Emile Zola

Emile Zola è considerato il caposcuola del Naturalismo francese.

Emile Zola – biografia e opere

Nasce a Parigi il 2 aprile 1840. A Parigi, dopo la morte del padre, inizia a lavorare prima come spedizioniere presso l’editore Hachette, poi come capo della pubblicità. Si dedica in seguito al giornalismo, che non abbandonerà mai anche quando si dedicherà all’opera di romanziere.

All’inizio scrive racconti di impronta romantica, ma ben presto è attratto dalle idee positiviste. Scrive così il suo primo romanzo naturalistico, Thérèse Raquin (1867), un’analisi spregiudicata di un torbido caso di patologia criminale.

Le sue opere maggiori appartengono al ciclo dei Rougon-Macquart. Si tratta di un vasto complesso di romanzi in cui Emile Zola segue il destino dei discendenti di uno stesso ceppo familiare, studiando il manifestarsi dei caratteri ereditari di ciascuno nei diversi ambienti sociali e nelle diverse fasi storiche in cui si trovano a vivere.

Tra i romanzi del ciclo, ricordiamo Il ventre di Parigi (1873), L’ammazzatoio (L’assomoir, 1877), Nana (1880) e Germinal (1885).

Con il romanzo L’assomoir Zola diventa celebre; intorno a lui si raccoglie un gruppo di scrittori più giovani, che lo considerano un maestro e un caposcuola, tra i quali Maupassant e Huysmans.

Dopo i Rougon-Macquart Emile Zola intraprende un nuovo ciclo, Le tre città, Lourdes (1894), Roma (1896), Parigi (1897), dove polemizza contro la religione in nome della scienza.

Esploso l’Affare Dreyfus, Zola si impegna generosamente a favore di Dreyfus, l’ufficiale ebreo accusato di spionaggio, e scrive un articolo di grande risonanza J’accuse (1898). Per questo è condannato a un anno di prigione e si rifugia in Inghilterra.

Torna in Francia nel 1899 e intraprende un terzo ciclo, I quattro Evangeli, Fecondità, Lavoro, Verità, Giustizia (1899-1903), dove esprime le sue idee umanitarie. Tuttavia, la stagione del Naturalismo è ormai esaurita e il clima culturale è dominato da altre tendenze.

Emile Zola muore il 29 settembre 1902 asfissiato dalle esalazioni di una stufa. Le circostanze della morte sono però poco chiare e si sospetta un attentato per vendetta, in conseguenza delle posizioni assunte da Zola nell’Affare Dreyfus.

Emile Zola – la poetica

Zola è considerato il caposcuola del Naturalismo, il movimento letterario che si afferma in Francia negli anni Settanta dell’Ottocento.

Il Naturalismo si propone di trasformare il romanzo in uno strumento di analisi scientifica della realtà, basandosi sulla convinzione che i fenomeni spirituali sono prodotti della fisiologia dell’uomo e dell’ambiente in cui egli vive.

Il più convinto assertore di questo metodo è proprio lo scrittore francese Emile Zola. Egli, nel saggio Il romanzo sperimentale (1880) espone i presupposti teorici della sua narrativa: il romanzo deve far proprio il metodo sperimentale delle scienze, applicandolo al campo della psicologia umana, intesa come prodotto di fattori ereditari e ambientali, per contribuire a correggere i mali della società.

Questa concezione della letteratura trova espressione nel ciclo di romanzi I Rougon-Macquart. Essi offrono un quadro completo della società francese in tutte le sue classi e nei suoi ambienti caratteristici, come la Parigi operaia rappresentata nell’Assomoir (1877) o il mondo delle miniere descritto in Germinal (1885).