Omosessualità - Adriano e Antinoo, British Museum, Londra.
Adriano e Antinoo, British Museum, Londra.

Nel mondo greco e romano l’omosessualità, sia maschile sia femminile, era ammessa come normale (Sul sito di Studia Rapido leggi Amore e sesso nell’antica Roma).

La cultura ebraico-cristiana, rifacendosi alle Sacre Scritture, ha invece condannato l’omosessualità come peccato. Nella sua visione, infatti, la sessualità deve essere legata alla procreazione; la ricerca del piacere è illecita e nessun affetto vale a giustificare quella che è considerata, anzittutto, una violazione di un ordine sociale patriarcale. Questa visione si è imposta nella cultura occidentale, e, alla stregua di altre minoranze, anche gli omosessuali sono stati considerati per secoli malati, pazzi, posseduti o criminali.

Per secoli in molti paesi si è prevista la condanna penale dell’omosessualità. In Inghilterra, ad esempio, col Buggery Act del 1533, i rapporti omosessuali venivano puniti con la pena di morte. Questa legge, estesa a tutti i domini dell’impero britannico, è stata abrogata nel 1967.
Negli Stati Uniti solo nel 2003 sono state cancellate, con un provvedimento costituzionale, tutte le leggi – ancora in vigore in dieci stati – che punivano penalmente gli atti omosessuali.

Sotto il regime nazista gli omosessuali furono perseguitati, deportati e sterminati nei campi di concentramento, accanto a ebrei, zingari, testimoni di Geova e comunisti. In Italia il regime fascista prevedeva per gli omosessuali il confino.

A partire dagli anni Sessanta del Novecento, in seguito a mutamenti della società e del costume, l’omosessualità ha smesso sempre più, in Occidente, di fare scandalo.
Già ai principi del secolo, del resto, Freud, padre della psicanalisi, riconosceva nella omosessualità una tendenza che diventa esplicita solo in una minoranza di individui, ma è presente, in forma latente, in tutti.

Nel 2000 l’Unione Europea ha varato una risoluzione in cui si invitano gli stati membri a introdurre leggi contro le discriminazioni dell’orientamento sessuale e, in seguito, a riconoscere in modo pieno i diritti delle coppie omosesuali. La maggior parte dei paesi dell’Unione Europea ha una legislazione che prevede, nella forma delle unioni civili o dei matrimoni, tale riconoscimento. In Italia, invece, questa materia non è ancora regolamentata ed è oggetto di ampie discussioni.

Il 17 maggio 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rimosso l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’omosessualità «una variante naturale del comportamento umano», in nome della quale nessun individuo deve soffrire discriminazioni di alcun tipo.

Invece, sebbene la legislazione e il costume abbiano compiuto enormi passi in avanti, il pregiudizio contro gli omosessuali continua a manifestarsi, spesso in forme di scherno verbale, talvolta con aggressioni violente.

Anche la Chiesa cattolica ha una posizione delicata e complessa, che non manca di suscitare polemiche. Insieme ad altre confessioni religiose, infatti, essa accoglie le persone omosessuali solo a patto che si attengano alla castità.

Severa e senza appello, poi, è la condanna delle autorità religiose islamiche, tanto che alcuni paesi, come l’Iran, applicano tuttora la pena di morte tramite la lapidazione.