I Fori Romani- Storia, foto, immagini
I Fori Romani - Storia, foto, immagini

Fori romani – Storia, foto, immagini

Nell’anno stesso in cui fu proclamato Augusto (27 a.C.), Ottaviano Augusto pose mano alla risistemazione dell’Impero. Cominciò dalla capitale: è ben noto il passo delle sue memorie nel quale afferma  di aver trovato una Roma di mattoni e di lasciare una Roma di marmo.
Dopo aver avviato innanzitutto la ristrutturazione dei santuari, con oltre 80 edifici di culto rifatti, più ricchi e più belli, Augusto concentrò la sua attenzone sul complesso dei Fori.

Nei Fori romani si svolgevano le principali attività pubbliche: nelle basiliche veniva amministrata la giustizia; altri edifici ospitavano il senato, biblioteche, terme, templi; in aree di mercato collegate al porto sul Tevere si praticava il commercio.

Tra il II e il I secolo a.C. il Foro repubblicano era stato delimitato da quattro basiliche e, verso il Campidoglio, dal Tabularium, che ospitava gli archivi di Stato, voluto da Silla.
Cesare poi aveva aperto un nuovo foro, facendo ruotare la vecchia Curia secondo gli assi di questo, mentre la tribuna dei Rostri (da dove i magistrati tenevano le orazioni) venne spostata verso il Campidoglio.

Sotto Augusto tutta questa sistemazione fu completata: sul lato breve a sud-ovest del Foro repubblicano venne eretto il Tempio del Divo Giulio, affiancato dall’Arco di Augusto e dall’Arco di Gaio e Lucio Cesari. A questa nuova fase edilizia augustea appartengono anche le ricostruzioni dei templi della Concordia, rifatto da Tiberio nel 10 a.C., e dei Dioscuri (7 a.C.). I Dioscuri ricordavano i fratelli Tiberio e Druso, figli adottivi di Augusto: l’antica piazza era così diventata il luogo della celebrazione della famiglia Giulia.

Augusto portò inoltre a termine il foro iniziato da Giulio Cesare, con portici sui lati lunghi e, al centro del lato di fondo, il tempio dedicato a Venere Genitrice, sua progenitrice. Il complesso, infatti, era già stato inaugurato nel 46 a.C., ma non era stato ancora completato.

Foro di Cesare, resti del Tempio di Venere Genitrice, dedicato nel 46 a.C. e ricostruito nel 113 d.C. Roma.
Foro di Cesare, resti del Tempio di Venere Genitrice, dedicato nel 46 a.C. e ricostruito nel 113 d.C. Roma.

Accanto al Foro di Cesare, Augusto volle far aprire un’altra piazza, perpendicolare, collegata e molto simile, che prese il nome di Foro di Augusto. Fiancheggiata anch’essa da portici, aveva sul fondo il Tempio di Marte Ultore, cioè vendicatore, a ricordo della battaglia di Filippi in cui, nel 42 a.C., erano morti Bruto e Cassio, uccisori di Cesare.

Foro di Augusto, resti del Tempio di Marte Ultore, inaugurato nel 2 a.C. Roma.
Foro di Augusto, resti del Tempio di Marte Ultore, inaugurato nel 2 a.C. Roma.

Il Tempio di Marte, inaugurato solo nel 2 a.C., si appoggiava a un altissimo muro, che lo separava  dal quartiere popolare della Suburra. I portici dei lati lunghi si aprivano alle spalle in ampie esedre e contenevano le statue di personaggi, reali e mitologici, della storia di Roma e dei membri della famiglia Giulia, compresi Romolo e Enea.

Assieme, i due Fori romani costituiscono il primo nucleo dei Fori imperiali, enorme spazio pubblico al centro di Roma, che raggiunse con Traiano la massima espansione.