Democrazia diretta e indiretta o rappresentativa

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democrazia diretta e indiretta

La democrazia diretta si realizza quando tutti i cittadini possono personalmente partecipare a un’assemblea e prendere insieme una decisione. Ciò è possibile solo in piccole comunità.

Il caso storico più significativo di democrazia diretta è l’esperienza delle città-Stato greche tra il V e il IV secolo a.C., e in particolare di Atene. Riuniti in Assemblea, i cittadini decidevano sulle leggi, i bilanci, sulle dichiarazioni di guerra e sui trattati di pace, sulle alleanze militari e commerciali con le altre città.

Questo tipo di democrazia poteva realizzarsi perché la dimensione delle città-Stato era ridotta ed era possibile ritrovarsi tutti a discutere nella piazza principale, anche perché a godere del diritto di cittadinanza era un numero esiguo e limitato di persone: solo i maschi adulti, liberi e nati nella città.

Dopo di allora, con la creazione di vaste entità statali, la democrazia diretta sul modello ateniese risultò praticamente impossibile.

Negli Stati moderni, e anche nella Repubblica italiana, generalmente prevale la democrazia rappresentativa o indiretta: i cittadini eleggono i propri rappresentanti al governo, scegliendoli da apposite liste. Esprimendo poi il proprio voto, i cittadini partecipano alle decisioni politiche.

Democrazia indiretta o rappresentativa in Italia

In Italia si pratica una democrazia rappresentativa o democrazia indiretta, cioè i cittadini italiani che hanno compiuto 18 anni, con il loro voto, eleggono dei rappresentanti che nel Parlamento prenderanno decisioni a nome di tutti.

Democrazia diretta in Italia

Tuttavia, anche la Costituzione italiana prevede alcune forme di democrazia diretta, con cui i cittadini sono chiamati a decidere direttamente su alcune questioni. Istituti di democrazia diretta in Italia sono:

  1. il referendum popolare, che può essere abrogativo (art. 75 Cost.) per decidere se eliminare o meno una legge, oppure confermativo (art. 138 Cost.) per confermare o rigettare una modifica costituzionale; o, infine, consultivo (art. 132 Cost.) per la creazione di nuove Regioni, o la fusione di quelle esistenti o per il passaggio di Comuni e Province da una Regione a un’altra.
  2. l’iniziativa popolare legislativa (art. 71 Cost.);
  3. la petizione popolare alle Camere (art. 50 Cost.).

Mentre il referendum abrogativo è stato utilizzato in maniera costante dal 1974 a oggi, le altre due forme di democrazia diretta non sono mai state messe in condizione di funzionare davvero.