I Maya
Calendario o Grande pietra del Sole, XII secolo, Città del Messico, Museo Nazionale di Antropologia.

La civiltà maya si sviluppò nella penisola dello Yucatán, e nelle terre del Guatemala e dell’Honduras. Era una delle più antiche del Nuovo Mondo: i primi insediamenti risalivano infatti alla metà del II millennio a.C. E come gli inca e gli aztechi, i maya rappresentano una delle più avanzate civiltà precolombiane.

I maya erano organizzati in una miriade di città-stato indipendenti, dove avevano sede solo i templi e le abitazioni del clero, mentre la popolazione viveva nelle campagne circostanti e vi si recava quasi esclusivamente per le cerimonie religiose e per il mercato.

Il capo della città era il sommo sacerdote, che deteneva anche i poteri politici e giudiziari. Il clero era affiancato da un potente ceto nobiliare che possedeva la proprietà privata della terra lavorata dalla massa della popolazione.
L’agricoltura, alquanto primitiva, era praticata secondo il sistema del taglia-fuoco: vaste zone di foresta vergine venivano bruciate e dissodate. Il terreno, così preparato e fertilizzato, veniva coltivato per un certo numero di anni e poi abbandonato.

I segni della scrittura maya erano chiamati glifi. La loro era una “scrittura a rebus”, nel senso che ogni glifo poteva rappresentare sia un oggetto sia la lettera iniziale dell’oggetto stesso. Quindi mescolava il sistema pittografico con quello fonetico.

Oltre alle numerose iscrizioni ci sono pervenuti tre preziosissimi codici geroglifici, unici superstiti tra le centinaia che i conquistadores bruciarono ritenedoli libri demoniaci. Da essi si è venuto a conoscenza che anche i maya, come gli aztechi, avevano una visione pessimistica della storia cosmica. La storia del mondo era una successione di generazioni: dopo gli uomini di creta erano venuti gli uomini di legno; a questi erano seguiti gli uomini di mais; la generazione attuale sarebbe stata prima o poi distrutta da un terribile diluvio. La terra poggiava sopra un rettile gigantesco che nuotava nell’oceano; sotto di essa stavano nove sfere infernali, sopra tredici sfere celesti. La divinità suprema era un dio solare, circondato da divinità minori come quelle della pioggia, della luna, della morte, del mais.

Il calcolo del tempo aveva tra i maya un’importanza enorme ed erano in uso diversi calendari, basati sulle stagioni dell’agricoltura; grazie alle loro conoscenze astronomiche, i maya riuscirono a calcolare l’anno solare di 365 giorni. Padroneggiavano l’aritmetica, usavano il sistema decimale e avevano scoperto lo zero molti secoli prima degli Arabi.

La loro architettura era costituita da due strutture fondamentali: una, adibita a residenza del principe, aveva pianta rettangolare e si sviluppava su un basamento a gradoni; l’altra destinata a tempio, presentava un corpo cubico elevato su piramidi tronche munite di scalinate. Ne restano suggestivi esempi a Palenque nel Chiapas. Stucchi dipinti decoravano gli interni con scene di incoronazione dei sovrani o con le loro imprese più memorabili.

Durante l’epoca precolombiana nella zona del Centro e Sud America si svilupparono anche altre importanti civiltà come quelle dei Toltechi in Messico.