Cesare Borgia ritratto da un anonimo del Cinquecento. Il dipinto è collocato presso il museo di Palazzo Venezia, Roma.
Cesare Borgia ritratto da un anonimo del Cinquecento. Il dipinto è collocato presso il museo di Palazzo Venezia, Roma.

Cesare Borgia nacque a Roma il 13 settembre 1475. Era il figlio di papa Alessandro VI Borgia (1492-1503) e fratello di Lucrezia Borgia (sua amante secondo quanto riportato dallo storico Francesco Guicciardini nella sua Storia d’Italia).

Nel 1493 suo padre, papa Alessandro VI Borgia, lo nominò cardinale senza che Cesare Borgia avesse mai ricevuto gli ordini sacerdotali, preferendo invece procurare una splendida carriera politica e militare al figlio minore Giovanni.

Cesare divenne il consigliere più fidato del papa. Tra padre e figlio si creò una forma di inquietante complicità, che mirava apertamente a consolidare il potere della famiglia con i mezzi più spregiudicati. Erano potentissimi e temuti.

Nel 1497 Giovanni Borgia fu assassinato a Roma in un’imboscata. Presto iniziò a serpeggiare la prima leggenda nera intorno alla figura di Cesare Borgia, considerato il principale indiziato per i vantaggi che avrebbe ricevuto dalla morte del fratello; ma ciò che successe davvero quella notte rimase nel mistero.

Certo, dalla morte di Giovanni in poi la vita di Cesare ebbe una svolta; disse chiaramente a suo padre che voleva abbandonare lo stato ecclesiastico: egli non aveva alcuna vocazione per la vita ecclesiastica; amava lo sfarzo, le feste, le cacce, voleva impugnare le armi e conquistare il potere, era ambizioso e desiderava l’avventura.

Fu finalmente ascoltato. Nel giro di due anni, grazie all’azione diplomatica del papa presso il re di Francia Luigi XII, Cesare Borgia divenne duca di Valentinois (la regione francese da cui derivò il soprannome di Valentino) e sposò Carlotta d’Albret, sorella del re di Navarra, scelta per lui dal re di Francia. Era il 1499 e aveva appena 24 anni.

Dopo soli due mesi di matrimonio, Cesare lasciò la Francia per tornare in Italia al seguito di Luigi XII. Si era impegnato ad aiutare il re a riconquistare il regno di Napoli in cambio di aiuti militari ed economici per la conquista da parte sua della Romagna. Non rivide mai più la moglie, incinta, né conobbe mai la figlia.

Con il suo esercito personale, finanziatogli dal padre, conquistò in soli tre mesi Imola e Forlì strappandole a Caterina Sforza, signora delle due città, che fece imprigionare a Castel Sant’Angelo dopo una resistenza eroica che le valse l’ammirazione generale.
Cesare Borgia tornò a Roma trionfante, accolto da una solenne sfilata di carri allegorici dedicati a Giulio Cesare, la cui celebre frase Aut Caesar, aut nihil (“O Cesare o nulla”) divenne il suo motto.

Il 18 agosto 1500, per motivi di convenienza politica, Cesare Borgia fece uccidere Alfonso d’Aragona, figlio naturale di Alfonso II re di Napoli e marito della sorella Lucrezia. L’episodio venne insabbiato sotto il falso pretesto di legittima difesa.

Nel 1502 Cesare conquistò Pesaro, Rimini, Urbino (dove chiamò presso di sé Leonardo da Vinci in qualità di ingegnere militare per modernizzare le fortificazioni dei suoi nuovi domini), Faenza e Camerino, uccidendo senza pietà tutti i signori che gli resistevano.

Da Cesare Borgia bisognava guardarsi le spalle, come impararono a spese della propria vita quattro signori di piccoli potentati che avevano ordito una congiura contro di lui: li radunò a Senigallia prospettando un accordo amichevole e li fece uccidere tutti.

Niccolò Machiavelli era lì con lui. Machiavelli ne apprezzava il coraggio e il forte temperamento politico, incline ad astuzia e a colpi di mano, vide addirittura in Cesare Borgia quasi il modello del “Principe”, insieme «volpe» e «leone», tanto da ispirarsi alle sue imprese per tracciare un compiuto ritratto del principe ideale, illudendosi che il suo Stato potesse essere il primo nucleo di una più vasta entità politica.

La fortuna di Cesare Borgia, però, era troppo legata alla protezione di suo padre, il potente e corrotto Alessandro VI. Così, venuto meno quest’ultimo (Alessandro Borgia morì il 18 agosto 1503), franò anche il potere del Valentino.

Il nuovo pontefice, Giulio II, gli intimò di restituire tutti i territori conquistati alla Chiesa e al suo rifiuto lo fece imprigionare. Cesare si arrese, fu rilasciato e fuggì in Spagna. Il re spagnolo però lo trattò come un nemico, per la sua trascorsa alleanza con il re di Francia. Fuggì ancora e raggiunse suo cognato Giovanni, il re di Navarra, mettendosi al suo servizio.

Cesare Borgia morì qualche tempo dopo, il 12 marzo 1507, all’età di 32 anni, durante un combattimento a Viana (Navarra, Spagna), nelle vesti di capitano di ventura presso la corte reale, al comando delle truppe di Navarra che combattevano contro quelle del re di Castiglia.