La difesa dei diritti umani: tema svolto di Italiano

La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948) individua nella difesa dei diritti umani la base per la costruzione di un mondo migliore.

Nel Preambolo della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo si legge: «Il disprezzo dei diritti dell’uomo ha portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità».

Il riferimento si doveva in quegli anni alle atrocità commesse dai regimi totalitari del tempo (quello nazista, in particolare); ma vale ancora oggi come monito contro chiunque pensi di affermare se stesso nel disprezzo dei diritti degli altri uomini.

La difesa dei diritti umani: tutti gli uomini e le donne hanno la stessa dignità

Tra i diritti affermati solennemente nei trenta articoli della Dichiarazione ci sono innanzitutto i diritti fondamentali: diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza, all’uguaglianza di fronte alla legge, a un giusto giudizio in caso di accuse (articoli 1, 3, 7 e 11).

Si afferma inoltre il diritto di asilo (articolo 14) che deve essere riconosciuto quando un uomo o una donna devono lasciare il proprio paese, perché perseguitati.

Si riconosce il diritto alla libertà di pensiero e di coscienza in ogni materia (articolo 18); alla libertà di espressione, di associazione, di partecipazione politica (articoli 19, 20 e 21).

Si raccomanda, perché la dignità di ciascuno possa davvero essere garantita, la realizzazione del diritto al lavoro (articolo 23) e quello «a un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della propria famiglia»: ci si riferisce alla soddisfazione dei bisogni primari come alimentazione, vestiario, abitazione, cure mediche, servizi sociali e assistenza nella malattia e nella vecchiaia (articolo 25).

Fondamentale, inoltre, il diritto all’istruzione (articolo 26); e il diritto al dare il proprio contributo alla cultura e al progresso scientifico (articolo 27).

Quando la difesa dei diritti umani è negata

Oggi i diritti civili (articoli 1-18), politici (19-21), economici, sociali (23-25) e culturali (26-27) che sono affermati nella Dichiarazione universale sono accolti in tutte le Costituzioni democratiche del mondo.

Non in tutte le realtà, tuttavia, tali diritti sono effettivamente tutelati e garantiti.

In alcuni casi si tratta di piccoli Stati, soprattutto africani e asiatici, governati da dittatori che mettono a tacere con la violenza ogni oppositore. In altri casi, invece, si tratta di Paesi molto influenti nel panorama mondiale, come la Cina, la Russia, l’Indonesia, il Myanmar, la Nigeria, l’Iran, che negano ai loro cittadini diritti politici, giudiziari e personali: l’uguaglianza davanti alla legge; la libertà di pensiero e di stampa; la libertà di spostamento; il diritto a non essere torturato o incarcerato arbitrariamente.

Un caso particolare: i diritti delle donne

Particolarmente delicata, in molti paesi, è la condizione femminile.

Tante e tante donne nel mondo non ricevono alcuna forma di istruzione e rimangono analfabete.

Spesso le donne sono discriminate nel lavoro. Entrano nel mondo del lavoro con più difficoltà; hanno retribuzioni inferiori e minori garanzie; persino nei paesi più democratici raramente hanno accesso a ruoli di comando e di alta dirigenza.

Sulle donne, inoltre, pesano pregiudizi e tradizioni in nome dei quali in alcune società vengono punite più duramente degli uomini se commettono gli stessi reati.

La difesa dei diritti umani: chi si impegna oggi

La difesa dei diritti umani è compito di tutti e quindi di ciascuno di noi.

A livello internazionale esistono però particolari associazioni che si incaricano di denunciare le più gravi violazioni e di stimolare governi e popolazioni a un assoluto rispetto dei diritti fondamentali.

Nell’ambito dell’ONU sono attive in questo campo:

la Fao (l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura), si occupa del diritto alla vita di chi soffre di mancanza o scarsità di cibo;

l’UNHCR (l’Alto Commissariato per i Rifugiati), distribuisce aiuti a chi deve fuggire dalla propria casa e vive come profugo a causa dei conflitti o delle persecuzioni;

Amnesty International, un’organizzazione basata sulla libera adesione di chi vuole impegnarsi per la lotta contro le più gravi ingiustizie. Ha spesso denunciato episodi di violenza e negazione di diritti in tutto il mondo. I suoi membri, tutti semplici cittadini, contribuiscono donando fondi e, soprattutto, partecipando a campagne di sensibilizzazione e a forme di lotta pacifica: manifestazioni, raccolte di firme in favore di perseguitati, azioni di pressione sui governi.