La caduta dell'Impero romano d'Occidente
L'Europa e il Mediterraneo nel 476

La caduta dell’Impero romano d’Occidente viene fissata convenzionalmente dagli storici nel 476, anno in cui Odoacre depone l’ultimo imperatore romano d’Occidente, Romolo Augustolo.

La caduta dell’Impero romano d’Occidente: gli avvenimenti

Nel 395 muore l’imperatore Teodosio e l’Impero di Roma è diviso tra i suoi due figli: ad Arcadio la parte orientale, a Onorio la parte occidentale.

Mentre Arcadio segue una politica autonoma, Onorio accetta la tutela del generale vandalo Stilicone (per un approfondimento leggi Stilicone: il vandalo difensore dell’Impero romano).
Nel 402 e nel 406 Stilicone sconfigge i Goti di Alarico, ma poi scende a patti con loro. Nel 404 la capitale occidentale viene trasferita a Ravenna. Nel 408 Stilicone viene decapitato.

Dal 409 Vandali, Svevi e Alamanni premono in Spagna e in Gallia. Nel 410 i Visigoti di Alarico saccheggiano Roma (per un approfondimento leggi 24 agosto 410 d.C. il Sacco di Roma).

Ataulfo, il successore di Alarico, fonda il primo regno barbarico nelle Gallie.

Nel 429 i Vandali di Genserico conquistano Cartagine e s’impadroniscono della provincia d’Africa.

Nel 450 l’Impero deve fare i conti con gli Unni. Essi riscuotono un tributo sia dall’impero d’Occidente, cha da quello d’Oriente. Quando i due imperi di comune accordo cessano di pagare, Attila guida le sue schiere all’invasione dell’Occidente. Attila viene sconfitto dal generale Ezio nella battaglia dei Campi Catalaunici (451), in Gallia.

L’anno dopo Attila penetra in Italia; devasta Aquileia e giunge fino alla Pianura Padana, dove si attesta presso Mantova. Qui viene raggiunto da papa Leone I inviato dal senato romano per dissuaderlo. Attila, dopo l’incontro con il pontefice, si ritira con il suo esercito rinunciando di fatto a conquistare Roma (per un approfondimento leggi 8 giugno 452: Attila invade l’Italia).

Nel 455 i Vandali saccheggiano Roma. Dopo la successione di vari imperatori, nel 476 viene posto sul trono Romolo Augustolo, subito deposto dal generale di stirpe germanica Odoacre.

Odoacre esilia Romolo Augustolo in Campania e invia le insegne imperiali a Costantinopoli: questo gesto sta a significare che l’unico imperatore romano è ormai quello dell’Impero romano d’Oriente. Odoacre si proclama «re delle genti» (rex gentium) e governa l’Italia in quanto «patrizio» riconosciuto dall’Impero d’Oriente. Questo atto segna la fine dell’Imepro romano d’Occidente.

Il 476 segna convenzionalmente l’inizio del Medioevo.

La caduta dell’Impero romano d’Occidente: le cause

La crisi e la caduta dell’Impero romano d’Occidente è dovuta a molteplici cause.

Il meccanismo incomincia a incepparsi sotto Marco Aurelio, quando l’impero è colpito da una gravissima epidemia di peste: la manodopera disponibile nei settori vitali dell’economia diminuisce drasticamente, la produzione crolla, i prezzi aumentano.

Tutto questo accade mentre gli eserciti romani sono impegnati contro i Germani e contro i Persiani. I sudditi sono quindi chiamati a fornire tributi sempre più ingenti proprio nel momento in cui le loro risorse si affievoliscono progressivamente.

A tutto questo si aggiungano: le disuglianze sociali tra i pochi privilegiati che vivono nel lusso e la massa della popolazione che vive nella povertà; la corruzione degli amministratori; la mancanza di consenso nei confronti del governo; le incursioni delle popolazioni germaniche e parallelamente l’indebolimento della potenza militare romana.

Di conseguenza sono sempre di più i soldati germanici impiegati per rafforzare le file dell’esercito romano e molti barbari riescono a raggiungere alte cariche militari. Infatti i comandanti dell’esercito sono quasi sempre di stirpe germanica e sono proprio questi generali a governare realmente la parte occidentale dell’impero durante il V secolo.