Carme 31 di Catullo, traduzione e commento

Traduzione e commento del Carme 31 di Catullo: A Sirmione

Carme 31 di Catullo – traduzione

Sirmione, perla delle penisole e delle isole,
di tutte quante, sulla distesa di un lago trasparente o del mare
senza confini, offre il Nettuno delle acque dolci e delle salate, con quale piacere, con quale gioia torno a rivederti;
a stento mi persuado d’aver lasciato la Tinia e le contrade di Bitinia,
e di poterti guardare in tutta pace.
Ma c’è cosa più felice dell’essersi liberato dagli affanni,
quando la mente depone il fardello e stanchi
di un viaggio in straniere regioni siamo tornati al nostro focolare
e ci stendiamo nel letto desiderato?
Questa, in cambio di tante fatiche, è l’unica soddisfazione.
Salve, amabile Sirmione, festeggia il padrone,
e voi, onde del lago di Lidia, festeggiatelo:
voglio da voi uno scroscio di risate, di tutte le risate che avete.

Carme 31 di Catullo- commento

Il poeta latino Catullo rivolge un affettuoso saluto a Sirmione, la sua città natale, che finalmente può rivedere dopo la negativa esperienza della guerra in Bitinia, esprimendo la propria felicità per il ritorno in patria.

I sentimenti di affetto e di felicità con cui il poeta rivede Sirmione trasformano la realtà geografica in luoghi quasi mitici e idealizzati.

La penisola sul lago di Garda è il simbolo della patria ritrovata dopo molte avversità e difficoltà, sentita dal poeta come luogo di conforto, di consolazione, di abbandono dei pericoli della guerra e delle angosce amorose.

Così nel testo prevalgono i sentimenti positivi, come ad esempio la gioia e la felicità, che il poeta sente forti in sé e che vorrebbe trasferire a Sirmione stessa, affinché anche la sua terra possa condividere con lui questo particolare e inconsueto momento di serenità.

Il riso, che nella parte conclusiva del carme il poeta si augura di sentire echeggiare in tutta l’isola, è la risposta alle troppe pene da lui sofferte. Ora, finalmente, rivedendo le amate acque del lago, può abbandonarsi alla contemplazione delle bellezze della natura e goderne a piacimento, tanto che questo tanto atteso riposo consolatorio quasi non gli pare vero.