La civiltà Maya si sviluppò nello Yucatán (Messico meridionale) e negli odierni Guatemala e Honduras sin dal II millennio a.C. I Maya raggiunsero il massimo splendore tra il III secolo e il IX secolo d.C. Poi a partire dal X secolo iniziò il declino (per motivi ancora poco noti), per poi soccombere all’arrivo dei conquistadores spagnoli nel XVI secolo.
I Maya sono noti per i loro straordinari contributi in campo architettonico, artistico, matematico e astronomico. Costruirono imponenti città con piramidi, palazzi e templi, e svilupparono un complesso sistema di scrittura ideografica. Il loro calendario, basato su cicli astronomici accurati, è famoso per la precisione. I Maya hanno anche lasciato un’eredità di conoscenze matematiche, inclusa l’introduzione del concetto di zero.
Il popolo Maya non si è estinto: oggi milioni di discendenti vivono in Messico, Guatemala, Belize, Honduras e El Salvador, mantenendo vive lingua e cultura.
Organizzazione sociale
Il popolo maya era organizzato in una miriade di città-stato indipendenti (come Chichén Itzá, Mayapán, Palenque) dove avevano sede solo i templi, innalzati sulla sommità di alte piramidi, e le abitazioni del clero, mentre la popolazione viveva nelle campagne circostanti e vi si recava quasi esclusivamente per le cerimonie religiose e per il mercato.
Il capo della città era il sommo sacerdote, che deteneva anche i poteri politici e giudiziari. Il clero era affiancato da un potente ceto nobiliare che possedeva la proprietà privata della terra lavorata dalla massa della popolazione.
Economia
Base economica dei Maya era l’agricoltura, alquanto primitiva, praticata secondo il sistema del taglia-fuoco: vaste zone di foresta vergine venivano bruciate e dissodate. Il terreno, così preparato e fertilizzato, era coltivato per un certo numero di anni e poi abbandonato. Si coltivavano mais, fagioli, zucche e pomodori: prodotti che in Europa furono conosciuti solo dopo la conquista dei territori americani.
I Maya non conoscevano né la ruota né l’aratro. Buoi, cavalli, pecore e suini erano sconosciuti. Come aiuto nei lavori dei campi, ma anche per scopi alimentari e per la produzione di lana, i Maya utilizzavano altri animali, tra cui il lama.
La cultura maya
I Maya avevano avanzate conoscenze matematiche e astronomiche: usavano un progredito sistema di numerazione, conoscevano il sistema decimale e avevano scoperto lo zero secoli prima degli Arabi. I depositari del sapere erano i sacerdoti, che risiedevano nei templi. Molti di loro erano anche bravissimi astronomi, con conoscenze molto avanzate sui cicli della Luna, sul Sistema solare e sulle costellazioni. Grazie alle loro conoscenze astronomiche, i Maya poterono costruire un calendario basato sull’anno solare di 365 giorni, calcolandolo con un’esattezza sorprendente.
La scrittura
I Maya usavano una complicata scrittura ideografica (come gli antichi geroglifici egiziani), che è stata in parte decifrata.
Religione
I Maya erano politeisti: veneravano quindi molte divinità. Esse erano tutte legate agli astri. Tra gli dèi più venerati c’era Itzamà, il dio del Sole, ma c’erano anche il dio del Cielo, quello della Pioggia, del Vento, quello della Guerra e quello della Morte.
I libri sacri dei Maya
I Maya ci hanno lasciato un’eredità culturale preziosissima: non solo raffinate costruzioni architettoniche ma, grazie al loro elaborato sistema di scrittura, anche alcuni testi sacri che sono giunti a noi.
Si è quindi venuti a conoscenza che anche i Maya, come gli Aztechi, avevano una visione pessimistica della storia cosmica.
La storia del mondo era una successione di generazioni: dopo gli uomini di creta erano venuti gli uomini di legno; a questi erano seguiti gli uomini di mais; la generazione attuale sarebbe stata prima o poi distrutta da un terribile diluvio.
La terra poggiava sopra un rettile gigantesco che nuotava nell’oceano; sotto di essa stavano nove sfere infernali, sopra tredici sfere celesti. La divinità suprema era un dio solare, circondato da divinità minori come quelle della pioggia, della luna, della morte, del mais.
Il declino della civiltà maya
Dopo aver raggiunto il culmine della potenza, intorno al 900 d.C. la civiltà maya entrò in crisi per cause ancora sconosciute. Le teorie sul loro collasso includono cambiamenti climatici (come lunghi periodi di siccità), conflitti interni, esaurimento delle risorse, malattie.
Nonostante il declino delle città-stato, la cultura maya sopravvisse in alcune aree fino all’arrivo dei conquistadores spagnoli nel XVI secolo, e i loro discendenti continuano a vivere in America centrale, mantenendo molte delle tradizioni antiche.

