3 settembre 1943 l’Italia dopo l’armistizio

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3 settembre 1943

Il 3 settembre 1943 a Cassibile, in Sicilia, l’Italia firmò un armistizio separato con gli Alleati (reso pubblico l’8 settembre), mentre il re Vittorio Emanuele III (Vittorio Emanuele terzo) abbandonava Roma per rifugiarsi a Brindisi, sotto la protezione degli anglo-americani.

 

L’Italia dopo l’armistizio del 3 settembre 1943

Il sovrano lasciò l’esercito allo sbando e facilitò così l’occupazione tedesca dai confini con Austria, Svizzera e Francia fino a parte della Campania (esclusa la zona da Napoli in giù).

L’Italia risultava così divisa in due parti:

  • nel Centro-Nord si era costituita la Repubblica Sociale italiana o Repubblica di Salò (dal nome di un piccolo paese sul lago di Garda, designato come capitale), nelle mani dei nazi-fascisti. Contro questi ultimi, i partigiani organizzarono una forma di lotta armata, che prese il nome di Resistenza; ne nacque una vera e propria guerra civile;
  • il Meridione, in cui erano già penetrati gli Alleati (10 luglio 1943), costituiva il Regno del Sud.

Nell’ottobre del 1943, la dichiarazione di guerra alla Germania da parte del Governo di Pietro Badoglio comportò la ricostituzione di un esercito regolare che partecipò, a fianco degli Alleati e dei partigiani, alla liberazione dell’Italia centrale.

Nel marzo del 1944, la componente comunista della Resistenza, pervenne a un compromesso con il sovrano, sancito dal Patto di Salerno, che:

  • portò alla formazione di un Governo di unità nazionale cui presero parte esponenti di tutti i partiti antifascisti, sotto la presidenza di Ivanoe Bonomi, membro di spicco della Resistenza;
  • pose le basi affinché, a guerra finita, si tenesse l’elezione a suffragio universale di un’Assemblea Costituente che desse vita a una nuova Costituzione;
  • ottenne l’impegno del re a cedere i propri poteri al figlio e nominarlo Luogotenente del Regno d’Italia nel momento in cui Roma fosse stata liberata, evento che si verificò il 4 giugno 1944.

La Liberazione e la riunificazione dell’Italia vennero completate il 25 aprile 1945.

 

Il 9 maggio 1946 il re Vittorio Emanuele III (Vittorio Emanuele terzo) decise di abdicare in favore del figlio Umberto II (Umberto secondo), nella speranza che egli apparisse meno coinvolto nel fascismo e nella guerra agli occhi del popolo.

Al gesto però non seguirono gli effetti desiderati. Il regno di Umberto II (Umberto secondo) durò infatti un solo mese e dopo l’esito del referendum istituzionale del 2 giugno, lasciò l’Italia e andò in esilio in Portogallo dove visse fino alla morte.