mistero
Affresco, da Villa dei Misteri, Pompei

Mistero: etimologia

Mistero – La parola latina mysterium ha origine dal greco mystérion, cosa segreta, derivato dal verbo mýo (chiudere la bocca e gli occhi): mystikós è ciò che è “avvolto nel segreto”, mýstes indica colui che è messo a parte di un segreto, come l’iniziato a un culto.

Mistero: nell’antichità

Nell’antichità i “misteri” erano culti religiosi diffusi in Grecia, Roma e Vicino Oriente, di carattere esoterico e segreto, accessibili esclusivamente tramite iniziazione. I più noti erano i misteri di Eleusi e di Dioniso.

Mistero: nella teologia cristiana

Sulla base di questo rapporto con il segreto, nella teologia cristiana il termine ha uno slittamento semantico: “mistero della fede” è, in quanto progetto divino, una verità incomprensibile alla ragione, come la Trinità, l’Incarnazione, la Passione e la Resurrezione. In tal senso, sovrapponendosi al latino ministerium (ufficio liturgico) il termine viene utilizzato per indicare i Sacramenti, simboli di una realtà superiore; ma “misteri” venivano chiamati anche i cori dei pellegrini in processione di ritorno dalle crociate e le rappresentazioni sacre della vita e della passione di Cristo celebrate in occasione della Pasqua.

Mistero: nel linguaggio profano

Per estensione, entrando nel linguaggio profano, il termine viene a significare cosa segreta ed arcana di cui non si può parlare, dotata di un grande potere di suggestione, e tale da suscitare in chi guarda, di volta in volta, fascino, meraviglia, angoscia, curiosità.

Mistero: nella cultura romantica

La cultura romantica ha sviluppato un forte interesse per il mistero, in base alla sua tendenza all’evasione e all’amore per l’eccezionalità: il mistero si associa a ciò che è meraviglioso, irregolare, magico e fiabesco, primitivo, orrido, spettrale e notturno, in quanto caratteristica che eccede la normalità di una società quotidiana, abitudinaria e mediocre, quale quella della nascente società borghese, e della sua razionalità calcolatrice e strumentale. Esso si accompagna a una poetica della vaghezza, ovvero a un sostanziale rifiuto di ciò che si presenta come logico, chiaro e distinto.

Mistero: nella cultura scientifica positivista

Il trionfo della cultura scientifica positivista tra Ottocento e Novecento è all’origine di un’ulteriore accezione del termine, in cui sparisce lo sfondo di trascendenza: “mistero” diviene una cosa impossibile a comprendersi ed oscura, un fatto o un evento assolutamente naturale ma che non si può spiegare, capire o immaginare, e di cui non ci si riesce a dare ragione a causa della mancanza di elementi di conoscenza. Da porta verso l’assoluto viene ridotto a fenomeno naturale che appare temporaneamente incomprensibile alla scienza, o ancora, in maniera più prosaica, designa un avvenimento accaduto in assenza di testimoni, o l’atteggiamento impenetrabile e sfuggente di chi custodisce un fatto con estrema riservatezza.