Paradiso Canto 1 riassunto e commento

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Paradiso Canto 1. Riassunto e commento

Paradiso Canto 1 della Divina Commedia di Dante Alighieri. Primo canto Paradiso riassunto e commento.

Paradiso canto 1 riassunto:

  • Protasi e invocazione (vv. 1-36)
  • Ascesa al cielo (vv. 37-81)
  • Dubbi di Dante risolti da Beatrice (vv. 82-99)
  • L’ordine dell’Universo (vv. 100-142)

Paradiso Canto 1: Protasi e invocazione (vv. 1-36)

Come già nel Canto 1 del Purgatorio, ad aprire il Canto 1 del Paradiso è la protasi o argomento, che espone la materia della cantica (vv. 1-12), segue l’invocazione (vv. 1-36) rivolta non più solo alle Muse, ma al dio stesso della poesia, Apollo.

Dante è salito fino all’Empireo, nel cielo che più direttamente s’illumina e arde dello splendore e della carità di Dio, il primo motore dell’Universo («colui che tutto move») e vi ha visto cose così sublimi che la memoria non è in grado di trattenerle tutte, né la lingua umana di manifestarle.

Se nell’Inferno (Canto 2) e nel Purgatorio (Canto 1) gli era stato sufficiente ricercare il sostegno delle Muse, ora invoca Apollo, perché lo aiuti a narrare la sua straordinaria impresa.

Dante chiede ad Apollo di cantare, attraverso lui, come meglio sa fare, come quando vinse in gara il satiro Marsia che aveva osato sfidarlo e che, una volta sconfitto, per punizione fu legato dal dio a un albero e scorticato. Solo con l’aiuto divino Dante potrà descrivere degnamente ciò che vide e meritare quindi la gloria. La decadenza è tale che ormai nessuno aspira più alla gloria; perciò il semplice desiderio di essa dovrebbe rallegrare Apollo. Forse – dichiara Dante – un giorno qualche poeta, incoraggiato dal suo esempio, scriverà un poema più perfetto del suo.

Paradiso Canto 1: Ascesa al cielo (vv. 37-81)

Alla protasi e alla invocazione segue, come nel Canto 1 del Purgatorio, l’indicazione del momento iniziale della ripresa del viaggio, espressa con un’ampia perifrasi astronomica. La stagione è quella dell’equinozio di primavera, che corrisponde a una condizione astrale particolarmente favorevole (trovandosi il sole nel segno dell’Ariete, come al momento della creazione del mondo). L’ora è quella di mezzogiorno, la più luminosa e lieta.

In questo momento Dante vede Beatrice, che fissa il sole (Dio) come solo le aquile sanno fare (era opinione comune che l’aquila abituasse i suoi nati a sostenere la vista del disco solare).

Questa immagine sottolinea, allegoricamente, la capacità della teologia (Beatrice) di penetrare nei misteri divini.

Dante fissa Beatrice e trae forza per fissare egli stesso il sole, cosa impossibile per un essere umano. Ma, in seguito all’avvenuta purificazione, Dante è ricondotto alla condizione di Adamo prima del peccato. Ciò comporta un’esaltazione anche delle facoltà sensitive e degli organi corporei.

A un certo punto, al poeta quella luce pare farsi più grande e lucente e si sente «trasumanar» come Glauco, quando fu trasformato da uomo in dio (secondo il mito, riportato anche da Ovidio nelle Metamorfosi, Glauco, mitico pescatore della Boezia, avendo visto che i pesci da lui presi risuscitavano al contatto di una certa erba, volle assaggiarla e subito fu trasformato in divinità marina).

L’innalzarsi oltre i limiti dell’umano – prosegue Dante – non è cosa che si possa esprimere con parole umane, e perciò l’esempio mitologico di Glauco deve bastare al lettore cristiano, sperando di averne egli stesso esperienza diretta in Paradiso.

Il poeta sente che nel suo profondo qualcosa sta avvenendo, tanto che non riesce a capire se abbia ancora il corpo o se sia diventato puro spirito. Ode la musica prodotta dal ruotare delle sfere celesti, mosse dagli angeli e contemporaneamente vede un mare di luce.

Secondo la teologia e la scienza medioevale, i cieli ruotano perché li muovono gli ordini angelici (uno per ciascun cielo). Essi fanno così eternamente, perché desiderano accondiscendere alla volontà di Dio, che regge l’Universo.

Paradiso Canto 1: Dubbi di Dante risolti da Beatrice (vv. 82-99)

Dante è ora in Paradiso, ma ancora non lo sa; desidera invece sapere quale sia l’origine del suono e della grande luce. Beatrice, che legge nel pensiero del poeta, gli dice che ora non è più sulla Terra, ma sta ascendendo verso l’alto, verso Dio.

Ma Dante è tormentato da un altro dubbio: come può, essendo ancora vivo e legato al corpo, che stia salendo oltre l’aria e il fuoco?

Paradiso Canto 1: L’ordine dell’Universo (vv. 100-142)

Beatrice trae un profondo sospiro e, con l’atteggiamento di una madre affettuosa che ascolta il figlio che dice cose insensate, ricorda a Dante che l’ordine fisico delle cose rispecchia il volere di Dio.

Tutte le cose si dispongono ad obbedire alle leggi da lui stabilite. Ogni cosa ha un suo posto nell’ordine universale, più o meno alto a seconda della sua maggiore o minore complessità e perfezione.

L’ordine di Dio fa sì che il fuoco, una volta acceso, innalzi le sue lingue verso l’alto: la sua sede naturale, infatti, sta prima del cielo della Luna e là esso tende. E sempre quest’ordine fa vivere ogni creatura e tiene unita la Terra. La legge divina non riguarda solo gli oggetti inanimati e gli animali, ma anche gli uomini e gli angeli dotati di intelligenza e volontà.

Gli uomini sono dotati di libero arbitrio (cioè di una libera volontà): perciò possono allontanarsi dall’ordine di Dio attirati dai beni materiali e rivolgersi al male.

Dante ora non deve meravigliarsi se, ormai libero da ogni impedimento e puro da ogni sorta di peccato, stia salendo verso il Cielo.

Concluso il suo discorso, Beatrice torna a rivolgere gli occhi al Cielo.