Presunto ritratto di Lucrezia Borgia
Presunto ritratto di Lucrezia Borgia

Lucrezia Borgia nacque a Subiaco il 18 aprile 1480. Figlia illegittima di papa Alessandro VI Borgia, fu da questi mandata a nozze per ben tre volte al fine di stringere utili alleanze politiche.

La prima volta fu data in sposa, che era ancora una bambina, a Giovanni Sforza, signore e vicario della Chiesa per Pesaro. Le nozze vennero celebrate il 12 giugno 1493: Alessandro VI Borgia voleva la protezione dall’imminente invasione francese per opera di Carlo VIII mediante l’aiuto delle truppe della famiglia Sforza.
Il matrimonio durò solo quattro anni: venne annullato per volere di papa Alessandro, forse perché il genero non si rivelò essere una facile pedina. Gli mosse contro accuse infamanti, fra cui quella di essere impotente. Ferito nell’orgoglio, Giovanni reagì all’ingiuria accusando Lucrezia Borgia di essere l’amante del padre e del fratello. Non dovette trattarsi probabilmente di un semplice sfogo dal momento che lo storico Francesco Guicciardini (1483-1540) nella sua Storia d’Italia scrisse: “Lucrezia Borgia non si considera se non come la figlia incestuosa di Alessandro VI, l’amante a un tempo di suo padre e dei suoi due fratelli [Cesare e Juan]”. Ma sta di fatto che Giovanni Sforza si trovò costretto alla resa.

Il 21 luglio 1498, sempre per volere di suo padre, Lucrezia sposò Alfonso d’Aragona, duca di Bisceglie e figlio naturale di Alfonso II re di Napoli. Dalla loro unione nacque un figlio, il cui nome, Rodrigo, fu scelto in onore del nonno paterno.

Intanto il fratello di Lucrezia, Cesare Borgia, veniva nominato dal re di Francia duca di Valentinois: Cesare si impegnò ad aiutare il re a riconquistare il Regno di Napoli in cambio di aiuti militari ed economici per la conquista da parte sua della Romagna. Il 18 agosto 1500 Alfonso d’Aragona venne strangolato da uomini di Cesare Borgia. L’episodio venne insabbiato sotto il falso pretesto di legittima difesa.

Il 30 dicembre 1501 Lucrezia Borgia, docile strumento nelle mani del padre, sposò per procura in Vaticano Alfonso d’Este, primogenito del duca di Ferrara. Lucrezia raggiunse il marito a Ferrara poco dopo, febbraio 1502.

Sebbene Lucrezia Borgia all’inizio non venne ben vista dagli Estensi (vuoi per la fine violenta e turpe delle sue precedenti nozze vuoi per la recente nascita di un figlio illegittimo, che – voci del popolo – attribuivano al padre o al fratello) col tempo acquistò la fama di abile politica e raccolse attorno a sé intellettuali tra i più famosi del Rinascimento, diventando loro mecenate; tra essi Ludovico Ariosto e Pietro Bembo. Al Bembo si accompagnò dal 1503 al 1507. In questo arco di tempo le si attribuisce una relazione anche con Francesco Gonzaga duca di Mantova, marito della cognata Isabella d’Este, sorella del marito.

In pieno Rinascimento, grazie al patronato di Lucrezia Borgia, la corte di Ferrara svolse un ruolo preminente anche in campo musicale, divenendo assieme a Mantova (qui con il patronato di sua cognata Isabella d’Este) centro propulsore della nascente musica polifonica sacra e profana.

Negli ultimi anni il fisico di Lucrezia iniziò ad essere provato dalle numerose gravidanze alternate ad aborti, mentre il suo animo fu profondamente segnato da diversi lutti familiari. Subì una profonda crisi religiosa, iniziò a indossare il cilicio, s’iscrisse al Terz’ordine francescano, si legò ai seguaci di San Bernardino da Siena e di Santa Caterina e fondò il Monte di Pietà di Ferrara per soccorrere i poveri.

Lucrezia Borgia morì di setticimia, a seguito di un parto, il 24 giugno 1519, all’età di 39 anni.