Diritti e doveri dei cittadini italiani spiegato semplice

I diritti e doveri dei cittadini italiani sono sanciti nella prima parte della Costituzione, la legge fondamentale dello Stato italiano, entrata in vigore il 1° gennaio 1948.

Vedi anche La Costituzione italiana spiegata in modo semplice

I primi 12 articoli (dei 139 di cui si compone) costituiscono i Principi Fondamentali della Costituzione su cui si fonda la società.

L’articolo 1 afferma che l’Italia è una Repubblica e che il potere appartiene al popolo.

Vedi anche Cos’è una Repubblica, parlamentare o presidenziale?

Articolo 2: la parità dei diritti… ma anche dei doveri

L’articolo 2 recita che «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo». Si tratta di diritti che sono propri della persona e che lo Stato si limita a riconoscere e a difendere. Per questo sono detti “diritti umani“. Oggi, dopo secoli di lotte e di progresso, essi sono riconosciuti come patrimonio universale dell’umanità, anche se in molti paesi sono ancora negati.

Si tratta del diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza della persona, all’eguaglianza.

L’articolo 2 della Costituzione oltre a parlare dei diritti fondamentali del cittadino, afferma che la Repubblica «richiede (al cittadino) l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale».

Ogni cittadino, quindi, ha precise responsabilità nei confronti della società in cui vive. I suoi fondamentali doveri sono due:

  1. il dovere di dare il proprio contributo e di partecipare alla vita politica, economica e sociale;

2. il dovere di aiutare, secondo le proprie possibilità, le persone più deboli e bisognose di assistenza.

Il primo dovere si realizza, per esempio, con l’espressione del voto e con il lavoro, attraverso il quale ciascuno provvede alla propria crescita personale, ma anche a quella della sua famiglia e di tutta la società.

Il secondo dovere si realizza con il pagamento delle tasse, indispensabili per mantenere i servizi essenziali per il bene comune, come la scuola, la sanità, la sicurezza, la protezione civile e il sostentamento per chi non può lavorare.

Articolo 3: l’uguaglianza di fronte alla legge

La prima parte dell’articolo 3 afferma che tutti i cittadini, senza alcuna distinzione, hanno pari dignità e sono uguali di fronte alla legge. Si tratta di un principio nobile e giusto.

Nella seconda parte dell’articolo, la Costituzione si preoccupa, però, di garantire quelle condizioni reali che possano rendere effettiva questa uguaglianza. Se non ci sono pari opportunità per tutti (di istruzione, di salute, di lavoro…) le disuguaglianze finiscono comunque per prevalere.

Lo Stato s’impegna pertanto a rimuovere gli ostacoli concreti che mettono in discussione e compromettono l’uguaglianza.

Articoli 13-28: i diritti civili

Dall’articolo 13 all’articolo 54 sono elencati i diritti e i doveri dei cittadini italiani.

Si comincia con i diritti civili (articoli 13-28); sono inviolabili e riguardano: la libertà personale; il domicilio; la segretezza della corrispondenza; la libera circolazione; la possibilità di riunirsi; la libertà di associarsi con altri; la libertà religiosa; la libertà di pensiero.

Uno spazio importante (articoli 24-28) è dedicato ai diritti di chi viene accusato di qualche reato: il diritto di essere informato delle accuse rivolte; il diritto di difendersi e, soprattutto, il diritto di essere considerato innocente fino a che non venga emessa la condanna definitiva.

Articoli 29-34: i diritti sociali

I diritti sociali (articoli 29-34) tutelano la famiglia; il benessere e l’educazione dei figli; la salute; il diritto all’istruzione.

Sia per la sanità sia per l’istruzione, lo Stato s’impegna a garantire a tutti pari opportunità e assistenza; lascia però anche uno spazio per l’iniziativa dei privati, purché essi garantiscano alcune condizioni fondamentali, come i diritti del malato nel caso della sanità o come il rispetto dei programmi di insegnamento nel campo dell’istruzione.

Articoli 35-47: i diritti economici

I diritti economici sono tutelati dagli articoli 35-47. Riguardano il lavoro e il lavoratore; il salario; l’organizzazione sindacale; la libertà di iniziativa economica e la tutela della proprietà privata.

Il lavoro deve rappresentare un’opportunità per tutti i cittadini senza discriminazioni; deve essere dignitoso; onestamente retribuito e difeso dagli stessi lavoratori, che possono, per questo, organizzarsi in associazioni sindacali.

I sindacati sono liberi; rappresentano i lavoratori che vi aderiscono e possono ricorrere alla pacifica arma dello sciopero per risolvere controversie con i datori di lavoro.

La libertà di iniziativa economica e la tutela della proprietà privata assicurano a ogni cittadino la possibilità di intraprendere attività produttive, da cui ricavare vantaggi economici, e raggiungere un buon livello di benessere.

Articoli 48-54: i diritti politici

Ultimi e fondamentali sono poi i diritti politici (articoli 48-54); tra essi vi è il diritto/dovere di votare; il diritto a essere eletti e ad accedere alle cariche pubbliche; il dovere di difendere la Patria e di contribuire alla spesa pubblica pagando le tasse.

Ti potrebbero anche interessare:

La Costituzione italiana spiegata in modo semplice;

Cos’è una Repubblica, parlamentare o presidenziale?;

La nobiltà del lavoro: dall’antichità ad oggi;

Libertà religiosa e principio di tolleranza nella storia;

Libertà di pensiero e libertà di parola;

L’importanza dell’istruzione nella sfida globale;

Sindacati: cosa sono, a cosa servono, quando nascono;

La guerra nella Costituzione italiana.