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Guerre civili romane riassunto facile

Le guerre civili romane furono tre e coprono un lungo periodo della storia romana. Cominciarono dopo la repressione delle riforme dei fratelli Tiberio e Caio Gracco e terminarono con la battaglia di Azio.

La prima guerra civile vide l’opposizione di Mario e Silla (88-82 a.C.); la seconda vide invece per protagonisti Cesare e Pompeo (49-45 a.C.); la terza infine scoppiò prima contro i cesaricidi (gli uccisori di Cesare) e poi tra Ottaviano e Antonio (44-31 a.C.).

Guerre civili romane: la prima guerra civile tra Mario e Silla, 88-82 a.C.

Dopo la sconfitta dei fratelli Tiberio e Caio Gracco, la classe politica romana si ritrovò divisa in due gruppi:

  • gli ottimati, guidati dal generale Cornelio Silla. Essi difendevano i privilegi dei patrizi e controllavano la vita politica della città;
  • i popolari, guidati dal generale Caio Mario, a capo dei plebei (contadini, artigiani e commercianti). Chiedevano riforme agrarie e la limitazione del potere del Senato.

Lo scontro si trasformò presto nella prima guerra civile romana (88-82 a.C.), che vide vittorioso Silla. Silla nell’82 a.C. si fece nominare dittatore a vita, abolì le leggi in favore della plebe e tolse potere ai tribuni. Per un approfondimento leggi Mario e Silla guerra civile del 88-82 a.C.

Alla morte di Silla, a Roma i contrasti ripresero più violenti. Il Senato affidò il comando a Gneo Pompeo, un generale che si alleò con altri due potenti comandanti: Marco Licinio Crasso e Caio Giulio Cesare. I tre nel 60 a.C. strinsero un patto, il primo triumvirato, con il quale si impegnavano a governare di comune accordo.

 

Cesare fu nominato console nel 59 a.C. e con il suo esercito andò a reprimere le rivolte nella Gallia Cisalpina (Pianura Padana) e Narbonense (sud della Francia), quindi conquistò i territori delle altre tribù celtiche (centro e nord della Francia). La vittoria gli portò grande prestigio.

Guerre civili romane: la seconda guerra civile tra Cesare e Pompeo, 49-45 a.C.

Temendo che Cesare potesse prendere il potere, Pompeo, dopo la morte di Crasso nel 53 a.C., si fece nominare dal Senato console unico. Poi ordinò a Cesare di lasciare l’esercito e di rientrare a Roma da privato cittadino. Cesare non ubbidì e nel 49 a.C. tornò verso Roma alla testa del suo esercito.

Tra Cesare e Pompeo scoppiò allora la seconda guerra civile romana. Pompeo fuggì in Grecia, dove fu sconfitto da Cesare a Farsalo. Chiese poi ospitalità alla corte d’Egitto, dove alcuni funzionari per ingraziarsi Cesare lo fecero uccidere. Cesare sconfisse le ultime forze pompeiane nel 45 a.C., a Munda, in Spagna. Per un approfondimento leggi Guerra civile del 49-45 a.C. Cesare contro Pompeo.

 

Cesare rientrò poi a Roma e si fece nominare dittatore a vita. Era amato dalla plebe, ma malvisto dai senatori e dagli aristocratici perché aveva troppo potere. Fu quindi organizzata una congiura contro di lui e il 15 marzo del 44 a.C. fu pugnalato e ucciso.

Guerre civili romane: la terza guerra civile tra Ottaviano e Antonio, 44-31 a.C.

Morto Cesare, i suoi sostenitori Ottaviano, figlio adottivo dell’imperatore, Marco Antonio, ufficiale dell’esercito di Cesare, e il generale Emilio Lepido nel 43 a.C. strinsero un accordo e diedero vita al secondo triumvirato.

I tre si divisero il governo delle province: a Ottaviano spettarono l’Italia e le province dell’Occidente; a Marco Antonio l’Oriente; a Lepido l’Africa.

 

Tra i tre sorsero presto rivalità, in particolare tra Ottaviano e Antonio, il quale si impossessò anche del dominio dell’Egitto sposando la regina Cleopatra. Scoppiò una vera e propria guerra civile e Ottaviano sconfisse Antonio nella battaglia di Azio, in Grecia, nel 31 a.C. Per un approfondimento leggi Guerra civile del 44-31 a.C. Ottaviano contro Antonio.

Rimasto solo (Lepido si era ritirato a vita privata), Ottaviano assunse tutte le cariche diventando il capo politico (con il titolo di “principe del Senato”), militare (con il titolo di imperator), religioso (pontefice massimo), di fatto un imperatore. Il Senato nel 27 a.C. gli conferì l’appellativo di Augusto, cioè “degno di essere venerato”, che entrò di fatto a far parte del suo nome, Ottaviano Augusto. Terminava il periodo della Repubblica e iniziava l’Impero di Roma, che sarebbe durato fino al 476 d.C.

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