Cratere di Sarpedonte o Cratere di Euphronios, 515 a.C., ceramica a figure rosse, h.47,5 cm. Roma, Museo Nazionale di Villa Giulia [da Cerveteri]
Cratere di Sarpedonte o Cratere di Euphronios, 515 a.C., ceramica a figure rosse, h.47,5 cm. Roma, Museo Nazionale di Villa Giulia [da Cerveteri].

Il cratere di Sarpedonte o cratere di Euphronios, oggi conservato nel Museo di Villa Giulia a Roma, è opera del ceramista Euxitheos ed è decorato da Euphronios, ceramografo e ceramista greco antico, attivo ad Atene tra il 520 e il 470 a.C.

Il cratere di Sarpedonte o di Euphronios è considerato uno dei massimi capolavori della ceramografia attica, ma l’opera è celebre anche perché fu rinvenuta durante scavi clandestini a Cerveteri attorno al 1970; poi passò attraverso vari mercanti e fu acquistata dal Metropolitan Museum di New York, che la espose. L’Italia riuscì a provarne la provenienza illegale e ottenere la restituzione nel 2006.

Il cratere di Sarpedonte è un cratere a calice, con la parte inferiore del corpo a profilo convesso e quella superiore molto svasata. La grande scena centrale a figure rosse rappresentata dal ceramografo Euphronios, incorniciata da due fasce di palmette di grande virtuosismo tecnico, raffigura un episodio tratto dal Libro XVI dell’Iliade: Sarpedonte, figlio di Zeus e di Laodamia e re della Licia, è corso in aiuto di Troia assediata dagli  Achei, ma viene ucciso in combattimento da Patroclo, il più caro e fedele amico di Achille.

Cratere di Sarpedonte o Cratere di Euphronios, 515 a.C., ceramica a figure rosse, h.47,5 cm. Roma, Museo Nazionale di Villa Giulia [da Cerveteri]
Cratere di Sarpedonte o Cratere di Euphronios, 515 a.C., ceramica a figure rosse, h.47,5 cm. Roma, Museo Nazionale di Villa Giulia [da Cerveteri].
Guidate da Hermes, in piedi al centro, due figure alate riportano il corpo di Sarpedonte in Licia, dove l’eroe morto sarà onorato da un adeguato rito funerario: sono, come indicano le iscrizioni, le divinità del Sonno (Hypnos) e della Morte (Thànatos) piegate nello sforzo di sollevare l’immane peso del corpo senza vita dell’eroe.

Euphronios ha reso con pennellate sicure i dettagli anatomici dell’eroe nudo ed esanime, che perde fiotti di sangue sul terreno.

La scena è racchiusa lateralmente da due guerrieri in piedi, armati e pensosi.