la famiglia bellelli
Edgar Degas, La famiglia Bellelli, 1858-1862, olio su tela, Parigi, Musée d'Orsay

Edgar Degas, La famiglia Bellelli (Ritratto della famiglia Bellelli), 1858-1862, olio su tela, Parigi, Musée d’Orsay

Il dipinto “La famiglia Bellelli” è stato ritrovato nello studio del pittore alla sua morte ed è considerato dalla critica il capolavoro degli anni giovanili.

Iniziato a Firenze nel 1858, dove l’artista soggiorna alcuni mesi presso la famiglia del padre, esso viene terminato a Parigi tra il 1860 e il 1862. Vi compaiono la zia Laura con le due figlie, Giovanna e Giulia, e suo marito, il barone napoletano Gennaro Bellelli. Questi aveva dovuto lasciare Napoli e trasferirsi esule in Toscana a causa delle sue idee politiche liberali. Sullo sfondo, appeso alla parete, si vede un disegno raffigurante il nonno di lei, Hilaire-René de Gas, morto da poco: questo spiega il motivo per cui la baronessa e le due figlie indossano un abito nero, in segno di lutto.

Pur avendo solo venticinque anni, Degas dimostra una notevole padronanza tecnica, ottenuta copiando i dipinti dei maestri antichi al Louvre e in altri musei italiani (a ispirarlo non sono solo i maestri rinascimentali ma anche i fiamminghi, per la purezza dei volti incorniciati dai baveri bianchi), nonché una non comune acutezza psicologica: Degas riesce infatti a tradurre i sentimenti, in particolare il distacco e la freddezza che intercorre tra i due  coniugi, sintomo di dissapori tenuti però a freno per non contravvenire alle convenienze imposte dalla società del tempo.