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Battaglia di Azio: contesto storico, cause, conseguenze

La battaglia di Azio si svolse il 2 settembre 31 a.C., al largo della costa occidentale della Grecia. La flotta di Ottaviano, guidata da Marco Vipsanio Agrippa, sconfisse quelle di Marco Antonio e della regina d’Egitto Cleopatra. La battaglia di Azio segnò la fine della Repubblica romana e l’inizio dell’Impero romano, con Ottaviano Augusto.

Battaglia di Azio – Contesto storico

Per capire come si arrivò alla battaglia di Azio, bisogna partire dall’assassinio di Giulio Cesare, perché la sua morte portò allo scontro tra i suoi eredi, che culminò nello scontro finale ad Azio, nella Grecia occidentale.

L’assassinio di Giulio Cesare e la lotta per il potere

Dopo l’assassinio di Giulio Cesare il 15 marzo del 44 a.C., la successione fu contesa da Marco Antonio, generale di Cesare, e Ottaviano, pronipote e figlio adottivo di Cesare. A sostenere Marco Antonio c’era pure Marco Emilio Lepido, un altro generale tra i più vicini a Cesare.

Dal Secondo Triumvirato alla spartizione dei territori romani

Dopo mesi di tensioni e scontri politici, Antonio, Ottaviano e Lepido nel 43 a.C. firmarono un accordo politico-militare, il Secondo Triumvirato. L’accordo, che aveva lo scopo di stabilizzare lo Stato e vendicare l’assassinio di Cesare, portò alla battaglia di Filippi (42 a.C.), in Macedonia, nella quale l’esercito dei triumviri sconfisse i cesaricidi Bruto e Cassio. Dopo la vittoria, Antonio, Ottaviano e Lepido si spartirono i territori romani:

  • Ottaviano ebbe l’Occidente (Italia, Gallia e Spagna);
  • Antonio ricevette l’Oriente;
  • Lepido prese l’Africa.

Nel 36 a.C. Lepido venne estromesso dall’accordo e il triumvirato si riconfigurò come un accordo tra Ottaviano, che controllava i territori occidentali, e Marco Antonio, che controllava l’Oriente.

Battaglia di Azio – cause

Marco Antonio, nelle provincie orientali, si era intanto legato alla regina d’Egitto Cleopatra (umiliando la moglie Ottavia, sorella di Ottaviano) e agiva come un sovrano. Aveva inoltre donato dei territori romani a Cleopatra e ai figli che aveva avuto con lei, conferendo loro titoli regali. In più riconobbe Cesarione, il figlio che Cleopatra aveva avuto da Giulio Cesare, come legittimo erede di Cesare, minando la posizione di Ottaviano, dal momento che Cesarione avrebbe potuto rivendicare la sua eredità.

La svolta “orientalizzante” di Antonio e il suo insuccesso militare contro i Parti costituirono per Ottaviano una grande occasione per creare attorno a sé il vasto consenso di cui aveva bisogno per prevalere sul rivale. Ottaviano riuscì a presentarsi come il garante dell’Impero e del primato di Roma, ottenendo dal Senato prima la revoca dei poteri di Antonio, poi il consenso a marciare contro di lui.

La guerra, decisa con l’appoggio delle città italiche, del Senato e dei comizi, non fu dichiarata esplicitamente contro Antonio (per evitare l’implicazione di una guerra civile), ma contro Cleopatra, e venne presentata come una guerra in difesa della romanità contro il dispotismo straniero.

La battaglia di Azio

Le forze di Ottaviano erano comandate dal suo fedele luogotenente Marco Vipsanio Agrippa. Le grandi e pesanti navi egiziane si rivelarono meno agili e maneggevoli rispetto alle più piccole, veloci e meglio equipaggiate navi romane, che furono inoltre dotate dell’arpagone, cioè un rampone metallico, creato proprio da Agrippa, che permetteva di arpionare un’imbarcazione nemica e trascinarla sul fianco della propria nave per effettuare l’abbordaggio, consentendo il combattimento terrestre in cui i Romani erano maestri. Molte navi egiziane affondarono o furono bruciate. La flotta di Cleopatra fuggì verso il mare aperto e Antonio la seguì con altre navi, con destinazione Egitto. La flotta di Antonio, priva del suo comandante, combatté valorosamente, ma fu infine sopraffatta.

Dopo la battaglia di Azio: conseguenze

Passarono alcuni mesi. Senza affrettarsi, Ottaviano condusse l’esercito alla volta di Alessandria. Marco Antonio chiese di instaurare trattative, offrendo tutto pur di salvare Cleopatra, ma Ottaviano lo snobbò. Anche Cleopatra cercò di trattare, ma di nascosto di Antonio, del quale offriva la vita al vincitore, pur di salvare sé stessa e i suoi figli.

Quando a Marco Antonio venne portata la falsa notizia che Cleopatra si era suicidata, egli si gettò sulla propria spada e morì poco dopo, tra le braccia di Cleopatra, che nel frattempo era accorsa vicino a lui (1° agosto del 30 a.C.).

La regina lo seguì ben presto nella tomba: dopo un vano tentativo di accattivarsi la simpatia di Ottaviano, che rimase insensibile al suo fascino, Cleopatra si suicidò facendosi mordere da un serpente velenoso per evitare di essere trascinata nel Trionfo del suo vincitore a Roma.

Ottaviano fece uccidere Cesarione e affidò i figli di Antonio e Cleopatra a sua sorella Ottavia. Il regno d’Egitto venne ridotto a provincia imperiale governata da un prefetto romano sul posto, mettendo così fine al regno dei Tolomei, l’ultimo ancora esistente tra i regni ellenistici fondati dai successori di Alessandro Magno. Il Senato stabilì per Marco Antonio la damnatio memoriae (fu il primo romano ad essere colpito da tale provvedimento).

Con la sconfitta di Antonio ebbero termine le guerre civili: Ottaviano Augusto era ormai il signore incontrastato di Roma e, con il suo principato, diede inizio a una nuova fase della storia di Roma: l’Impero romano.

 

 

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