Lettera sul Romanticismo di Alessandro Manzoni

Lettera sul Romanticismo di Alessandro Manzoni a Cesare d’Azeglio (nobile piemontese, padre di Massimo d’Azeglio, che era a sua volta genero di Manzoni), in cui lo scrittore traccia un bilancio del Romanticismo. Riassunto e analisi.

Cesare d’Azeglio giudicava superate le ragioni del Romanticismo. Manzoni prende invece le difese di questo movimento almeno nelle forme che esso aveva assunto in Lombardia. Egli è infatti consapevole delle diverse varietà del Romanticismo e implicitamente prende le distanze da quelle più irrazionali diffuse in Germania e in Inghilterra.

Critica poi le posizioni del Neoclassicismo respingendone tre punti fondamentali:

  1. l’uso della mitologia, assurda e falsa, oltre che contraria alla morale religiosa in quanto confinante con l’«idolatria»;
  2. il concetto di imitazione servile dei classici;
  3. il rispetto delle regole classiche, in particolare delle tre unità aristoteliche.

Passando ai valori positivi sostenuti dal Romanticismo, al Manzoni sembra che essi possano riassumersi nella formula «l’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo». Si tratta della formulazione più nota della poetica romantica manzoniana: per poter svolgere un’alta funzione morale ed educativa l’arte deve proporsi di essere utile all’uomo e alla società; deve avere un contenuto (soggetto) storicamente attendibile (vero) e deve ricorrere a un repertorio tematico e stilistico tale da renderla interessante per il maggior numero possibile di persone.

Manzoni stesso si era già adoperato per attuare questi principi nelle liriche composte (Inni Sacri, Marzo 1821, Il Cinque Maggio) e nelle tragedie (Il conte di Carmagnola e Adelchi), ma la loro più compiuta attuazione si avrà nel romanzo a cui lo scrittore stava appunto lavorando (per un approfondimento clicca qui).

La Lettera sul Romanticismo fu scritta nel 1823. Stampata nel 1846 senza il consenso dell’autore, fu rivista da Alessandro Manzoni nel 1870 per essere inserita nella seconda edizione delle Opere varie.