Enrico VIII e le sue sei mogli
Enrico VIII e le sue sei mogli

Enrico VIII, re d’Inghilterra della casata Tudor, nacque a Londra il 28 giugno 1491, secondo figlio di Enrico VII ed Elisabetta di York. Salì al trono il 21 aprile del 1509.

Enrico VIII fu un uomo pieno di energia e di entusiasmo, abilissimo nelle attività fisiche, nella caccia, nella musica e nella danza. Aveva un’eccezionale prestanza fisica: alto, atletico, capelli fulvi e occhi cerulei, con la sua voce tonante e la fragorosa risata ben sapeva come conquistare la simpatia generale. Ma Enrico aveva anche un orgoglio e un egocentrismo smisurati ed era capace di memorabili scatti d’ira, che negli anni a venire lo avrebbero portato a seminare morte e disperazione all’interno della sua stessa famiglia.

Enrico VIII per le sue posizioni antiluterane e filopapali ebbe inizialmente il titolo di defensor fidei, “difensore della fede”. Questo titolo gli venne donato da papa Leone X dopo che nel 1521, su suggerimento del suo fido consigliere cattolico Thomas More (Tommaso Moro), scrisse in latino una difesa dei sette sacramenti in cui, tra l’altro, confutò poprio la desacralizzazione luterana del matrimonio, con parole che durante la sua movimentata esistenza avrebbe clamorosamente smentito coi fatti.

L’11 giugno 1509 Enrico VIII sposò Caterina d’Aragona. Figlia di Isabella e Ferdinando di Spagna, fu regina dal 1509 al 1533. Caterina era una donna colta, pia e intelligente, molto amata dal popolo anche per la sua opera a favore dei poveri. Due anni prima di sposare Enrico era stata ambasciatore spagnolo in Inghilterra, prima donna nella storia a ricoprire tale carica. Sapeva fin dall’infanzia che sarebbe diventata regina d’Inghilterra. Per Enrico VII, padre di Enrico e primo re Tudor, era assolutamente necessario legarsi alla casa di Spagna: era stimato per aver messo fine alla lunga Guerra delle Due Rose tra York e Lancaster, ma la sua casata non aveva abbastanza prestigio. Si accordò con Ferdinando di Aragona: Caterina sposò, a sedici anni, prima il fratello maggiore di Enrico, che morì dopo pochi mesi, e poi lo stesso Enrico.
Da Enrico ebbe quattro figli, tra i quali due maschi, che nacquero morti o morirono dopo pochi giorni; sopravvisse solo Maria (futura Maria I Tudor). Questa catena di disgrazie convinse Enrico VIII che non avrebbe mai avuto un erede maschio da un matrimonio che ormai riteneva “maledetto”.

Nel 1525 Enrico VIII conobbe Anna Bolena, affascinante damigella di sua moglie, e nel 1527 decise di divorziare per sposarla e avere un figlio maschio.

Enrico VIII chiese allora al papa Clemente VII di annullare il matrimonio con Caterina. Nonostante le motivazioni addotte, il papa riteneva il divorzio con Caterina d’Aragona impossibile, perché l’imperatore Carlo V d’Asburgo era nipote di Caterina ed egli non voleva renderselo nemico: il Sacco di Roma da parte delle sue truppe era un trauma ancora recente e Clemente VII negò il divorzio, preferendo inimicarsi Enrico VIII piuttosto che l’imperatore, sulla cui alleanza contava per combattere il protestantesimo. Allora Enrico VIII cominciò a esercitare pressioni sul papa, arrivando alla sopressione dell’indipendenza degli ecclesiastici inglesi e arrogandosi il diritto di nominare i vescovi.

Nel gennaio del 1533 Enrico VIII sposò la sua seconda moglie Anna Bolena e nel maggio dello stesso anno il precedente matrimonio con Caterina d’Aragona fu dichiarato ufficialmente nullo dall’arcivescovo di Canterbury. Enrico VIII venne scomunicato. Il re rispose allora con l’Atto di supremazia, che lo dichiarava unico capo della Chiesa d’Inghilterra (che venne chiamata Chiesa anglicana). Chi rifiutò di accettare con giuramento il provvedimento e di riconoscere il nuovo matrimonio del re con il relativo ordine di successione al trono, fu considerato reo di alto tradimento e punito con la morte (tra questi: il cardinale Thomas Wolsey, l’arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer e Thomas Cromwell). Lo scisma era ormai compiuto.

Anna Bolena fu regina dal 1533 al 1536. Da Anna Bolena Enrico VIII ebbe un’altra figlia, la futura regina Elisabetta I. Caduta in disgrazia per aver generato una bambina e accusata di adulterio, Anna Bolena fu fatta decapitare assieme al presunto amante (19 maggio 1536). Con lei furono mandati a morte anche molti dei suoi familiari.

Ad Anna Bolena seguirono altre quattro mogli.

La terza fu Jane Seymour. Fu regina dal 1536 al 1537. Anch’essa dama di corte, si sospettò che avesse tramato con Enrico VIII per costruire false accuse contro Anna Bolena. Diede al re un maschio, il futuro Edoardo VI. La gioia fu tale che, per assicurargli la successione al trono, Enrico VIII fece dichiarare illeggittime le due figlie Maria ed Elisabetta, condannandole a un’infanzia triste e solitaria. La terza moglie morì di parto.

La quarta moglie fu Anna di Clèves. Fu regina dal gennaio al luglio del 1540.
Principessa tedesca; non conosceva una parola d’inglese; divenne subito odiosa al re e fu ripudiata dopo pochi mesi. Non generò figli.

La quinta moglie fu Caterina Howard. Fu regina dal 1540 al 1542.
Adolescente, damigella di corte e cugina di Anna Bolena. Sospettata anche lei di adulterio, fu condannata al patibolo con tutti i suoi congiunti.

La sesta moglie fu Caterina Parr. Fu regina dal 1543 al 1547.
Altra dama di corte, ma questa volta più matura (aveva trent’anni). Due volte vedova e avezza al comando. Fu una moglie arguta, sensibile, posata e una matrigna affettuosa per i tre figli di Enrico VIII, ormai prossimo alla morte e sempre più intrattabile, obeso e poco amato, molto diverso dal giovane brillante e allegro che era stato.
Alla morte di Enrico VIII (28 gennaio 1547) Caterina Parr sposò Thomas Seymour, fratello di Jane Saymour (era stata la terza moglie di Enrico VIII). Il 30 agosto Caterina partorì la sua unica figlia, Mary, e pochi giorni dopo, il 5 settembre 1548, Caterina Parr morì.
Riguardo la bambina, Mary, dopo che ebbe compiuto due anni non si seppe più nulla di lei, probabilmente morì, poco dopo aver compiuto il secondo anno di età.

Questo argomento è tratto da Riassunti di Storia – volume 6 (eBook).