Arte islamica caratteristiche

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arte islamica

L’arte islamica è caratterizzata dal divieto di riprodurre immagini di Allah e del suo profeta Maometto e qualsiasi altra raffigurazione umana o animale. Questa caratteristica si chiama aniconismo (dal greco a, «non», e eikón, «immagine»).

Il rifiuto dell’arte islamica di rappresentare uomini e animali ha la sua radice nell’insegnamento di Maometto.

Secondo Maometto infatti le rappresentazioni figurative antropomorfe e zoomorfe sono state e sono il punto di partenza di ogni culto idolatrico per indirizzare il sentimento religioso dell’uomo verso altri anziché verso Allah.

Decorazioni islamiche

Il sentimento religioso islamico, da cui nasce il rifiuto del figurativo antropomorfo e zoomorfo, fa sì che il fedele musulmano esprima in senso “decorativo e ornamentale” la sua sensibilità artistica. Nascono così le decorazioni dette “arabeschi“.

Gli arabeschi sono intrecci di elementi vegetali stilizzati (fiori, foglie), oppure motivi geometrici, oppure combinazioni armoniche di elementi vegetali e geometrici; oppure, ancora, intrecci di motivi vegetali, geometrici e calligrafici. Sono realizzati spesso in ceramica colorata.

Frequenti sono anche i calligrammi, cioè “belle scritture”. Si tratta principalmente di versetti del Corano o di insegnamenti di Maometto, in uno dei numerosi stili grafici dell’alfabeto della lingua araba.

Arte islamica in Spagna e in Italia

In Europa rimangono tracce, oltre che nei territori direttamente sottomessi alla dominazione islamica, come la Spagna e la Sicilia, in edifici di città come Venezia e Pisa, che intrattenevano con gli Arabi rapporti di natura commerciale, esponendosi così anche a contaminazioni di tipo culturale.