Economia circolare: che cos’è e vantaggi

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Economia circolare che cos'è e vantaggi

L’economia circolare è un modello economico che si basa sull’idea che i prodotti, anziché essere buttati via, possono essere riparati, riusati e riciclati («Ripara, riusa, ricicla»).

Economia lineare e circolare

L’economia circolare è un modello economico diverso dal modello tradizionale dell’economia, chiamato «economia lineare», dove i beni vengono prodotti per essere gettati dopo averli usati («Produci, consuma, getta»).

Il modello di economia lineare, nato con la Rivoluzione Industriale, non è ecosostenibile, perché consuma le risorse naturali, che sono risorse non rinnovabili e quindi destinate a esaurirsi. Inoltre, la creazione di rifiuti ha un notevole impatto su suolo, acqua e aria.

Invece, con l’economia circolare si salvaguarda il futuro del pianeta e degli esseri umani perché evita l’impoverimento delle risorse naturali e riduce l’inquinamento.

Economia circolare esempi

Gli scarti biologici di origine agricola, come steli di piante di mais, oppure truciolato, letame, cibi scaduti ecc., possono essere trasformati in materiale utile: per esempio fibre vegetali, stuoie, pannelli isolanti, alcol, mangimi; oppure reintegrati nella biosfera come fertilizzanti (compost).

I materiali inorganici o comunque non biodegradabili (metalli, vetro e plastiche) possono essere trasformati e rivalorizzati per farne altro materiale disponibile per successive produzioni.

In questo modo tutti i prodotti che usiamo entrano in un ciclo in cui non si butta via niente.

Negli ultimi anni sono nate numerose piattaforme online in grado di promuovere opportunità di incontro tra tecnologie, scarti e persone per condividere e diffondere sperimentazioni di economia circolare.

Economia circolare vantaggi

L’economia circolare consente di ridurre al minimo il problema dello smaltimento dei rifiuti perché allunga la durata dei prodotti, favorisce il loro riuso o la loro riparazione e, quando non è possibile farlo, promuove processi di riciclo che reintroducono gli scarti nel ciclo di produzione.

Il passaggio dall’economia lineare a quella circolare è possibile, ma occorre fabbricare oggetti progettati non solo per essere usati, ma anche riparati, riutilizzati, raccolti, disassemblati e riciclati.

Occorre inoltre che tutti gli stadi della vita di un prodotto siano alimentati da energia prodotta da fonti rinnovabili, escludendo in maniera progressiva le fonti derivanti dai combustibili fossili per contrastare il cambiamento climatico.

Infine, è necessario diffondere consapevolezza nei consumatori, perché adottino, nei processi di acquisto e di utilizzo di beni e servizi, comportamenti sostenibili.

Questa sensibilizzazione riguarda sia comportamenti specifici, come una corretta raccolta differenziata o la lotta agli sprechi, sia la scelta di privilegiare prodotti a minor impatto ambientale, come i beni alimentari a km zero, al posto di beni, spesso importati, i cui prezzi maggiormente contenuti, sono diretta conseguenza di legislazioni meno severe da un punto di vista ambientale, della sicurezza alimentare e della tutela del lavoro.