Arco di Costantino, ultimo dei grandi archi trionfali di Roma

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Arco di Costantino Roma, storia e descrizione
Roma - Arco di Costantino e sullo sfondo l'Anfiteatro Flavio anche detto Colosseo

L’arco di Costantino, inaugurato il 25 luglio del 315, è alto 26 metri e largo 21. L’arco, a tre fornici, costituiva una sorta di fondale alla via Appia per chi giungeva da Sud, simbolica porta d’accesso all’Anfiteatro Flavio (Colosseo) e alla zona dei Fori.

È l’ultimo dei grandi archi trionfali di Roma. Costantino lo fece erigere dopo aver sconfitto Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio nel 312 e aver riunito gran parte del potere imperiale nelle proprie mani.

Arco di Costantino – descrizione

Ciascuna delle due facciate dell’arco di Costantino era ornata di rilievi provenienti da monumenti onorari di imperatori precedenti. Non si trattava di una semplice operazione di recupero. Si voleva invece mostrare come la nuova grandezza della Roma di Costantino si basasse sul ripristino delle più gloriose tradizioni. Non è un caso che siano citati gli imperatori che più contribuirono alla grandezza dell’Impero di Roma: Traiano (98-117), Adriano (117-138), Marco Aurelio (161-180).

Furono invece realizzati per l’occasione il lungo fregio, alto poco meno di un metro, che passa al di sopra dei fornici laterali dell’arco di Costantino, sotto i tondi adrianei, continuando anche sui lati brevi.

Il fregio costantiniano, diviso in sei pannelli, costituisce una sorta di resoconto della vittoria di Costantino nella guerra civile: la partenza dell’esercito da Milano; l’assedio di Verona; la battaglia di Ponte Milvio; l’arrivo di Costantino a Roma; infine, il discorso di Costantino dalla tribuna dei rostri nel Foro romano, e l’elargizione di doni al popolo, segno della liberalitas del nuovo imperatore.

fregio costantiniano con il discorso di Costantino nel Foro romano
Pannello del fregio sull’arco di Costantino con il discorso di Costantino nel Foro romano

Al centro è la grande figura di Costantino, affiancato dalla sua corte, da togati che lo invocano e, ai lati, dal popolo festante, rappresentato da tante figure accostate a suggerire una grande moltitudine, come indicato dalla seconda fila di teste.

Frontalità, posizione centrale del protagonista, forte simbolismo e gerarchia nella disposizione delle figure caratterizzano un nuovo modo di esprimere il potere imperiale.

Sul sito Studia Rapido leggi e guarda Arco di Tito: il più antico arco trionfale conservato a Roma

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