I nomi difettivi (dal latino deficere, “mancare”) mancano (cioè sono privi) o del singolare o del plurale. Qui di seguito troverete esempi di nomi difettivi per comprendere meglio l’argomento.

Si usano solo al singolare:

  • i nomi astratti come pietà, pazienza, sapienza, mansuetudine ecc.;

 

  • i nomi che indicano elementi unici: universo, equatore, zenit, occidente ecc.;

 

  • i nomi di alcune malattie: scarlattina, difterite, peste, colera ecc.;

 

  • i nomi di sensazioni fisiche come fame, sete, arsura ecc.;

 

  • i nomi di alcuni prodotti alimentari: latte, grano, mais, sale, pepe, riso ecc.;

 

  • i nomi di minerali o elementi chimici come mercurio, arsenico, idrogeno, alluminio ecc.;

 

  • i nomi collettivi come prole, fogliame, sudiciume, pietrame ecc.;

 

  • i nomi dei mesi e di alcune festività: marzo, luglio, Pasqua, Natale ecc.

Si usano solo al plurale:

  • i nomi che indicano cose accoppiate, come pantaloni, forbici, calzoni, occhiali ecc.;
  • i nomi che indicano cose molteplici, come redini, vettovaglie, viveri, dimissioni, dintorni, stoviglie ecc.;
  • i nomi derivati da plurali latini, come nozze, esequie, ferie, annali ecc.

Attenzione! Non mancano tuttavia nell’uso letterario, popolare o tecnico forme singolari come forbice, pantalone, calzone, stoviglia ecc.