Museo dell'Hermitage, San Pietroburgo.
Museo dell'Hermitage, San Pietroburgo.

San Pietroburgo venne fondata il 27 maggio 1703 dallo zar Pietro il Grande (1682-1725) laddove il fiume Neva sfocia nel golfo di Finlandia, nei territori strappati alla Svezia.
La costruzione di San Pietroburgo fu un’enorme opera urbanistica. Il solo prosciugamento della zona paludosa, condotto a forza di braccia da un gigantesco esercito di operai, costò quanto una guerra perduta: è stato stimato infatti che 30 mila persone siano morte nell’impresa.

Secondo il volere dello zar, la città doveva essere “la finestra sull’Occidente” che ancora mancava all’Impero russo: Pietro il Grande, che aveva studiato e vissuto nei paesi dell’Europa occidentale, volle costruire per il suo regno una capitale moderna, splendida e sfarzosa. Chiamò i migliori architetti europei del tempo, in grande maggioranza italiani, e nel giro di un secolo San Pietroburgo sorse dalle acque del fiume Neva e da isole e isolotti collegati da 600 ponti.

L’Ottocento, soprattutto nella seconda metà, fu la grande stagione culturale di San Pietroburgo: straordinari letterati (da Puškin a Gogol’, da Turgenev a Dostoevskij) fecero della capitale un centro di cultura di livello europeo.

Presto, però, i germi delle grandi rivoluzioni cominciarono proprio da qui a colpire al cuore il grande impero zarista.

Nel 1881 lo zar Alessandro cadde vittima di un attentato; nel 1905 un’insurrezione popolare portò alla concessione di un’assemblea parlamentare da contrapporre al potere assoluto dello zar (per un approfondimento clicca qui); e infine, nel 1917, sempre da questa città (che nel frattempo, dal 1914, aveva cambiato nome in Pietrogrado) prese le mosse la grande rivoluzione di ottobre, che segnò la fine degli zar e l’inizio del regime sovietico.

Nel 1924, alla morte di Lenin, leader della rivoluzione del 1917, la città venne di nuovo ribattezzata e assunse il nome di Leningrado.

Assediata per 29 mesi (settembre 1941 – gennaio 1944) dall’esercito tedesco nel corso della Seconda guerra mondiale, la città resistette eroicamente, anche se le vittime furono 800.000, su una popolazione totale di circa 3 milioni di persone.
Ci vollero quasi settant’anni prima che San Pietroburgo ritornasse, con la caduta dell’Unione Sovietica, a chiamarsi con il nome originario.

Oggi San Pietroburgo è tornata ad essere la finestra della Russia sull’Europa. È un’importante porto commerciale e sede di industrie. È una splendida città d’arte: come non menzionare, affacciato sul fiume Neva, l’immenso Palazzo d’Inverno, che ospita il museo statale dell’Hermitage, una delle collezioni d’arte più ricche del pianeta, che comprende circa due milioni e settecentomila pezzi, più di 400 sale espositive e un percorso di circa 25 km. Numerosissime sono le opere di artisti italiani, tra cui Leonardo da Vinci, Tiziano, Tintoretto, Caravaggio, Canaletto.

Sulla sponda opposta del fiume Neva, sorge la Fortezza dei Santi Pietro e Paolo, insieme alla omonima cattedrale costruita dal 1712 al 1733 dall’architetto italiano Domenico Trezzini. Nell’interno della cattedrale si trovano le tombe dei Romanov, la dinastia degli zar. Fu qui che iniziò la costruzione di San Pietroburgo e una tradizione vuole che da una baracca di legno, dall’alto di una collina, lo zar controllasse quotidianamente che i lavori avanzassero secondo le sue volontà.

Veduta aerea della Fortezza.
Veduta aerea della Fortezza.