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Predicato verbale e nominale come distinguerli e frasi di esempio

In questo articolo trovi una spiegazione semplice del predicato verbale e nominale, pensata per studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado che devono fare analisi logica in italiano. Puoi usare questa scheda come ripasso rapido prima di un compito in classe di analisi logica o di un’interrogazione di italiano, o per prepararti ai testi INVALSI.

Che cos’è il predicato verbale

Per prima cosa, chiariamo che cos’è il predicato. Il predicato è il verbo della frase. È l’elemento fondamentale della frase e indica l’azione compiuta o subita dal soggetto, oppure definisce lo stato del soggetto stesso. A seconda del tipo di verbo e del modo in cui la forma verbale è usata, il predicato si distingue in predicato verbale e predicato nominale.

Predicato verbale: definizione

Il predicato verbale è costituito da un verbo predicativo, cioè è formato da un verbo che abbia senso compiuto, che da solo è sufficiente affinché la frase sia completa. Il predicato verbale può essere un verbo transitivo o intransitivo, che può trovarsi in forma attiva, passiva o riflessiva ed esprime azioni o stati del soggetto.

Predicato verbale: frasi di esempio

  • Paolo dipinge un quadro. Dipinge: verbo transitivo attivo, perché l’azione è compiuta dal soggetto.
  • Paolo si pettina. Si pettina: verbo transitivo riflessivo, perché l’azione è compiuta e subita dal soggetto.
  • Maria è già arrivata. È arrivata: verbo intransitivo.
  • Maria è stata ferita. È stata ferita: verbo transitivo passivo, perché l’azione è subita dal soggetto.

Il predicato verbale concorda nel numero e nella persona con il soggetto:

  • Simona studia.
  • Sergio e Paola giocano.

Verbi servili, fraseologici e le forme perifrastiche

In analisi logica formano un unico predicato verbale:

  • i verbi servili (dovere, potere, volere) + l’infinito a cui si accompagnano: devo partire, non posso venire, voglio entrare;
  • i verbi fraseologici + l’infinito o il gerundio o il participio a cui si accompagnano: non mi lascio commuovere; sto leggendo; si sente abbandonato;
  • le forme perifrastiche, quelle cioè formate da perifrasi o giri di parole come: stare per, avere intenzione di, essere in procinto di, essere lì lì per, essere sul punto di, essere da, stavo per scriverti, ecc.

Che cos’è il predicato nominale

Il predicato nominale è formato da una voce del verbo essere unito a un nome o da una voce del verbo essere unito a un aggettivo riferito al soggetto, di cui in genere indica una qualità, uno stato o una caratteristica. In sintesi, possiamo affermare che: Predicato nominale = verbo essere + aggettivo/sostantivo.

Copula e parte nominale del predicato

La voce del verbo essere che costituisce il predicato nominale è chiamata copula (dal latino copula = unione, legame, collegamento), perché funge da legame tra il soggetto e la parte nominale del predicato, che è la vera portatrice di significato. La copula concorda con il soggetto nel numero e nella persona, come nei seguenti esempi:

  • Angela è dottoressa.
  • Angela e Teresa sono dottoresse.

La parte nominale del predicato, chiamata anche nome del predicato, è per lo più costituita da un aggettivo o da un nome che seguono il verbo essere. Tuttavia, possono costituire la parte nominale del predicato anche altre parti del discorso come i pronomi, i verbi, gli avverbi ecc. usati in forma sostantivata. Ad esempio:

  • pronome: Chiara non è più lei;
  • verbo: Questo è vivere!;
  • avverbio: Per oggi è abbastanza;
  • congiunzione: Il suo è un perché interessante.

Predicato nominale: frasi di esempio

  • Mario è uno studente. È uno studente è un predicato nominale, poiché indica una caratteristica del soggetto.
  • Maria è diligente. È diligente è predicato nominale, perché indica una qualità del soggetto.
  • La mamma è stanca. È stanca è predicato nominale, visto che indica uno stato del soggetto

Quando il verbo essere costituisce predicato verbale

Il verbo essere è considerato predicato verbale quando significa stare, trovarsi, appartenere, esistere, vivere, rimanere, essere fatto di. Alcuni esempi:

  • Mario è a Roma. Il verbo essere ha il significato di si trova.
  • Lucia è con noi. Il verbo essere ha il significato di sta
  • La maglietta è di Maria. Il verbo essere ha il significato di appartiene.
  • L’orecchino è d’oro. Il verbo essere ha il significato di è fatto.

Il verbo essere ha anche funzione di ausiliare: nella forma passiva, in quella riflessiva e con i verbi impersonali, come nelle seguenti frasi di esempio:

  • La stanza fu illuminata dal lampo.
  • Silvia si è pettinata.

I verbi copulativi

A metà strada tra il predicato verbale e quello nominale stanno i verbi copulativi, verbi cioè che hanno una funzione simile a quella della copula: essi legano il soggetto a un nome o a un aggettivo. Questi nomi o aggettivi si chiamano complementi predicativi. Sono verbi copulativi: diventare, morire, nascere, parere, rimanere, risultare, riuscire, sembrare, stare, vivere, ecc.

Nell’analisi logica questi verbi devono essere indicati come predicato verbale. Una regola pratica per riconoscerli può essere quella di sostituirli con il verbo essere e verificare se è mantenuto il senso della frase.

Esempi:

  • Quel poeta morì giovane
  • Laura è diventata ingegnere

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