Ascolta “Storia – L'Imperatore Costantino” su Spreaker.
L’imperatore Costantino I, conosciuto anche come Costantino il Grande, fu imperatore romano dal 306 al 337 d.C. All’imperatore Costantino I va il merito di aver riunificato l’Impero romano, ponendo fine alla frammentazione politica causata dal sistema della Tetrarchia, e, con l’editto di Milano del 313 (emananto con Licinio) di aver gettato le basi della sua completa trasformazione in uno Stato cristiano. Nel 330 fondò la città di Costantinopoli, sullo stretto di Bosforo (nell’attuale Turchia), là dove esisteva l’antica città greca di Bisanzio.
Costantino – nascita e giovinezza
Costantino, conosciuto anche come Costantino il Grande o Costantino I, nacque il 27 febbraio del 274 a Naisso, nell’odierna Serbia, dal generale Costanzo Cloro e dalla sua concubina Elena.
Quando nel 293 Costanzo Cloro fu scelto come cesare d’Occidente, il figlio Costantino fu inviato alla corte imperiale dell’augusto d’Oriente Diocleziano a Nicomedia: una pratica comune nella Tetrarchia, per garantire la lealtà dei cesari. Qui Costantino fu educato e cominciò la sua carriera militare, seguendo Diocleziano in campagne in Egitto e in Persia.
La seconda tetrarchia
In base a quanto stabilito dall’ordinamento tetrarchico, nel 305 abdicarono Diocleziano, l’augusto d’Oriente, e Massimiano, l’augusto d’Occidente e i due cesari (Galerio e Costanzo Cloro) divennero i nuovi augusti: il cesare d’Oriente Galerio divenne l’augusto d’Oriente e il cesare d’Occidente Costanzo Cloro divenne l’augusto d’Occidente; i due nuovi augusti nominarono a loro volta i due nuovi cesari: Galerio nominò Massimino Daia cesare d’Oriente e Costanzo Cloro nominò suo “cesare” Flavio Valerio Severo. Diocleziano si ritirò nel suo palazzo a Spalato, mentre Massimiano si ritirò in Lucania.
Il sistema tetrarchico, che proibiva la successione per legami di sangue, lasciò fuori Massenzio e Costantino. Il primo era il figlio di Massimiano, il secondo era il figlio di Costanzo Cloro. Il sistema di successione ideato da Diocleziano mostrò le sue debolezze già l’anno successivo.
La fine della stabilità tetrarchica
Nel 306, Costanzo Cloro, l’augusto d’Occidente, venne ucciso mentre era impegnato in una campagna militare in Britannia; il cesare d’Occidente Flavio Valerio Severo venne quindi nominato augusto d’Occidente, ma contemporaneamente le legioni in Britannia proclamarono augusto d’Occidente Costantino, il figlio di Costanzo Cloro (violando le regole tetrarchiche): era il 25 luglio del 306. Per evitare una guerra civile, intervenne l’augusto d’Oriente Galerio che propose a Costantino un compromesso, che accettò, per consolidare la sua posizione e non scontrarsi subito con l’autorità centrale: Costantino venne riconosciuto come cesare d’Occidente e il titolo di augusto d’Occidente venne assegnato a Flavio Valerio Severo.
Le guerre civili
Ma la guerra civile venne rimandata solo di qualche mese. Infatti, il 28 ottobre del 306, i pretoriani e il senato romano nominarono augusto d’Occidente Massenzio, figlio di Massimiano, ex augusto d’Occidente, che si riteneva in posizione superiore rispetto a quella di Costantino, essendo quest’ultimo il figlio illegittimo di Costanzo Cloro.
L’augusto d’Oriente Galerio si rifiutò di riconoscere Massenzio come augusto d’Occidente e spinse l’augusto d’Occidente Flavio Valerio Severo a muovere guerra contro l’usurpatore a Roma, nel 307.
Sconfitta di Flavio Valerio Severo. Gran parte dei soldati di Flavio Valerio Severo erano, però, ex legionari di Massimiano (padre di Massenzio) e (corrotti anche dal denaro) passarono dalla parte di Massenzio. Abbandonato dai suoi, Severo fuggì a Ravenna, dove fu assediato; infine si arrese e fu ucciso per ordine di Massenzio.
Morto Flavio Valerio Severo, l’augusto d’Oriente Galerio, per contrastare l’usurpazione di Massenzio, nominò il suo fidato amico e generale Valerio Liciniano Licinio augusto d’Occidente (11 novembre 308), sebbene non avesse precedentemente ricoperto il ruolo di cesare. La scelta di Licinio scontentò quindi Costantino e Massimino Daia (cesari in carica rispettivamente in Occidente e Oriente), portandoli a reclamare il titolo di augusto. Dopo diversi tentativi di riconciliazione, Galerio, tra il 309 e il 310, fu costretto a riconoscere ufficialmente Costantino e Massimino Daia come augusti. C’erano quindi ben quattro augusti legittimi, a cui andava ad aggiungersi un quinto, Massenzio, che risultava come usurpatore per Galerio, ma come legittimo per il senato di Roma.
La morte di Galerio
Nel 311, poco dopo aver emanato un editto di tolleranza nei confronti dei cristiani (editto di Serdica), l’augusto d’Oriente Galerio morì. Massimino Daia e Licinio si affrettarono a occupare gli ex territori gestiti da Galerio: il primo si stabilì fino all’attuale Turchia, mentre il secondo espanse i suoi territori dai Balcani fino al Mar Nero.
Nello stesso anno, Costantino decise di muoversi sul campo diplomatico: promise in moglie sua sorella Costanza a Licinio, che ora, avendo preso il controllo delle province orientali dopo la morte di Galerio, governava l’Oriente come augusto d’Oriente, stringendo così un’alleanza. Massimino Daia, augusto d’Oriente, e Massenzio, preoccupati dell’accordo, strinsero a loro volta un’alleanza: Massimino Daia, essendo ora lui l’augusto più anziano, riconobbe ufficialmente Massenzio come augusto legittimo in Occidente.
Costantino e Massenzio: battaglia di Ponte Milvio
Lo scontro tra Costantino e Massenzio divenne inevitabile e si protrasse fino a che il 28 ottobre del 312 Costantino sconfisse Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio, presso Roma, rimanendo l’unico padrone dell’Occidente.
Licinio e Massimino Daia: battaglia di Tzirallum
L’anno successivo, il 30 aprile 313, Massimino Daia e Licinio si scontrarono nella battaglia di Tzirallum in Tracia. Licinio sconfisse Massimino, che fuggì in Asia Minore e morì poco dopo a Tarso. Licinio divenne l’unico sovrano della parte orientale, mentre Costantino governava l’Occidente.
Editto di Milano di Costantino e Licinio
Il 13 giugno del 313, l’imperatore Costantino (augusto d’Occidente) e l’imperatore Licinio (augusto d’Oriente) emanarono l’editto di Milano, in cui dichiaravano il cristianesimo religione lecita al pari delle altre religioni dell’impero. Finivano le persecuzioni dei cristiani.
L’imperatore Costantino sconfigge Licinio a Crisopoli
L’alleanza tra Costantino, augusto d’Occidente, e Licinio, augusto d’Oriente, cominciò presto a vacillare. Già dal 314 i due cominciarono a combattersi apertamente. La lotta si concluse nel 324 a favore di Costantino. L’augusto d’Occidente sconfisse il suo rivale nella battaglia di Crisopoli (Asia Minore) e poco dopo ordinò che venisse messo a morte. A questo punto l’Impero di Roma tornò a essere interamente nelle mani di un unico sovrano.
L’imperatore Costantino convoca il Concilio di Nicea
Divenuto unico imperatore, Costantino si trovò a dover affrontare una questione cruciale all’interno della Chiesa cristiana. Egli, avendo legalizzato il cristianesimo nel 313 con l’editto di Milano, vedeva nella religione una potenziale forza di coesione. Le dispute interne causate dall’arianesimo rischiavano di creare disordini civili e fratture politiche tra Oriente e Occidente.
Ario sosteneva che il Figlio (Cristo) non fosse coeterno al Padre e quindi di sostanza inferiore, affermando che “c’è stato un tempo in cui il figlio non esisteva”. Costantino quindi nel 325 convocò il concilio di Nicea, in Asia Minore, il primo concilio ecumenico: era la prima volta che tutti i rappresentanti della cristianità si riunivano per discutere e decidere provvedimenti per tutta la Chiesa. Il concilio definì la dottrina cristiana ortodossa, affermando che il Figlio è della stessa sostanza del Padre, formulando il Credo niceno. Si stabilì, inoltre, che la Pasqua doveva cadere sempre la domenica dopo il primo plenilunio di primavera.
Costantino fonda Costantinopoli
Nel 330 Costantino decise di spostare la capitale da Roma e stabilirla in Oriente e fondò Costantinopoli, sul Bosforo, nel punto di passaggio, tra il Mar Nero e il Mar Mediterraneo, delle principali vie commerciali tra Oriente e Occidente.
Costantinopoli rimase per secoli un centro politico, religioso e culturale di straordinaria importanza, un faro di civiltà per il mondo.
Le riforme di Costantino imperatore
In campo amministrativo l’imperatore Costantino perfezionò le riforme di Diocleziano. Egli mantenne le dodici diocesi create da Diocleziano e le raggruppò in quattro grandi prefetture: quella d’Oriente, quella d’Italia, quella delle Gallie e quella d’Africa. Si creò così una ben precisa gerarchia civile tra i quattro prefetti, i governatori delle diocesi e i presidi delle province. I poteri militari di ogni singola provincia erano invece detenuti dal magister militum e dal magister equitum, che dipendevano direttamente dall’imperatore. Accanto alla carriera civile e militare figurava quella ecclesiastica, ormai integrata nell’Impero in quanto Costantino aveva provveduto ad assegnare poteri giurisdizionali ai vescovi e compiti assistenziali alle chiese.
Nel 309-310 l’imperatore Costantino introdusse una riforma monetaria: fece coniare il solidus d’oro, a vantaggio delle classi ricche. Gli scambi, col tempo, andarono orientandosi verso il baratto, in linea del resto con il generale declino economico.
La morte di Costantino I, il Grande
Costantino I morì di malattia il 22 maggio del 337 a Nicomedia, in Turchia, poco dopo aver ricevuto il battesimo (si trattava di una pratica molto comune all’epoca, poiché si riteneva che il sacramento cancellasse tutti i peccati commessi in vita). Subito dopo, si scatenarono sanguinose lotte per la conquista del trono tra i suoi tre figli: Costante, Costanzo II e Costantino II. Nel 353 prevalse Costanzo II.
Ti potrebbe interessare anche:
I successori di Costantino: Costante, Costantino II, Costanzo II.

