utilizzo di energia nucleare: i pro e i contro

L’energia nucleare (detta anche energia atomica) è quella contenuta nel nucleo dell’atomo e liberata mediante processi di reazione (scissione o fusione) provocati artificialmente.

Le prime applicazioni dell’energia nucleare furono indirizzate a fini bellici. Furono le «bombe atomiche» (basate sulla scissione del nucleo di materiali radioattivi come l’uranio o il plutonio) fatte esplodere dagli americani a Hiroshima e Nagasaki nell’agosto del 1945 a portare fine al secondo conflitto mondiale.

L’utilizzo dell’energia nucleare per usi pacifici continua ad alimentare polemiche: da un lato i sostenitori, che la considerano l’unica alternativa valida per sostituire i combustibili fossili, dall’altro lato gli oppositori che la considerano ancora pericolosa.

Per molti anni, infatti, è stato affermato che l’affidalbilità delle centrali era assoluta, in quanto la loro costruzione e manutenzione, proprio perché si trattava di materiali pericolosi, era particolarmente accurata e a prova di qualsiasi evento (errori umani, terremoti, attentati, ecc.). Poi, si è verificato l’incidente di Chernobyl, in Ucraina, il 26 aprile del 1986.

L’incidente della centrale di Chernobyl portò alla distruzione del nocciolo del reattore e di parte dell’edificio in cui era alloggiato. Furono rilasciate grandi quantità di materiale radioattivo nell’ambiente circostante, causando numerose vittime.

La nube radioattiva, sospinta dai venti, percorse buona parte dell’Europa, provocando timori nelle autorità e nella popolazione.

Le inchieste condotte successivamente rivelarono che l’incidente fu causato da una notevole serie di errori umani e dalla violazione delle norme operative da parte dei tecnici della centrale, combinati con le carattersitiche di quel reattore, di vecchio tipo e poco affidabile, che aggravarono gli effetti degli errori.

L’Italia, dopo un referendum popolare tenuto nel 1987 ha praticamente detto “no” alla scelta dle nucleare. Altri Paesi industrializzati, invece, come la Francia e il Giappone, hanno fatto dell’energia nucleare il centro dei loro programmi energetici, costruendo nuove centrali. La motivazione è quella di diminuire la loro dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di petrolio e di carbone.

L’Italia importa dalla Francia energia elettrica prodotta con il nucleare, in centrali che distano poche decine di chilometri dal nostro territorio.

Forti di questi esempi, i sostenitori dell’energia nucleare vogliono che anche l’Italia ritorni sulle sue decisioni e che la scelta nucleare venga nuovamente presa in considerazione.

Lo sfruttamento dell’energia nucleare pone però seri e gravi problemi all’ambiente e alla vita stessa:

  • nonostante le centrali nucleari siano dotate di sofisticati dispositivi di sicurezza, possono accadere incidenti che causano dispersione di radiazioni pericolose per l’uomo e per l’ambiente;
  • durante le reazioni di fissione vengono prodotte scorie radioattive di lunga durata, il cui smaltimento è ancora problematico.

Sono state scartate proposte che riguardavano il seppellimento delle scorie nucleari sotto gli strati di ghiaccio dell’Antartide o nei fondali oceanici più profondi, o l’invio nello spazio.

Attualmente la soluzione più adatta sembra quella di seppellire le scorie in depositi scavati nella roccia a centinaia di metri di profondità.

I problemi che si presentano a questo progetto sono essenzialmente due:

  • il comportamento delle acque sotterranee che potrebbero compromettere l’isolamento dei depositi;
  • l’instabilità del terreno in seguito a movimenti sismici o ad attività vulcanica.

Nessun scienziato è in grado di indicare oggi un luogo che dovrà rimanere inviolato per decine di migliaia di anni.