Predicato verbale e nominale

Predicato verbale e nominale come distinguerli?

Il predicato (dal latino praedicare = dichiarare), rende noto:

  • chi è il soggetto (la ragazza è Laura);
  • com’è il soggetto (io sono stanco);
  • ciò che il soggetto fa (Paolo ride);
  • ciò che il soggetto subisce (Matteo è stato derubato);
  • in che situazione il soggetto si trova (il gatto dorme).

Il predicato è sempre costituito da un verbo. A seconda del tipo di verbo e del modo in cui la forma verbale è usata, il predicato si distingue in predicato verbale e predicato nominale.

Predicato verbale

Il predicato verbale è formato da un verbo di senso compiuto transitivo o intransitivo, che può trovarsi in forma attiva, passiva o riflessiva ed esprimere azioni o stati del soggetto.

  • Paolo dipinge un quadro → verbo transitivo attivo: azione compiuta dal soggetto.
  • Paolo si pettina → verbo transitivo riflessivo: azione compiuta e subita dal soggetto.
  • Maria è già arrivata → verbo intransitivo.
  • Maria è stata ferita → verbo transitivo passivo: azione subita dal soggetto.

Attenzione!

In analisi logica formano un unico predicato verbale:

  • i verbi servili + l’infinito a cui si accompagnano: devo partire, non posso venire, voglio entrare;
  • i verbi fraseologici + l’infinito o il gerundio o il participio a cui si accompagnano: non mi lascio commuovere; sto leggendo; si sente abbandonato;
  • le forme perifrastiche, quelle cioè formate da perifrasi o giri di parole come: stare per, avere intenzione di, essere in procinto di, essere lì lì per, essere sul punto di, essere da, stavo per scriverti, ecc.

Predicato nominale

Il predicato nominale è formato da una voce del verbo essere unito a un nome o un aggettivo riferito al soggetto, di cui in genere indica una qualità, uno stato o una caratteristica.

  • Mario è uno studente → il predicato nominale indica una caratteristica del soggetto.
  • Maria è diligente → il predicato nominale indica una qualità del soggetto.
  • La mamma è stanca → il predicato nominale indica uno stato del soggetto.

La voce del verbo essere che costituisce il predicato nominale è chiamata copula (dal latino copula = unione, legame, collegamento).

L’aggettivo o il nome che seguono il verbo essere costituiscono la parte nominale del predicato o nome del predicato. Attenzione! Possono costituire la parte nominale del predicato anche altre parti del discorso come i pronomi, i verbi, gli avverbi ecc. usati in forma sostantivata:

  • pronome: Chiara non è più lei;
  • verbo: Questo è vivere!;
  • avverbio: Per oggi è abbastanza;
  • congiunzione: Il suo è un perché interessante.

Per non sbagliare: le diverse funzioni del verbo essere

Il verbo essere può essere usato nella frase in funzione di:

  • copula quando non ha senso compiuto, ma funge da legame tra il soggetto e la parte nominale: Mio zio è medico; Mio zio è simpatico.

 

  • predicato verbale quando ha il significato autonomo di stare, trovarsi, esistere, vivere o quando indica appartenenza o destinazione: Non era (=si trovava) in casa; Di chi è quella borsa?; Il dubbio c’è (=esiste); Questi fiori sono per te.

 

  • verbo ausiliare quando aiuta un altro verbo a formare i tempi composti e forma con esso un unico predicato: Sono andato al cinema; Si è discusso molto; Mi sono visto allo specchio; Sono stato rimproverato da lei.