Rivoluzione americana e nascita degli Stati Uniti d’America

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Boston tea party, evento fondamentale della Rivoluzione americana

La Rivoluzione americana, 1775-1783, oppose le tredici colonie inglesi dell’America settentrionale alla madrepatria e portò alla nascita degli Stati Uniti d’America.

I rapporti tra le tredici colonie inglesi in America settentrionale e la madrepatria

I rapporti tra le tredici colonie inglesi e la madrepatria erano piuttosto positivi, inizialmente. I coloni infatti si sentivano inglesi, sudditi della corona britannica.

I problemi cominciarono nel 1763, quando la Pace di Parigi sancì la fine della guerra dei Sette anni (1756-1763): la Francia perse i possedimenti d’oltremare (Canada, Indie) e la Gran Bretagna affermò la supremazia coloniale.

La Gran Bretagna aveva, dunque, bisogno di maggiori entrate economiche per mantenere l’impero che stava costruendo. Impose allora una serie di dazi doganali sulle importazioni di alcuni prodotti (i coloni erano obbligati a commerciare con l’Inghilterra), e lo Stamp Act, una tassa di bollo sui documenti legali e sui giornali.

I coloni risposero con manifestazioni di piazza e azioni di boicottaggio delle merci provenienti dalla madrepatria.

I coloni si appellavano al diritto espresso nella Magna Charta Libertatum del 1215: «No taxation without representation» («Nessuna tassa senza rappresentanza»). I più radicali affermavano infatti fosse necessario dare alle assemblee legislative lo stesso potere del Parlamento.

La Gran Bretagna abolì allora i dazi e le tasse contestate ma affidò alla Compagnia delle Indie il monopolio del commercio del tè nel continente americano, danneggiando gravemente i commercianti locali. I coloni ribelli presero perciò di mira il commercio del tè.

Il Boston Tea Party

Il 16 dicembre 1773 alcune navi della Compagnia delle Indie furono assalite e il carico di tè fu gettato in mare. L’Inghilterra rispose con le Leggi Intollerabili. Esse includevano ad esempio, la chiusura del porto di Boston; l’abolizione delle assemblee nel Massachusetts, la colonia più irrequieta e ribelle; in tutte le colonie i giudici americani furono sostituiti da funzionari britannici.

Il Primo Congresso Continentale

Nel settembre 1774 si riunì a Filadelfia il Primo Congresso Continentale, a cui non partecipò solamente la Georgia. I coloni erano divisi, ma alla fine concordarono per mandare avanti il boicottaggio delle merci e per difendere con ogni mezzo le loro autonomie.

Il re respinge le richieste del Congresso: ha inizio la guerra di indipendenza americana

In un primo momento l’Inghilterra sembrò voler scendere a patti con i coloni, ma nell’aprile 1775 ebbe inizio la guerra di indipendenza americana.

Il Congresso nominò George Washington comandante dell’esercito americano.

La Dichiarazione di Indipendenza americana e la nascita degli Stati Uniti d’America

Il 4 luglio 1776 il Congresso continentale approvò la Dichiarazione di indipendenza americana, stesa da Thomas Jefferson, e considerata l’atto di nascita degli Stati Uniti d’America.
Siamo nel pieno della rivoluzione americana.

Le prime fasi della rivoluzione americana non furono favorevoli agli ex coloni.

Gli inglesi avevano infatti dalla loro parte più esperienza militare e una maggiore disponibilità economica tale da garantire armamenti e viveri. Inoltre, mentre l’esercito inglese contava 35.000 uomini, gli americani raggiungevano appena gli 8.000.
Washington, perciò, evitò gli scontri campali, preferendo le azioni di guerriglia. In un primo momento gli inglesi occuparono New York, ma furono sconfitti per la prima volta a Saratoga nel dicembre 1777.

La situazione degli insorti rimaneva tuttavia precaria economicamente, per via dei costi del conflitto, tanto che erano dovuti ricorrere ad alcune imposte straordinarie.
Avevano, però, dalla loro la solidarietà dell’opinione pubblica europea. I paesi europei erano, infatti, intenzionati ad indebolire il potere dell’Inghilterra: molti furono i volontari che partirono per combattere fianco a fianco agli insorti.

Vittoria finale a Yorktown

Per le sorti del conflitto fu decisivo l’intervento di Francia (1778), Spagna (1779) e Olanda (1780) a fianco dei ribelli. Sbaragliarono il nemico a Yorktown, in Virginia (1781), dove si era concentrato il gran numero delle forze britanniche.

La resa di Yorktown, nell’ottobre 1781, segnò la fine della guerra di indipendenza e il successo della rivoluzione americana.

Il Trattato di Versailles

Col trattato di Versailles del 3 settembre 1783 la Gran Bretagna riconobbe l’indipendenza delle tredici colonie.

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