Enrico VIII d'Inghilterra, biografia e attività politica

Enrico VIII (Greenwich, 28 giugno 1491 – Westminster, 28 gennaio 1547), re d’Inghilterra e d’Irlanda dal 1509 alla morte.

Ascesa al trono e primi anni di regno con Caterina d’Aragona

Secondo figlio maschio di Enrico VII e di Elisabetta di York, nel 1509 succede al padre e sposa Caterina d’Aragona vedova dal 1502 del fratello maggiore Arturo.

Il giovane Enrico VIII d’Inghilterra è colto, assai intelligente, vigoroso e bellissimo; incarna perfettamente l’ideale del sovrano del Rinascimento, aperto a tutte le forme d’arte.

Nel 1511 aderisce alla Lega Santa, un’alleanza promossa da papa Giulio II per arginare l’espansionismo del re francese Luigi XII. Nel 1514 si arriva alla pace con i francesi; ma l’ascesa del re Francesco I di Francia nel 1515 porta nuovamente Inghilterra e Francia su posizioni antagoniste.

Nel 1516 la regina Caterina d’Aragona partorisce una bambina, Maria (futura Maria I Tudor). L’assenza di un erede maschio costituisce una grande difficoltà, pertanto nel 1529 il re decide di divorziare. Papa Clemente VII però, timoroso di inimicarsi Carlo V d’Asburgo, nipote di Caterina, rifiuta di pronunciare l’annullamento del matrimonio.

Il matrimonio con Anna Bolena e lo scisma dalla Chiesa di Roma

Enrico VIII d’Inghilterra comincia allora a esercitare pressioni sul papa. Lo fa sopprimendo l’indipendenza degli ecclesiastici inglesi e arrogandosi il diritto di nominare i vescovi.

Nel gennaio 1533 sposa Anna Bolena e, nel maggio dello stesso anno, il precedente matrimonio con Caterina d’Aragona è dichiarato ufficialmente nullo dall’Arcivescovo di Canterbury. Enrico VIII è scomunicato. Giunge così a compimento la rottura tra la Chiesa romana e il Regno d’Inghilterra.

Nel 1534 il Parlamento inglese vota l’Atto di supremazia e il re è proclamato capo supremo della Chiesa d’Inghilterra (chiamata Chiesa anglicana). Egli vieta il pagamento delle decime a Roma; si arroga il diritto di scomunicare; designa i candidati all’episcopato; abolisce i monasteri e ne incamera i beni, che rivende assicurandosi così il prezioso appoggio politico degli acquirenti (nobili, mercanti, piccoli e medi proprietari).

Il filosofo Tommaso Moro, cancelliere del re, rifiuta di aderire alla politica del sovrano ed è decapitato.

Nonostante lo scisma, la neonata Chiesa anglicana mantiene caratteristiche cattoliche. Del cattolicesimo, infatti, conserva tutto: dal ruolo del sacerdote alla gerarchia, fatta di preti, vescovi e arcivescovi; dal culto dei santi all’uso delle immagini e dei sacramenti.

Coerentemente con questa linea Enrico VIII non trascura di perseguitare e giustiziare i luterani.

La morte di Anna Bolena e le successive mogli

Nel 1533 Anna Bolena aveva dato alla luce una bambina, la futura Elisabetta I. Caduta in disgrazia per aver generato una figlia, Anna è accusata di adulterio e stregoneria e condannata alla decapitazione (1536).

La preoccupazione per il futuro della dinastia tormenta il re e serve a spiegare gli altri quattro successivi matrimoni: con Jane Seymour (che subentra ad Anna Bolena e dà al re il tanto sospirato erede maschio, il futuro Edoardo VI d’Inghilterra); Anna di Cleve (ripudiata quasi subito, nel 1540); Caterina Howard (morta sul patibolo nel 1542); infine Caterina Parr, l’unica moglie che gli sopravvive.

Gli ultimi anni di Enrico VIII di Inghilterra e la morte

Negli ultimi anni del suo regno, Enrico unisce il Galles alla corona inglese e conquista l’Irlanda. Nel 1542 muove guerra alla Francia, alleandosi con l’imperatore Carlo V. In quello stesso anno, la Scozia invade l’Inghilterra; gli scozzesi sono sconfitti nella battaglia di Solway Moss.

Per finanziare le guerre Enrico è costretto ad aumentare le tasse e a svalutare la moneta.

Muore il 28 gennaio 1547. Gli succede il figlio Edoardo VI.