Elisabetta I d'Inghilterra
Elisabetta I d'Inghilterra ritratta intorno al 1588 per commemorare la disfatta dell'Invincibile Armata; sullo sfondo è raffigurato l'evento. Elisabetta tiene la mano sul globo, simbolo di autorità.

Elisabetta I Tudor nacque il 7 settembre 1533. Era figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena, la donna per la quale Enrico VIII aveva ripudiato Caterina d’Aragona, facendola poi decapitare (la stessa sorte toccò ad Anna Bolena).

Il 17 novembre 1558 Maria I Tudor (regina d’Inghilterra e Irlanda dal 19 luglio 1553) morì. Maria I Tudor era figlia di Enrico VIII e Caterina d’Aragona e moglie di Filippo II, re di Spagna. Era nota anche con gli appellativi di Maria la Cattolica e Maria la Sanguinaria (Bloody Mary).
Essendo morta senza lasciare eredi, le successe la sorellastra Elisabetta I Tudor.

I primi anni di regno di Elisabetta I Tudor

Quando Elisabetta I salì al trono aveva 25 anni e il popolo la salutò come una liberatrice. I cattolici avrebbero potuto contestare la validità di questa successione, poiché la regina era figlia di genitori scomunicati ed era nata da un matrimonio che il papa aveva dichiarato sacrilego. Tutti attendevano la prossima mossa del «cattolicissimo» re di Spagna, ma Filippo II si guardò bene dal contestare la validità della successione al trono inglese.

Infatti, Maria Stuart (una lontana cugina di Elisabetta), futura regina di Scozia e moglie di Francesco II, re di Francia dal 1559, era anche la più diretta erede al trono inglese dopo Elisabetta I. Se quest’ultima fosse stata spodestata, Maria Stuart avrebbe unito nella sua persona le due corone e suo marito avrebbe di fatto governato su entrambe le sponde della Manica. Filippo II era talmente convinto di dover scongiurare questa eventualità che chiese persino Elisabetta I in moglie. Filippo le fece una corte serrata, alla quale Elisabetta I rispose mostrandosi ora cedevole, ora impossibilitata ad assecondarlo. In realtà Elisabetta cercava solo di prendere tempo usando tutte le astuzie femminili per preparare la nazione a quello che giudicava uno scontro inevitabile.

Filippo continuava a mantenere verso Elisabetta I un atteggiamento amichevole, finché non si verificarono due eventi: la decapitazione di Maria Stuart e la scoperta della vera natura dei corsari.

La decapitazione di Maria Stuart

Il primo fu la decapitazione di Maria Stuart. Maria Stuart, regina di Scozia, cattolica e amica personale di Filippo II e del papa, era stata costretta ad abdicare perché accusata di aver messo una bomba nella stanza da letto di suo marito facendolo saltare in aria.

Fuggita dalla Scozia si era rifugiata da Elisabetta I, restandovi per venti anni. Per tutto questo periodo la Stuart ordinò congiure per impadronirsi del trono dei Tudor. Alla fine, scoperto un attentato alla vita della regina Elisabetta I, il Parlamento inglese votò la sua condanna a morte.

L’intera Europa cattolica rimasta fedele al papa fece di lei una martire: si trattava di una regina cattolica uccisa da una regina anglicana. L’Europa cattolica chiese di vendicarla. Ma ciò che convinse il re di Spagna, Filippo II, a intervenire contro l’Inghilterra fu la contemporanea scoperta della vera natura dei corsari.

I corsari agli ordini di Elisabetta I

Il corsaro (in inglese privateer), a differenza del pirata in senso stretto, era un uomo fedele al proprio Paese e al proprio sovrano, era in un certo senso un suo dipendente. Ebbene, Elisabetta I voleva il controllo dei commerci transoceanici e ciò significava mettere l’Inghilterra in concorrenza con la Spagna: una nazione ancora debole e militarmente impreparata, che però possedeva in America territori vastissimi.

Elisabetta I ordinò quindi ai corsari di attaccare le basi spagnole ai Caraibi. Lì infatti le navi cariche d’argento provenienti dal Sudamerica facevano sosta prima di affrontare l’Atlantico in direzione dell’Europa.
I corsari distruggevano le navi, caricavano il bottino e poi lo dividevano con la Corona inglese. Sapevano però che, se venivano presi, l’Inghilterra non li avrebbe protetti: il loro rapporto con la Elisabetta I doveva restare segreto.

Tra i molti corsari inglesi, il più celebre fu Francis Drake. Questi, tra il 1577 e il 1580, compì la seconda circumnavigazione del globo, ripetendo l’impresa di Magellano e portando le navi inglesi nei mari dell’Estremo Oriente, dove fino ad allora erano penetrati solo i portoghesi. Elisabetta I ricompensò il corsaro per i servizi resi alla Corona con denaro e prestigio, attribuendogli il titolo di sir.

Nell’agosto del 1588 sir Francis Drake al comando di 50 piccoli galeoni e 24 navi corsare annientò la Invincibile Armata spagnola, nel Canale della Manica. Come fu possibile?

L’Invincibile Armata è sconfitta dalla marina inglese

Secondo la tradizione, i pezzi forti di una flotta erano i grandi galeoni con a poppa alte costruzioni in legno, chiamate “castelli”, che ospitavano le truppe di fanteria. Queste dovevano intervenire nella battaglia saltando sulla nave nemica dopo l’abbordaggio (un pò come facevano gli antichi romani quando usavano i “corvi”).

Il corsaro John Hawkins, al quale Elisabetta I aveva affidato l’incarico di costruire nuove navi e di organizzare la flotta, invece, costruì galeoni molto piccoli e privi di castello di poppa, facili da manovrare e muniti di molti cannoni.

Il comando delle navi, poi, non fu affidato, come in Spagna, ai nobili del regno, che spesso salivano per la prima volta su una nave il giorno stesso della battaglia, bensì a marinai esperti. Tutto ciò unito a continui azioni di disturbo durante tutto l’attraversamento della Manica (ad esempio le barchette piene di polvere da sparo che gli inglesi spingevano contro i galeoni nemici facendoli esplodere) e tremende tempeste fecero il resto. Dopo aver perso metà delle loro navi, gli spagnoli abbandonarono l’impresa e tornarono in patria.

Elisabetta seppe di aver vinto solo molte settimane dopo la battaglia della Manica, quando sulle spiagge settentrionali, al confine con la Scozia, le maree gettarono fasciami di navi e migliaia di cadaveri. Elisabetta I divenne un mito, aveva gettato le basi del futuro predominio inglese nel mondo.

Letteratura e teatro al tempo di Elisabetta I

Elisabetta diede forte impulso anche alla cultura. Durante il suo regno fiorì il più grande genio letterario inglese, William Shakespeare, allora giovanissimo ma già poeta e autore affermato. La corte proteggeva gli artisti; popolani e borghesi riempivano i teatri inglesi dove si rappresentavano opere per tutti i gusti, dalle tragedie alle commedie. Fiorivano le tipografie e le biblioteche, si aprivano nuove Università.

Gli ultimi anni di regno e la morte di Elisabetta I

I suoi ultimi anni furono afflitti da nuove congiure, tradimenti, malattie e dalla morte di tutti i suoi cari: dalla dama che l’aveva allevata all’uomo che non aveva mai voluto sposare ma che era stato il compagno della sua vita, Robert Dudley, conte di Leicester.

Elisabetta I, la “regina vergine”, colei che non aveva mai voluto sposarsi perché come amava dire ai suoi pretendenti: “il mio sposo è l’Inghilterra”, morì il 24 marzo 1603.

Questo argomento è tratto da Riassunti di Storia – volume 6 (eBook)