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Omosessualità – dal passato al presente

La parola omosessualità è stata inventata nella seconda metà dell’Ottocento, ma le pratiche omosessuali maschili e femminili sono diffuse da sempre nella storia dell’umanità.

Breve storia dell’omosessualità

Omosessualità nel mondo antico

Nella cultura greca, dove la donna era considerata inferiore all’uomo, la relazione sessuale fra due uomini era ritenuta superiore a quella eterosessuale fra un uomo e una donna. Ciò non significa che l’omosessualità femminile non fosse diffusa. La poetessa Saffo (VII-VI sec. a.C.) per esempio, nata nell’isola di Lesbo (da cui il termine “lesbismo” per indicare l’omosessualità femminile), scrisse numerose liriche nelle quali esaltava la donna di cui era innamorata.

Anche nel mondo romano l’omosessualità, sia maschile sia femminile, era ammessa come normale (Sul sito di Studia Rapido leggi Amore e sesso nell’antica Roma). Troviamo testimonianze di amori omosessuali nella cultura dell’antico Egitto e dell’antica Cina.

La cultura ebraico-cristiana, rifacendosi alle Sacre Scritture, ha invece condannato l’omosessualità come peccato. Nella sua visione, infatti, la sessualità deve essere legata alla procreazione; la ricerca del piacere è illecita e nessun affetto vale a giustificare quella che è considerata, anzittutto, una violazione di un ordine sociale patriarcale.

Nei secoli successivi, durante il Medioevo e in seguito durante l’età della Controriforma, la condanna dell’omosessualità divenne sempre più marcata, sebbene i rapporti omosessuali continuavano a essere molto diffusi.

Le condanne per le relazioni omosessuali

Per secoli in molti paesi si è prevista la condanna penale dell’omosessualità. In Inghilterra, ad esempio, col Buggery Act del 1533, i rapporti omosessuali venivano puniti con la pena di morte. Questa legge, estesa a tutti i domini dell’impero britannico, è stata abrogata nel 1967.
Negli Stati Uniti solo nel 2003 sono state cancellate, con un provvedimento costituzionale, tutte le leggi – ancora in vigore in dieci stati – che punivano penalmente gli atti omosessuali.

Sotto il regime nazista gli omosessuali furono perseguitati, deportati e sterminati nei campi di concentramento, accanto a ebrei, zingari, testimoni di Geova e comunisti. In Italia il regime fascista prevedeva per gli omosessuali il confino.

L’omosessualità nel mondo contemporaneo

A partire dagli anni Sessanta del Novecento, in seguito a mutamenti della società e del costume, l’omosessualità ha smesso sempre più, in Occidente, di fare scandalo.
Già ai principi del secolo, del resto, Freud, padre della psicanalisi, riconosceva nella omosessualità una tendenza che diventa esplicita solo in una minoranza di individui, ma è presente, in forma latente, in tutti.

Il 17 maggio 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rimosso l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, definendo l’omosessualità «una variante naturale del comportamento umano», in nome della quale nessun individuo deve soffrire discriminazioni di alcun tipo.

Nel 2000 l’Unione Europea ha varato una risoluzione in cui si invitano gli stati membri a introdurre leggi contro le discriminazioni dell’orientamento sessuale e, in seguito, a riconoscere in modo pieno i diritti delle coppie omosessuali. La maggior parte dei paesi dell’Unione Europea ha una legislazione che prevede, nella forma delle unioni civili o dei matrimoni, tale riconoscimento. L’Italia ha legiferato in questo senso approvando nel 2016 la legge che regolamenta le unioni civili fra persone delle stesso sesso.

Sebbene la legislazione e il costume abbiano compiuto enormi passi in avanti, il pregiudizio contro gli omosessuali continua a manifestarsi, spesso in forme di scherno verbale, talvolta con aggressioni violente.

Anche la Chiesa cattolica ha una posizione delicata e complessa, che non manca di suscitare polemiche.

Severa e senza appello, poi, è la condanna delle autorità religiose islamiche, tanto che gli Stati islamici (Iran, Arabia Saudita, Mauritania, Nigeria, Pakistan, Sudan, Somalia, Somaliland, Yemen) applicano tuttora la pena di morte.

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