Trasfigurazione di Raffaello, l’ultima opera

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trasfigurazione di raffaello sanzio
Trasfigurazione di Raffaello Sanzio, tempera su tavola, 279x410 cm, Città del Vaticano, Musei Vaticani

Trasfigurazione di Raffaello Sanzio, eseguita tra il 1516-1520, tempera su tavola, 279×410 cm, Città del Vaticano, Musei Vaticani.

La Trasfigurazione è l’ultimo capolavoro di Raffaello Sanzio, rimasto incompiuto per la sua improvvisa morte, il 6 aprile 1520. Il cardinale Giulio de’ Medici, futuro papa Clemente VII, ordinò allora al suo collaboratore Giulio Romano di portarla a termine.

Trasfigurazione di Raffaello descrizione

Il quadro è diviso in due metà: ciascuna racconta un episodio tratto dal Vangelo secondo Matteo. La parte superiore è occupata dalla scena della Trasfigurazione di Gesù; nella parte inferiore invece si trova l’episodio del fanciullo ossesso guarito da Gesù di ritorno dal monte Tabor.

Quindi, in alto è rappresentato Gesù, tra i profeti Mosé ed Elia (che avevano predetto la sua futura venuta), mentre sale al cielo dal monte Tabor; ai suoi piedi, a terra, stanno i discepoli, confusi e spaventati. In basso, una folla sorpresa assiste alla liberazione, grazie alla luce di Gesù, di un giovane indemoniato.

A destra della collina nel cielo il sole tramonta.

 

Il paesaggio è stato realizzato con colori chiari e freddi; i personaggi nel registro inferiore e una parte di quelli del registro superiore presentano invece toni più caldi.

Osserva la direzione delle braccia e delle mani. Tutte sembrano andare per conto proprio, senza alcun ordine o ritmo. Ma proprio attraverso questa grande varietà Raffaello rende evidente e riesce a comunicarci la sorpresa e l’emozione della gente di fronte al miracolo che sta avvenendo.

La Trasfigurazione di Raffaello in origine sarebbe dovuta andare ad adornare la Cattedrale di Narbonne in Francia dove Giulio de’ Medici era stato ordinato vescovo nel 1515. Ma il cardinale dopo averla veduta decise di trattenerla nella sua collezione privata per poi donarla alla Chiesa di San Pietro in Montorio a Roma, collocata sopra l’altare maggiore. Nel 1797, in virtù del Trattato di Tolentino, quest’opera come molte altre fu portata a Parigi e restituita nel 1816 dopo la sconfitta di Napoleone Bonaparte nella battaglia di Waterloo.

Oggi la Trasfigurazione fa parte delle collezioni dei Musei Vaticani.