Tempio romano, la dimora degli dèi

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Tempio romano

Il tempio romano, nei primi secoli della storia romana, era per lo più uno spazio aperto delimitato da un recinto.

In seguito il tempio romano si identificò con una semplice capanna di legno, adibita a luogo sacro. Successivamente presero forma i templi romani veri e propri.

I templi romani erano fatti di legno, mattoni o pietre e solo verso il I secolo a.C. si iniziò a costruirli in pietra e marmo.

Non avevano lo scopo di accogliere grandi masse di fedeli; di qui le dimensioni ridotte anche dei templi più importanti.

Essi custodivano al loro interno la statua della divinità a cui erano dedicati, mentre su un altare esterno il sacerdote svolgeva i sacrifici con l’offerta di animali.

Il tempio romano assomigliava molto al tempio greco, anche se spesso aveva il colonnato soltanto sulla facciata.

Di solito il tempio romano era edificato per ringraziare la divinità che aveva favorito una vittoria in battaglia e custodiva i tesori ottenuti con i bottini di guerra.

Il più antico tempio costruito a Roma era il celebre Tempio di Giove Capitolino, dedicato alla «triade capitolina» Giove, Giunone e Minerva, costruito sul colle del Campidoglio alla fine del VI secolo a.C. Davanti a esso si concludeva la cerimonia del Trionfo e si svolgevano le assemblee solenni del Senato. Distrutto da un incendio, fu ricostruito in pietra da Silla, poi restaurato da Augusto, infine ricostruito da Vespasiano, Tito e Domiziano. Del tempio non rimane più nulla.

A Roma si contano diverse decine di templi, alcuni dei quali di forma circolare, come l’antichissimo tempio della dea Vesta o il Pantheon, il tempio dedicato a tutti gli dei, fatto costruire dall’imperatore Adriano.

I resti di numerosi templi si sono conservati nei secoli perché sono stati trasformati in chiese cristiane o inglobati in altri edifici di epoche successive.