Le sei mogli di Enrico VIII, re d’Inghilterra dal 1509 al 1547, furono Caterina d’Aragona (divorziata), Anna Bolena (decapitata), Jane Seymour (deceduta), Anna di Clèves (divorziata), Caterina Howard (decapitata), Caterina Parr (sopravvissuta). Sono tutte figure centrali nella storia inglese del XVI secolo. I sei matrimoni di Enrico, dovuti alla sua spasmodica ricerca di un erede maschio, ebbero infatti conseguenze politiche e religiose enormi, tra cui la rottura con la Chiesa di Roma e la nascita della Chiesa anglicana.
L’ossessione di Enrico VIII per un erede maschio
Enrico VIII era solo il secondo sovrano della dinastia Tudor. Suo padre, Enrico VII, aveva conquistato il trono ponendo fine a trent’anni di guerra civile (la Guerra delle Due Rose) scatenata proprio da dispute di successione. Enrico temeva che lasciare il regno a una donna avrebbbe riaperto tali conflitti. All’epoca, infatti, sebbene in teoria una donna potesse regnare, si riteneva che una regina donna non fosse in grado di governare da sola, di imporsi sui nobili o di comandare l’esercito in battaglia. Inoltre si temeva che una regina potesse sposare un nobile straniero, ponendo l’Inghilterra sotto il controllo di un’altra nazione.
Paradossalmente, il regno di sua figlia Elisabetta I, una delle figure femminili più potenti della storia inglese, dimostrò che le paure di Enrico erano infondate, ma la sua ossessione portò allo scisma anglicano e a decenni di intrighi.
Le sei mogli di Enrico VIII
Caterina d’Aragona: divorziata
L’11 giugno 1509 Enrico VIII sposò Caterina d’Aragona. Figlia di Isabella e Ferdinando di Spagna, fu regina dal 1509 al 1533.
Caterina era una donna colta, pia e intelligente, molto amata dal popolo anche per la sua opera a favore dei poveri. Due anni prima di sposare Enrico era stata ambasciatore spagnolo in Inghilterra, prima donna nella storia a ricoprire tale carica.
Sapeva fin dall’infanzia che sarebbe diventata regina d’Inghilterra. Per Enrico VII, padre di Enrico e primo re Tudor, era assolutamente necessario legarsi alla casa di Spagna. Era stimato per aver messo fine alla lunga Guerra delle Due Rose tra York e Lancaster, ma la sua casata non aveva abbastanza prestigio. Si accordò allora con Ferdinando di Aragona: Caterina sposò, a sedici anni, prima Arturo, il fratello maggiore di Enrico, che morì dopo pochi mesi, e poi lo stesso Enrico.
Da Enrico ebbe quattro figli, tra i quali due maschi, che nacquero morti o morirono dopo pochi giorni. Sopravvisse solo Maria (futura Maria I Tudor), nata nel 1516. Questa catena di disgrazie convinse Enrico VIII che non avrebbe mai avuto un erede maschio da un matrimonio che ormai riteneva “maledetto”, a causa del precedente matrimonio di Caterina con suo fratello Arturo. Enrico infatti interpretò la mancata nascita di un erede maschio vivo come una punizione di Dio per aver sposato la cognata, nonostante Caterina avesse sempre giurato che il suo matrimonio con Arturo non fosse mai stato consumato.
Lo Scisma con la Chiesa di Roma
Nel 1525 Enrico VIII conobbe Anna Bolena, affascinante damigella di sua moglie, e nel 1527 decise di divorziare da Caterina per sposare Anna e avere un figlio maschio.
Enrico VIII chiese allora al papa Clemente VII di annullare il matrimonio con Caterina. Nonostante le motivazioni addotte, il papa riteneva il divorzio con Caterina d’Aragona impossibile, perché l’imperatore Carlo V d’Asburgo era nipote di Caterina ed egli non voleva renderselo nemico: il Sacco di Roma da parte delle sue truppe era un trauma ancora recente e Clemente VII negò il divorzio, preferendo inimicarsi Enrico VIII piuttosto che l’imperatore, sulla cui alleanza contava per combattere il protestantesimo. Allora Enrico VIII cominciò a esercitare pressioni sul papa, arrivando alla sopressione dell’indipendenza degli ecclesiastici inglesi e arrogandosi il diritto di nominare i vescovi.
Anna Bolena (decapitata)
Nel gennaio del 1533 Enrico VIII sposò la sua seconda moglie Anna Bolena e nel maggio dello stesso anno il precedente matrimonio con Caterina d’Aragona fu dichiarato ufficialmente nullo dall’arcivescovo di Canterbury.
Enrico VIII Tudor venne scomunicato. Il re rispose allora con l’Atto di supremazia, che lo dichiarava unico capo della Chiesa d’Inghilterra (che venne chiamata Chiesa anglicana). Chi rifiutò di accettare con giuramento il provvedimento e di riconoscere il nuovo matrimonio del re con il relativo ordine di successione al trono, fu considerato reo di alto tradimento e punito con la morte (tra questi: il cardinale Thomas Wolsey, l’arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer e Thomas Cromwell). Lo scisma era ormai compiuto.
Anna Bolena fu regina dal 1533 al 1536. Da Anna Bolena Enrico VIII ebbe un’altra figlia, la futura regina Elisabetta I. Caduta in disgrazia per aver generato una bambina e accusata di adulterio, Anna Bolena fu fatta decapitare assieme al presunto amante (19 maggio 1536). Con lei furono mandati a morte anche molti dei suoi familiari.
Jane Seymour (deceduta)
La terza moglie di Enrico VIII fu Jane Seymour. Fu regina dal 1536 al 1537. Anch’essa dama di corte, si sospettò che avesse tramato con Enrico VIII per costruire false accuse contro Anna Bolena. Nel 1537 diede al re un maschio, il futuro Edoardo VI. La gioia fu tale che, per assicurargli la successione al trono, Enrico VIII fece dichiarare illegittime le due figlie Maria ed Elisabetta, condannandole a un’infanzia triste e solitaria. Jane Seymour morì pochi giorni dopo il parto.
Anna di Clèves (divorziata)
La quarta moglie fu Anna di Clèves. Fu regina dal gennaio al luglio del 1540.
Principessa tedesca, non conosceva una parola d’inglese; divenne subito odiosa al re e fu ripudiata dopo pochi mesi. Non generò figli.
Caterina Howard (decapitata)
La quinta moglie fu Caterina Howard. Fu regina dal 1540 al 1542.
Adolescente, damigella di corte e cugina di Anna Bolena. Sospettata anche lei di adulterio, fu condannata al patibolo con tutti i suoi congiunti.
Caterina Parr (sopravvissuta)
La sesta moglie fu Caterina Parr. Fu regina dal 1543 al 1547.
Altra dama di corte, ma questa volta più matura (aveva trent’anni). Due volte vedova e avezza al comando.
Fu una moglie arguta, sensibile, posata e una matrigna affettuosa per i tre figli di Enrico VIII (Maria, Elisabetta e Edoardo), ormai prossimo alla morte e sempre più intrattabile, obeso e poco amato, molto diverso dal giovane brillante e allegro che era stato.
Alla morte di Enrico ottavo (28 gennaio 1547) Caterina Parr sposò Thomas Seymour, fratello di Jane Saymour (era stata la terza moglie di Enrico VIII). Il 30 agosto Caterina partorì la sua unica figlia, Mary, e pochi giorni dopo, il 5 settembre 1548, Caterina Parr morì.
Riguardo la bambina, Mary, dopo che ebbe compiuto due anni non si seppe più nulla di lei, probabilmente morì, poco dopo aver compiuto il secondo anno di età.

