Cleopatra e Giulio Cesare (1866) di Jean-Léon Gérôme

Riassunto di storia: la vita di Cleopatra, Cleopatra e Cesare, Cleopatra e Antonio, la battaglia di Azio, la morte.

Da quando Alessandro Magno aveva distrutto l’impero persiano, l’Egitto, con il prestigio della sua millenaria cultura, era sottoposto al dominio greco.

Il regno ellenistico d’Egitto fu fondato attorno al 300 a.C. da uno dei generali di Alessandro, Tolomeo; i suoi successori, che presero tutti invariabilmente il nome di Tolomeo, regnarono sull’Egitto per circa 250 anni. L’ultimo sovrano di questa dinastia fu invece una donna.

Si chiamava Cleopatra ed era figlia del re Tolomeo XII detto Aulete («flautista»). Quando questi morì, nel 51 a.C., Cleopatra aveva 17 anni; il padre l’aveva nominata coerede al trono, assieme al fratello Tolomeo XIII, ma ben presto i due fratelli vennero a contrasto.

Tolomeo XIII, che era ancora un ragazzo, spinto dai suoi consiglieri, pensò che fosse opportuno rendersi amico Cesare, che aveva appena sconfitto Pompeo nella battaglia di Farsalo (48 a.C.)fu per questo che Pompeo, il quale si era rifugiato in Egitto, finì assassinato.

Poco dopo Cesare arrivò ad Alessandria, la capitale del regno. Si racconta che Cleopatra si sia fatta portare da lui avvolta in un tappeto, e che Cesare sia stato immediatamente sedotto dal fascino di questa ragazza giovanissima ma di cultura e personalità straordinarie.

I due divennero amanti, e Cleopatra, che nel frattempo Cesare aveva confermato sul trono d’Egitto sconfiggendo le truppe del partito avverso, partì con il generale vittorioso per un viaggio sul Nilo.

Poco dopo, la regina diede alla luce un bambino che fu chiamato Cesarione. Forse Cleopatra, che era anche una mente politica raffinatissima, pensava di fondare una dinastia greco-romana che avrebbe dominato su tutto l’Oriente. Lei e il bambino seguirono Cesare a Roma e si sistemarono in un fastoso palazzo, ma dopo l’assassinio di Cesare si affrettarono a tornare in Egitto.

Cleopatra non era però una donna capace di rassegnarsi al ruolo di regina di uno stato satellite di Roma, come ormai l’Egitto era diventato. Così, dopo che Marco Antonio sconfisse nella battaglia di Filippi (42 a.C.) l’esercito degli uccisori di Cesare, ella seppe entrare nelle sue grazie e diventare la sua compagna, sebbene Marco Antonio fosse legato da un matrimonio politico con Ottavia, la sorella di Ottaviano (il futuro Augusto).

Antonio e Cleopatra (1885) di Lawrence Alma-Tadema
Antonio e Cleopatra (1885) di Lawrence Alma-Tadema

Di fatto, Cleopatra governava le province orientali con Marco Antonio, che ormai considerava Alessandria come la sua capitale, al punto che nel 34 a.C. celebrò il suo Trionfo sugli Armeni ad Alessandria anziché a Roma.

Ma il conflitto con Ottaviano e con la parte occidentale del mondo romano era alle porte: prevenendo l’attacco nemico, Cleopatra e Marco Antonio condussero il loro esercito ad Azio, in Grecia, predisponendosi a dare battaglia. Fu qui che nel 31 a.C. avvenne lo scontro decisivo: la flotta di Marco Antonio venne completamente sconfitta, anche perché Cleopatra, che comandava il contingente di navi egiziane, nel momento decisivo, anziché entrare in battaglia per dare l’assalto finale alla flotta nemica, fuggì seguita da Antonio.

I due si rifugiarono in Egitto, incalzati dal vincitore. Quando Ottaviano fu alle porte di Alessandria, a Marco Antonio venne portata le falsa notizia che Cleopatra si era suicidata. Egli allora si gettò sulla propria spada e morì poco dopo tra le braccia di Cleopatra, che nel frattempo era accorsa vicino a lui.

La regina lo seguì ben presto nella tomba: dopo un vano tentativo di accattivarsi la simpatia di Ottaviano, che rimase insensibile al suo fascino, Cleopatra si suicidò facendosi mordere da un serpente velenoso per evitare di essere trascinata nel Trionfo del suo vincitore a Roma. Così Plutarco descrive questo evento:«Si racconta che l’aspide (cioé il serpente) fu portato a Cleopatra dentro un cesto di fichi e che la regina avesse dato l’ordine di nasconderlo tra le foglie perché il rettile la mordesse senza che lei se ne accorgesse; ma quando tolse i fichi lo vide e disse: “Eccolo è qui”. Denudò allora il braccio e l’offrì al morso dell’animale. Poco prima aveva scritto una lettera a Ottaviano pregandolo di seppellirla accanto ad Antonio; le guardie che la custodivano si precipitarono nella stanza dove era tenuta prigioniera e la trovarono già morta, distesa sul suo letto d’oro. Accanto a lei giacevano, anch’esse morte, le sue due ancelle preferite».

Morte di Cleopatra (1525) di Rosso Fiorentino
Morte di Cleopatra (1525) di Rosso Fiorentino