Il Proemio dell’Odissea è la parte iniziale del celebre poema epico attribuito a Omero. Come l’Iliade, anche l’Odissea si apre con l’invocazione alla Musa della poesia epica Calliope (v.1), ispiratrice del canto, e subito dopo segue la protasi (vv. 2-21) in cui Omero chiarisce, a grandi linee, gli avvenimenti che ruotano attorno al lungo ritorno di Odisseo a Itaca e le sofferenze affrontate durante il viaggio e che successivamente saranno narrati nei 24 libri del poema.
Proemio Odissea parafrasi
Narrami o Musa (la Musa è Calliope, ispiratrice del canto) dell’uomo (Odisseo, ovvero Ulisse per i latini), dalla mente astuta e intelligente che a lungo andò vagando, dopo che la forte città di Troia cadde (cioè dopo la distruzione di Troia, al termine della guerra tra Greci e Troiani. Odisseo è considerato il principale artefice della caduta di Troia, perché fu l’ideatore dell’inganno del cavallo di legno), e che vide le terre di molti popoli, conobbe le caratteristiche dell’animo umano, e che lungo le vie del mare (cioè navigando) soffrì nel suo cuore molti dolori lottando per tornare in salvo nella sua patria (Itaca) insieme con i suoi compagni.
Ma non poté sottrarli alla morte a causa del loro comportamento irresponsabile, cioè aver mangiato i buoi sacri al dio Sole, figlio del cielo, il quale impedì loro di tornare in patria facendoli morire (l’episodio è narrato nel Libro 12: giunti nella Trinacria, i compagni di Odisseo, nonostante il divieto dell’eroe, si cibarono delle vacche sacre al Sole; così facendo si macchiarono di empietà e furono puniti con la morte).
Narrami di queste vicende, o dea, figlia di Zeus, e comincia pure dal punto che vuoi.
Già tutti gli altri eroi che erano scampati a una morte violenta, se ne stavano a casa: erano sfuggiti alla guerra e al mare. Lui solo sospirava il ritorno e la sua donna. Lo tratteneva una ninfa sovrana, Calipso, la divina tra le dee, dentro grotte profonde, desiderando che le fosse marito per sempre. Ma quando venne il tempo, col passare degli anni, in cui gli dèi destinarono per lui che ritornasse a casa, in Itaca, nemmeno là doveva evitare travagli e prove pur trovandosi tra i suoi cari. E gli dèi ne avevano pietà, tutti, all’infuori di Poseidone. Era adirato, questi, contro Odisseo, non gli dava tregua fino al giorno che avesse messo piede sulla terra.
Proemio Odissea spiegazione
Il Proemio dell’Odissea sostanzialmente corrisponde nella struttura al Proemio dell’Iliade ma, mette subito l’accento sulla storia di un uomo dedito alle armi (andra), quindi l’eroe, il guerriero, definito multiforme (polùtropos), a indicare la capacità di Odisseo di affrontare situazioni diverse, riuscendo a sopravvivere, grazie alla sua attitudine a modificare il proprio comportamento secondo le necessità, grazie cioè alla sua elasticità mentale e duttilità d’ingegno.
Odisseo viene rappresentato da subito anche pietoso e rispettoso degli dèi, a differenza dei compagni stolti (vv. 6-8), che, giunti nella Trinacria, nonostante il divieto dell’eroe, si cibarono delle vacche sacre al Sole; così facendo si macchiarono di empietà e furono puniti con la morte.
Viene poi citata la ninfa Calipso (di cui si narrerà nel Libro V) che, innamorata, lo trattiene nella sua isola, sebbene il nostro eroe desideri ritornare in patria e dalla moglie. Ma giunge l’anno in cui tutti gli dèi – eccezione fatta per Poseidone, che tenterà di ostacolarlo fino all’ultimo, poiché Odisseo gli ha accecato il figlio Polifemo – decidono che egli debba tornare a Itaca, ma tornato a Itaca, Odisseo dovrà ancora lottare per riavere la sua casa e il suo regno.

