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Enrico VIII d’Inghilterra – Biografia e attività politica

Enrico VIII Tudor re d’Inghilterra e d’Irlanda regnò per 38 anni: dal 1509 al 1547. È conosciuto soprattutto per due motivi: per aver fondato la Chiesa anglicana, nata in seguito allo scisma religioso, quindi alla separazione dalla Chiesa cattolica di Roma, e per aver avuto sei mogli.

Enrico VIII – le origini

Enrico VIII nacque a Greenwich, il 28 giugno 1491. Era il secondo figlio maschio di Enrico VII, il primo monarca Tudor che aveva unito le famiglie dei Lancaster e degli York dopo la Guerra delle Due Rose, sposando Elisabetta di York, madre di Enrico VIII.

Il giovane Enrico VIII d’Inghilterra era colto, assai intelligente, vigoroso e bellissimo; incarnava perfettamente l’ideale del sovrano del Rinascimento, aperto a tutte le forme d’arte. Possedeva anche un’approfondita istruzione religiosa ricevuta nell’infanzia e nei primi tempi fu un fiero oppositore delle teorie di Lutero, e per questo motivo ottenne nel 1521 da papa Leone X il titolo di Defensor Fidei, ossia “Difensore della Fede”, titolo che ancora oggi compare sulle monete inglesi con l’acronimo latino DEF. FID.

Ma Enrico aveva anche un orgoglio e un egocentrismo smisurati ed era capace di memorabili scatti d’ira, che negli anni a venire lo avrebbero portato a seminare morte e disperazione all’interno della sua famiglia.

I primi anni di regno e il matrimonio con Caterina d’Aragona

Nel 1509 successe al padre Enrico VII e sposò Caterina d’Aragona vedova dal 1502 del fratello maggiore Arturo.

Nel 1511 aderì alla Lega Santa, un’alleanza promossa da papa Giulio II per arginare l’espansionismo del re francese Luigi XII. Nel 1514 si arrivò alla pace con i francesi; ma l’ascesa del re Francesco I di Francia nel 1515 portò nuovamente Inghilterra e Francia su posizioni antagoniste.

Nel 1516 la regina Caterina d’Aragona partorì una bambina, Maria (la futura Maria I Tudor). L’assenza di un erede maschio costituiva una grande difficoltà, pertanto nel 1529 il re decise di divorziare. Papa Clemente VII però, timoroso di inimicarsi Carlo V d’Asburgo, nipote di Caterina, rifiutò di pronunciare l’annullamento del matrimonio.

Il matrimonio con Anna Bolena e lo scisma dalla Chiesa di Roma

Enrico VIII d’Inghilterra cominciò allora a esercitare pressioni sul papa. Lo fece sopprimendo l’indipendenza degli ecclesiastici inglesi e arrogandosi il diritto di nominare i vescovi.

Nel gennaio 1533 sposò Anna Bolena e, nel maggio dello stesso anno, il precedente matrimonio con Caterina d’Aragona fu dichiarato ufficialmente nullo dall’Arcivescovo di Canterbury. Enrico VIII venne scomunicato. Giunse così a compimento la rottura tra la Chiesa romana e il Regno d’Inghilterra.

Nel 1534 il Parlamento inglese votò l’Atto di supremazia e il re venne proclamato capo supremo della Chiesa d’Inghilterra (chiamata Chiesa anglicana) e sciolto da ogni vincolo di obbedienza al pontefice. Enrico vietò il pagamento delle decime a Roma; si appropriò del diritto di scomunicare; designò i candidati all’episcopato; abolì i monasteri e ne incamerò i beni, che rivendette assicurandosi così il prezioso appoggio politico degli acquirenti (nobili, mercanti, piccoli e medi proprietari).

Il filosofo Tommaso Moro, cancelliere del re, rifiutò di aderire alla politica religiosa del sovrano e fu decapitato nel 1535. La sua testa venne mostrata sul London Bridge per un mese, e poi recuperata, dopo il pagmenento di un riscatto, da sua figlia Margaret.

Nonostante lo scisma, la neonata Chiesa anglicana manteneva caratteristiche cattoliche. Del cattolicesimo, infatti, conservava tutto: dal ruolo del sacerdote alla gerarchia, fatta di preti, vescovi e arcivescovi; dal culto dei santi all’uso delle immagini e dei sacramenti. Solo in seguito, sotto il regno del figlio Edoardo VI, furono introdotte alcune modifiche di stampo protestante.

Coerentemente con questa linea Enrico VIII non trascurò di perseguitare e giustiziare i luterani.

La morte di Anna Bolena e le successive mogli

Nel 1533 Anna Bolena diede alla luce una bambina, la futura Elisabetta I. Caduta in disgrazia per aver generato una figlia, Anna fu accusata di adulterio e stregoneria e condannata alla decapitazione (1536).

La preoccupazione per il futuro della dinastia tormentava il re e serve a spiegare gli altri quattro successivi matrimoni alla ricerca di un erede maschio: con Jane Seymour (che subentrò ad Anna Bolena e diede al re il tanto sospirato erede maschio, il futuro Edoardo VI d’Inghilterra); Anna di Clèves (ripudiata quasi subito, nel 1540); Caterina Howard (morta sul patibolo nel 1542); infine Caterina Parr, l’unica moglie che gli sopravvisse.

Gli ultimi anni di Enrico VIII di Inghilterra e la morte

Negli ultimi anni del suo regno, Enrico unì il Galles alla corona inglese e conquistò l’Irlanda. Nel 1542 mosse guerra alla Francia, alleandosi con l’imperatore Carlo V. In quello stesso anno, la Scozia invase l’Inghilterra; gli scozzesi furono sconfitti nella battaglia di Solway Moss.

Per finanziare le guerre Enrico fu costretto ad aumentare le tasse e a svalutare la moneta.

Negli ultimi anni di vita, il re soffrì di gravi problemi di salute e divenne sempre più dispotico. Morì il 28 gennaio 1547 e fu sepolto nella cappella di San Giorgio al Castello di Windsor. Gli successe il figlio Edoardo VI.

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