Filemone e Bauci, riassunto e commento

Riassunto e commento di Filemone e Bauci, tratta dalle Metamorfosi di Ovidio.

Filemone e Bauci: il riassunto

Un giorno Zeus, accompagnato da Ermes, decide di scendere sulla terra per verificare il comportamento degli uomini.

Dopo essersi trasformati in due vecchi viandanti, si recano in Asia Minore e cominciano a bussare alle porte delle case che incontrano lungo il commino per domandare ospitalità. Nessuno però li accoglie e Zeus, triste e adirato, prende coscienza dello scarso senso di ospitalità e dell’egoismo degli uomini.

Giungono infine a una piccola e misera casetta. Lì vivono Filemone e Bauci, due vecchi coniugi, buoni e umili, che continuano a volersi bene come il giorno in cui si sono conosciuti.

Filemone e Bauci si mostrano felici nel vedere i due viandanti. Porgono loro un caloroso benvenuto, li fanno entrare nella loro umile dimora e offrono con generosità tutto ciò che hanno per rinfocillarli.

Zeus commosso e grato per l’ospitalità ricevuta, decide di svelare la loro identità. Poi, conduce l’anziana coppia sulla cima del monte e di qui, distendendo semplicemente una mano, sommerge l’intero villaggio per punire gli uomini egoisti e inospitali. La loro misera capanna, invece, è trasformata in uno splendido tempio.

Compiuto ciò, Zeus chiede ai due coniugi di esprimere il loro più grande desiderio. Essi domandano timidamente di poter diventare custodi di quel tempio e poi, quando sarà giunta la loro ora, di poter morire insieme, senza dover piangere l’uno la morte dell’altro.

Marito e moglie vivono ancora insieme per tanti anni, finché un giorno si trasformano in alberi: l’uno in una quercia, l’altra in un tiglio, uniti per il tronco, perché hanno vissuto sempre insieme e sempre amandosi teneramente.

Filemone e Bauci: il commento

Filemone e Bauci, i protagonisti di questo mito, non sono essere divini e neppure eroi, ma solo due vecchi coniugi, buoni, umili e rispettosi. Nella loro dimora hanno saputo conservare valori semplici e universali che nobilitano il genere umano anche di fronte agli dei.

Di conseguenza, Zeus li premia esaudendo il loro desiderio e li trasforma in due alberi simboli dell’ospitalità, perché offrono riparo con le loro ricche fronde, e in qualche modo simboleggiano anche l’immortalità dell’amore sincero.