la tirranide di pisistrato
Statua di guerriero agonizzante, marmo pario, lunghezza 159 cm., 490-480 a.C. Monaco, Glyptothek (dal frontone orientale del Tempio di Atena Aphaia, Egina)

La tirranide di Pisistrato e dei figli Ippia e Ipparco: riassunto di Storia schematico, semplice e completo

L’opera di Solone fu un passo verso la democrazia, ma i contrasti riesplosero e portarono alla tirranide di Pisistrato, un aristocratico giovane e ambizioso che nel 546 a.C. conquistò il governo assoluto della città, mantenendolo fino alla morte, nel 528 a.C.

La tirranide di Pisistrato non ebbe nulla di eccessivo o sanguinario:

  • assicurò ad Atene una fase di pace e di sviluppo;
  • aiutò la piccola proprietà terriera;
  • impose sui prodotti agricoli una tassa i cui proventi erano destinati ai contadini poveri;
  • istituì dei giudici “itineranti” per consentire ai contadini di ottenere giustizia senza doversi recare in città;
  • promosse molte opere pubbliche, che diedero impulso all’artigianato e lavoro ai lavoratori giornalieri;
  • favorì i commerci estendendo l’influenza ateniese nell’Egeo e nel mar Nero;
  • introdusse la dracma, la moneta d’argento con l’effigie di Atena da una parte e la civetta (uccello sacro alla dea) dall’altra. La dracma si diffuse ampiamente proprio grazie ai commerci e fu sino ad Alessandro Magno l’unità monetaria di base del mondo greco;
  • fece di Atene un importante centro culturale: realizzò la prima edizione scritta dei poemi omerici (Iliade e Odissea), diede ospitalità a importanti poeti e istituì le prime rappresentazioni teatrali.

Sotto Pisistrato Atene mantenne intatti i propri ordinamenti e le proprie leggi. Ma era solo apparenza: Atene era governata da un unico uomo, che interveniva direttamente nella nomina degli arconti e attribuiva le principali magistrature a uomini di fiducia. Tutto questo voleva dire che la polis, intesa come comunità di cittadini che si autogovernavano, non esisteva più.

Pisistrato morì nel 528 a.C. Gli successero i figli Ippia e Ipparco, che cercarono di proseguire la politica paterna.
Ipparco fu ucciso nel 514 a.C. in una congiura di nobili. Ippia diede allora al regime un carattere dispotico e autoritario che provocò una larga insofferenza. Fu espulso da Atene nel 510 a.C. per opera soprattutto di aristocratici che intendevano riacquistare il potere.

Una soluzione politica fu proposta da Clistene: ve ne parliamo in dettaglio qui