono più o meno ordinatamente il tracciato viario.

Dal 527 al 474 a.C. ai Greci subentrarono gli Etruschi. Come i Greci, anche gli Etruschi non conquistarono militarmente la città, ma si limitarono a controllarla. Sotto gli Etruschi vennero fortificate le mura.

Dal 474 a.C. al 424 a.C. Pompei fu di nuovo sotto l’influsso dei Greci. I Greci le diedero un nuovo assetto urbanistico e promossero un ulteriore sviluppo delle attività commerciali.

Nel 424 a.C. Pompei venne invasa dalla popolazione dei Sanniti provenienti dalle zone interne dell’Abruzzo e del Molise. Sotto di loro la città si fortificò e raggiunse la massima espansione territoriale: il perimetro urbano oggi indicato dagli scavi è quello risalente al periodo dell’occupazione sannitica.

Nel 310 a.C., quando i Romani mossero guerra contro i Nocerini, i Sanniti di Pompei si schierarono a favore di questi ultimi, i quali, dopo una prima vittoria, furono costretti a capitolare: Pompei, pur governata dai Sanniti, entrò a tutti gli effetti nell’orbita romana, a cui restò fedele anche durante la terza guerra sannitica e nella guerra contro Pirro.

Ribellatasi con la Lega Italica nell’89 a.C., Pompei venne espugnata da Silla e, pur salvandosi dalla distruzione, perse ogni residua auonomia divenendo una colonia romana.

Pompei antica: il terremoto del 62 d.C. e l’eruzione del 79 d.C.

Nonostante tante travolgenti vicissitudini politiche, Pompei continuò incessantemente il suo sviluppo da modesto centro agricolo a importante nodo industriale e commerciale.

La prima vera grande sciagura sopravvenne con il terremoto del 62 d.C. che provocò numerosi danni e crolli. I cittadini superstiti riuscirono ben presto a riattivare le attività industriali, commerciali e a ricostruire la citta semidistrutta. Stavano provvedendo ad ultimare e ad ampliare i templi quando improvvisamente sopraggiunse la seconda e irreparabile sciagura: il Vesuvio, da secoli considerato un vulcano spento e quindi ricco di vigneti e di ville rustiche e di residenze sontuose, il 24 agosto (per i naturalisti il 24 novembre) del 79 d.C. si ridestò improvvisamente ed esplose con una potenza inesorabilmente distruttrice. Un diluvio di lapilli e scorie incandescenti si riversò su Pompei. Nel buio completo la scena apocalittica è esaltata da fulmini, terremoti e maremoti. Crollarono mura e tetti e poi un’ondata di cenere mista ad acqua cancellò ogni forma di vita. I pochi supersiti che cercarono scampo verso Stabia e Nocera vennero raggiunti e uccisi dai gas velenosi che si propagarono ovunque. Questo inferno durò tre giorni e poi silenzio.

Plinio il Giovane ne diede una descrizione impressionante in una lettera indirizzata allo storico latino Tacito, scritta trent’anni dopo l’accaduto, raccontando anche la fine tragica dello zio (Plinio il Vecchio) che, trascinato dalla passione scientifica, accorse con una nave ad osservare da vicino lo spaventoso fenomeno e morì .

Pompei antica: la città

Pompei nasce sull’estremità di un’antica colata lavica alta 40 metri, sul mare e sulla foce del fiume Sarno allora molto più vicini alla città. Il primo centro, prevalentemente agricolo, corrisponde all’attuale zona intorno al Foro.
Il rinnovamento e l’espansione ha inizio per mano dei Greci (e per breve periodo anche degli Etruschi) che iniziano un nuovo Foro, cioè il Foro triangolare, e continuano più o meno ordinatamente il tracciato viario.

La massima espansione è raggiunta con i Sanniti: infatti, all’intervento dei Romani le poderose mura hanno già il loro definitivo sviluppo di tre chilometri limitanti un centro urbano di 66 ettari.
Pompei sannitica alla fine del quarto secolo è già una città considerevole, superiore alle altre vicine e all’ancor modesta Neapolis; è un centro destinato a superare Cuma, ma l’ingresso nella sfera politica romana rallenta ogni ulteriore espansione. Infatti nei 350 anni che seguono l’intervento di Roma si accentra sui lavori di sistemazione e aggiornamento: vengono creati marciapiedi (con passaggi su grosse pietre sporgenti poiché le strade sono prive di fogne); il traffico viene regolato con zone riservate ai soli pedoni (esempio: il Foro) e zone con accessi controllati (esempio: l’Anfiteatro); i bagni pubblici (terme) sono incrementati.

La città di Pompei sin dai tempi dei Sanniti era divisa in nove zone (regiones) da due arterie longitudinali (decumani) e due arterie trasversali (cardini); ogni zona o regione corrispondeva all’incira a un quartiere con proprie feste rionali, programmi elettorali e caratteristiche economiche e commerciali.

Presso le porte cittadine e attorno al Foro sorgevano alberghi, hospitia, e rimesse per gli animali, stabula; sulle vie principali abbondavano osterie, cauponae, e gli antenati dei bar, thermopolia, diffusissimi erano anche i lupanari dislocati in diverse parti della città.

Ogni edificio aveva la propria cisterna alimentata dai tetti a compluvio. Roma costruì una deviazione dell’acquedotto augusteo del Serino e l’acqua venne distribuita alle terme, alle fontane pubbliche e alle abitazioni più ricche. Poche erano le fognature e quasi tutte serventi le latrine pubbliche; le abitazioni si servivano di singoli pozzi assorbenti.

Pompei antica aveva circa 20.000 abitanti tra numerosi mercanti, liberti e schiavi (di origine campana, greca, asiatica) e meno numerose famiglie patrizie (di origine sannitica o romana).

Il centro mercantile andava dilagando sempre più nella città a tal punto che le vecchie residenze si stringevano o scomparivano del tutto invase da nuovi negozi e industrie; come pure i nuovi arricchiti adattavano a ricche residenze le severe case sannitiche, spesso unendo anche due o tre vecchi alloggi. Negli ultimi anni, con la pace augustea e il venir meno di ogni necessità difensiva, le costruzioni iniziarono a invadere e a scavalcare le possenti mura.

Pompei era governata da due reggenti, duoviri, in carica per cinque anni. Collaboratori erano i due aediles (preposti all’igiene, ai pubblici spettacoli, al mercato e al vettovagliamento della città) e il consiglio supremo, ordo decurionum, formato da cento pompeiani eletti per meriti speciali.