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12 apostoli: chi erano, i nomi, che lavoro facevano

12 apostoli: chi erano, i nomi, che lavoro facevano

I 12 apostoli sono i discepoli scelti da Gesù per predicare e diffondere il suo annuncio. Il termine “apostolo” deriva dal greco e significa “inviare“. Il termine “discepolo” invece deriva dal latino e significa “allievo“.

Chi erano i 12 apostoli?

I dodici apostoli erano ebrei, come Gesù.

Gli apostoli erano persone semplici, alcuni erano pescatori, uno faceva l’esattore delle tasse e degli altri conosciamo il nome, ma non abbiamo notizie precise sulla loro provenienza. Alcuni dei 12 apostoli, inoltre, erano stati discepoli di Giovanni il Battista.

Qual era il compito degli apostoli?

Dopo la risurrezione e l’ascensione, Gesù inviò gli apostoli nel mondo affinché fossero i suoi testimoni.

I nomi degli apostoli

Marco, nel suo Vangelo, li elenca:

Simone

A lui Gesù dà il nome di Pietro, per indicare la “pietra” su cui avrebbe fondato la Chiesa. È di Betsaida, è sposato e fa il pescatore. È l’apostolo più nominato nei Vangeli.

Secondo la tradizione riportata negli scritti del vescovo Eusebio di Cesarea (263-339), Pietro, lasciata Gerusalemme, annunciò il Vangelo in varie città dell’Asia Minore e infine a Roma, dove fu crocefisso con la testa in giù. La Chiesa cattolica lo considera il primo papa.

Giacomo e Giovanni

Sono due fratelli, figli di Zebedeo e fanno i pescatori. Gesù li chiama Boanèrghes, cioè “figli del tuono”.

Giovanni fu l’unico apostolo ai piedi della croce e si prese cura di sua madre Maria.

Giacomo fu il primo apostolo martire. Infatti gli Atti degli Apostoli narrano che Erode Agrippa I, che regnò tra il 40 e il 44: “cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni” (At 12, 1-2).

Giovanni, invece, pare sia morto quasi centenario, non martirizzato, dopo una lunga vita trascorsa a predicare in Asia Minore (attuale Turchia) e a Efeso. È l’autore del quarto Vangelo e a lui è attribuita l’Apocalisse, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Andrea

È il fratello di Pietro. Anche lui è un pescatore e fa parte del gruppo dei discepoli di Giovanni il Battista.

Secondo la tradizione, è morto a Patrasso, in Grecia, inchiodato su una croce decussata (=a forma di X) che ha preso il nome di “croce di Sant’Andrea”.

Filippo

Proviene da Betsaida, un piccolo paese sul lago di Tiberiade.

Un giorno, si racconta, mentre era in Frigia (in Asia Minore), fu catturato dai pagani, costretto a entrare nel tempio di Marte per sacrificare al dio romano. Ma il piedistallo della statua si sgretolò e ne uscì un drago che divorò coloro che stavano costringendo Filippo a quel gesto. Giunto a Ierapoli, l’apostolo sarebbe stato inchiodato a testa in giù contro un albero per ordine del governatore della città a monito per tutta la cittadinanza che si era convertita al cristianesimo.

Bartolomeo

Identificato anche con Natanaele. Gesù lo loda con queste parole: “Ecco davvero un israelita in cui non c’è falsità” (Gv 1,47).

Pare sia morto scuoiato per ordine del re dei Medi. Per questo motivo Michelangelo, nella Cappella Sistina, lo rappresenta mentre tiene in mano la propria pelle.

Matteo

Prima di incontrare Gesù, era un pubblicano (= un esattore delle tasse per conto dei romani). È l’autore del primo Vangelo. Secondo alcune fonti apocrife, è morto martire in Etiopia trafitto da una spada mentre celebrava messa.

Tommaso

È noto soprattutto per aver dubitato in un primo tempo della risurrezione di Gesù. Pare abbia subito il martirio in Cina, dove si era spinto per la predicazione, intorno al 72 d.C.

Giacomo di Alfeo

È detto anche Giacomo il Minore ed è un cugino di Gesù. Di lui si hanno pochissime notizie. Pare sia morto martire per essere stato lapidato nel 61-62 sotto l’imperatore Nerone.

Taddeo e Simone il cananeo o Simone lo Zelota

Taddeo è chiamato anche Giuda di Taddeo o Giuda di Giacomo; anche lui è un cugino di Gesù. Secondo la tradizione, assieme a Simone il cananeo o Simone lo zelota è stato martirizzato, ucciso a sassate e colpi di mazza.

Giuda Iscariota

È sempre citato per ultimo, perché è il traditore. Il nome Iscariota potrebbe significare “figlio di Kerioth”, oppure derivare dal latino sicario (=uomo del pugnale, terrorista).