Pop Art abbreviazione di Popular Art, cioè “arte popolare”, è il movimento artistico che nacque e si sviluppò nel secondo dopoguerra, un periodo caratterizzato dalla crescita economica, dal boom dei consumi e da uno spensierato benessere. Ebbe origine negli anni Cinquanta del Novecento a Londra. Successivamente negli anni Sessanta si diffuse ovunque e conobbe negli Stati Uniti uno straordinario successo. A livello internazionale, a decretare il suo successo fu la partecipazione degli artisti pop alla Biennale di Venezia del 1964.
Il movimento artistico della Pop Art si proponeva di rendere l’arte più accessibile e comprensibile al grande pubblico, ispirandosi alle immagini e ai linguaggi della società dei consumi, con espressioni figurative volutamente banali e riproducibili in serie. Fra i temi prediletti della Pop Art vi sono il cibo e il fumetto.
Cos’è la Pop Art? quando e dove nasce? cosa significa? cosa vuole esprimere? quali tecniche utilizza? che colori usa? chi sono i principali artisti? Per rispondere alle vostre domande abbiamo preparato Pop Art riassunto: vi consentirà di studiare, ripassare e memorizzare in modo facile e completo.
Caratteristiche
La Pop Art è un tipo di arte rivolto a tutti e a tutti comprensibile, in contrapposizione ad altre forme artistiche il cui significato rimaneva oscuro, oppure erano inacessibili sotto il profilo economico.
Temi principali
Il vero protagonista è l’oggetto. Si tratta di oggetti di uso quotidiano, realizzati dall’industria e di facile consumo: televisori, lavatrici, automobili, lattine di birra e bevande, cibi da asporto come hot dog e hamburger, confezioni di detersivi o di accessori per la casa, fotografie, bandiere, ritagli di fumetti, cartelloni pubblicitari. Fra i temi prediletti vi sono anche attori famosi. Lo scopo non è nobilitare la realtà quotidiana, ma offrire maggiore consapevolezza di essa e indurre a considerarla da nuovi punti di vista.
Tecniche e stile
Gli oggetti sono rappresentati con tecniche diverse, alla portata di tutti (fotografie, collage di materiali pubblicitari e ritagli di giornale, stampa a colori, pittura acrilica..) e su vari tipi di supporti (tela, carta, plastica, cartelloni pubblicitari), rendendo l’arte un prodotto di consumo essa stessa. Gli oggetti vengono assemblati, manipolati, isolati dal loro ambiente naturale, ingigantiti o immortalati sotto forma di sculture.
Il linguaggio della Pop Art è fatto di immagini dai colori sgargianti e provocatorie, tavolta ripetitive, per attirare l’attenzione. I colori sono quelli della pubblicità, dei supermercati, delle insegne luminose. Le immagini appaiono quindi fredde e impersonali, non comunicano altro se non l’oggetto. Questo stile distaccato elimina l’emotività dell’artista e lascia che l’oggetto parli da sé.
Artisti principali
Principali artisti del movimento sono Roy Lichtenstein (1923-1997), noto per le sue opere ispirate ai fumetti e alla pubblicità; Robert Rauschenberg (1925-2008), noto per la sua capacità di trasformare la vita quotidiana in arte, unendo fotografie e oggetti trovati; Claes Oldenburg (1929-2022), con le sue sculture monumentali che riproducono oggetti di uso quotidiano; Jasper Johns (1930), celebre per le sue rappresentazioni di bandiere, bersagli e numeri; James Rosenquist (1933-2017), noto per le sue realizzazioni di collage monumentali, utilizzando immagini pubblicitarie in larga scala.
Ma il vero protagonista, divenuto egli stesso l’artista-simbolo del movimento, è lo statunitense Andy Warhol (1928-1987). Divenne celebre per le sue serigrafie di icone della cultura pop come Marilyn Monroe e le scatole di zuppa Campbell. Si dedicò anche al cinema, alla televisione e all’editoria. Nelle sue opere riproduce le immagini della cultura di massa, decontestualizzate e private di espressività.

